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Calcio

ReArm Germany

Da Fabrizio Bocca 21/03/2025

L’Italia ko con la Germania raccontata dalla Rai come un bigné dell’insopportabile Iginio Massari

ReArm Germany. Abbiamo riarmato la Germania, che invero già ci stava pensando da sola. Eviterò per prudenza, affetto e spirito di patria conclusioni definitive e particolarmente acide sull’Italia. Perché è la squadra di tutti ma di cui sento anche e leggo una critica indulgente e mammona: non lo meritavamo, abbiamo avuto le occasioni ma non le abbiamo trasformate in gol, ci mancava Retegui (maddai su). Tranne qualche graffio scappato al palinsesto, la Rai si sente in dovere di raccontarci la Nazionale come un bignè dell’insopportabile e odioso Iginio Massari.  

  Non so voi ma io dall’ Italia mi aspetto molto di più e di questa non mi accontento. Però è anche vero che ci si potrebbe mettere una pezza e che noi ci atteggiamo a ottimisti miracolisti. Per essere collaborativo magari butterò via dieci euro sulla vittoria a Dortmund.

  E’ giusto che si aspetti la sentenza definitiva della partita di ritorno con la Germania in Nations League. Dopo che la squadra del 37enne Julian Nagelsmann, una specie di genietto hacker del football moderno (laptop trainer), ce le ha suonate a San Siro. Dopo il gol di Tonali, due capocciate del pennellone Kleindienst e di Goretzka e amen. A noi resta ‘st’insalata di mezze occasioni e di tiri parati dal portiere tedesco e a loro va l’osso con la ciccia attaccata. (Italia-Germania 1-2). E a tutti, più o meno, sta pure bene.

 C’è un handicap di partenza che pesa sull’azzurro. Questa attesa dei mondiali come l’approdo alla terra promessa, dopo averla mancata due volte, mi sfinisce e mi inquieta. La sola partecipazione è un concetto sfigato alla partenza. 

  Francamente certi giocatori dell’Italia non risvegliano gli ormoni più assopiti, non mi appassiono per la coppia Kean-Retegui, figuriamoci per tutte le combinazioni possibili di Kean, Raspadori e Lucca. Non so cosa pensare dell’Italia, vorrei fidarmene e volerle bene ma continuo a vedere un groviglio di schemi e mai una scintilla di passione. 

    Ecco io non volevo parlare della Nazionale ma poi mi faccio trascinare.  Dico solo che ci vorrebbe almeno lo Spalletti di Napoli, furbo, istrionico, cattivo, presuntuoso e capopopolo, ma mi sembra molto distante da quello Spalletti lì. Questo è troppo benevolo, intenerito dall’età. Magari se gli (ri)rubassero la Panda ritroverebbe l’ispirazione.

*Articolo e immagine ripresi da bloooog.it, il Bar Sport di Fabrizio Bocca

Tags: calcio, italia

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Nota sull’autore: Fabrizio Bocca

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