Benvenuti alla coppa Davis. Che, con la forza propulsiva del pubblico di casa – bolognese, caldo ed appassionato -, torna quella coinvolgente di prima, di sempre. Così, la tensione monta tutt’attorno al campo, insieme all’eccitazione delle due storie umane e sportive del veterano Matteo Berrettini e dell’emergente Flavio Cobolli, amici da sempre che si fondono magnificamente in una sola, bellissima ed esaltante. Portando senza problemi, come da pronostico, la nazionale azzurra campione negli ultimi due anni oltre il primo ostacolo Austria, alle semifinali di domani contro il Belgio. Che ha sfruttato l’attitudine orribile dei francesi Moutet e Rinderknech.
APRIPISTA
“Mi siete mancati da morire e questo è il motivo per cui gioco a tennis, per queste emozioni per questo pubblico, per giocare la Davis. Nel secondo set ho recuperato da 2-5 e poi da 4-5 0-40 salvando tre set consecutivi. Quando ho lottato pensavo che giocavo per la squadra, per tutti, e che bisogna lottare fino alla fine. Questo è il bello della Davis. Ora fatevi sentire per Flavio, abbiamo bisogno del vostro supporto…daje”. Amato dal pubblico che ne conosce la storia di pioniere italiano nei quartieri alti come top 10 e finalista di Wimbledon, poi bloccato da troppi infortuni, Matteo ha la personalità del condottiero. L’ha dimostrato sul Tour e l’ha dimostra in Davis, quando si è presentato a Malaga pur infortunato come super-tifoso in panchina, l’ha dimostrato l’anno scorso quando è stato determinante vincendo il titolo in coppia con l’amico Sinner e lo sta dimostrando adesso che capitan Volandri gli ha dato la possibilità di un nuovo rilancio dopo una stagione in chiaroscuro, e può rivivere col “fratellino minore” Cobolli, il sogno che cullavano insieme da bambini, a Roma, dove sono cresciuti praticamente insieme.
STAFFETTA
Il 6-3 7-6 sul modesto mancino Rodionov fuga qualche perplessità sulla condizione fisica e sulla fiducia nel proprio gioco del 29enne Berrettini che aveva accusato qualche problemino alla schiena, allertando la riserva di lusso Lorenzo Sonego. Di sicuro l’1-0 lancia al meglio il 23enne Cobolli, in crescita costante anche sulle superfici veloci – sotto l’attenta gestione di papà Stefano -, che scatta velocissimo ai blocchi di partenza e, al nettissimo 6-1, aggiunge un 6-3 dominando Misolic, nel derby fra numeri 1 delle due squadre. Segnando il 2-0, ed evitando la decisione al doppio Bolelli-Vavassori. Sotto gli occhi della star del basket Marco Belinelli e del primatista di 24 Slam, Novak Djokovic, presente alla cerimonia di saluto al papà tennistico, Niki Pilic, appena scomparso: “L’Italia può vincere di nuovo, ha anche la fortuna di giocare a casa”.
FELICITA’ COBOLLI
Dopo l’ottima prestazione al servizio e da fondo, Cobolli si commuove davanti al pubblico: “Grazie a tutti. Giocare su questo campo è speciale, è il giorno più bello della mia vita, ho sempre sognato indossare questa maglia e farlo in Italia per tutti i ragazzi che ci seguono per la squadra e le famiglie di chi lavora per me. Abbiamo sentito il vostro sostegno, abbiamo bisogno di voi ancora per un po’. Complimenti Matteo, hai fatto una grande partita, è sempre bello vederti in campo. In nazionale mi motivi e motivi tutti noi a fare del nostro meglio. La squadra è compatta siamo pronti a lottare l’uno per l’altro”. Stona solo quando canta “Tutta l’Italia tutta l’Italia…”.
Vincenzo Martucci (tratto da Il Messaggero del 20 novembre)
Foto di Marta Magni
