Sul finire di un primo tempo teso, con i sudamericani subito in vantaggio e i turchi costretti a rincorrere per rimanere aggrappati a questo Mondiale nordamericano, accade un episodio che ha subito aperto un dibattito fra i tifosi di tutto il mondo. Dopo un accenno di rissa fra le due squadre, Almiron si rivolge a Muldur con la mano a coprire la bocca, gesto sanzionabile da questa edizione, e il turco corre subito a segnalare l’accaduto: il Var richiama l’arbitro che non può far altro che espellere l’ala dell’Albirroja. Il paraguaiano, in appena due partite si rende protagonista di un record difficilmente replicabile: qualche giorno fa ammonito per il primo caso di “mistaken identity” (il Var aveva corretto il direttore di gara invertendo la decisione) e questa volta espulso per aver parlato con la mano davanti alla bocca, una sorta di “cavia” delle nuove regole.
Il gesto negli scorsi anni si era diffuso a tutti i livelli, dai dilettanti ai campioni, inizialmente per non svelare gli schemi sui piazzati ma sempre più spesso per insultare “liberamente” gli arbitri o gli avversari, senza lasciare prove video. La FIFA ha allora deciso per la linea dura, queste le parole del presidente Infantino: “Se non hai nulla da nascondere, non hai motivo di coprirti la bocca quando parli”. La “norma Vinicius”, voluta fortemente dai vertici dell’IFAB dopo l’episodio di razzismo in Benfica-Real Madrid ai danni del brasiliano, trova quindi la sua storica prima applicazione, destinata a cambiare ancora una volta il calcio per come lo conosciamo.
D’ora in poi, con l’estensione della regola a tutti i maggiori campionati europei dalla prossima stagione, basterà il solo gesto di coprirsi la bocca per condannare il calciatore, senza bisogno di reali prove dell’insulto, una vera rivoluzione concettuale. I calciatori dovranno cambiare atteggiamento e tentare di “disimparare” quello che ormai è un automatismo, costretti ad una maggiore trasparenza in campo e, ci si augura, a un maggior rispetto. Ma la domanda che milioni di tifosi si fanno è questa: la progressiva “pulizia” dei comportamenti della FIFA toglierà al calcio quella componente di furbizia e provocazione che lo ha sempre caratterizzato?
Una risposta corretta non esiste. C’è chi sostiene che si stia trasformando il pallone in uno show televisivo, con tutte queste pause forzate (ricordiamo i controversi “hydration breaks” che spezzano il ritmo di gioco per mandare in onda più pubblicità possibile) e la perdita di spontaneità dei calciatori, costretti, ad esempio, a difendere con le mani dietro la schiena. In questo caso specifico però, va detto che coprirsi la bocca veniva usato quasi esclusivamente per nascondere insulti discriminatori o razzisti sul piano personale, e c’è una grossa differenza tra questo e la malizia di rubare qualche metro su una rimessa laterale. Probabilmente l’introduzione di questa norma priverà il calcio di un briciolo di quella tensione psicologica tra i calciatori, ma se il prezzo per mantenere quella “furbizia” è l’impunità di poter insultare l’avversario coperti da una mano o da un pezzo di stoffa, allora questa è forse l’unica strada per rendere il calcio uno sport più civile.
(foto tratta dalla gazzetta dello sport)
