Quando un amico, questo considero chi frequento da tanti anni percorrendo la stessa strada sempre nel segno del rispetto reciproco, ottiene un riconoscimento, e quindi una vittoria, sono intimamente felice per lui. Perciò, quando Luca Bottazzi mi ha comunicato giustamente orgoglioso che è stato invitato da relatore alla mitica “Hall of Fame” di Newport, sono stato contento per lui perché, nel tempo, nella transizione da tennista di buon livello ATP ad allenatore a divulgatore a docente a studioso, ha esaltato le sue virtù dialettiche e la sua cultura, inserendosi nel canale aperto dal mitico Gianni Clerici. L’unico giornalista italiano che ha avuto l’onore di essere iscritto nel club degli immortali del suo sport, insieme al suo grande amico, il pluricampione Nicola Pietrangeli.
Chi conosce “Bottazz” sa quant’è potente la sua verve oratoria, difficile da arginare e da canalizzare, così come sa quant’è vasta ed appassionata la sua competenza del tennis partendo dalla notte dei tempi, dal Medievo al gioco dei re, dai gesti bianchi al tennis moderno. Che tiene viva ogni giorno con la sua Accademia a San Donato in tandem con quel sant’uomo di Carlo Rossi, grande esperto e studioso anche lui, di preparazione atletica. Per cui quello di Newport, il 24-26 settembre, al “5° congresso internazionale” sulla storia delle racchette mi è sembrato il debito riconoscimento alla sua storia e alla attività che svolge da docente alla facoltà di scienze motorie presso l’Università degli studi di Milano (Unimi) e autore di svariati testi su aspetti storici e scientifici del tennis.
Del resto il legame fra “lo scriba”, Gianni Clerici e Bottazzi è sempre stato molto saldo ed è giusto e doveroso che sia proprio Luca a riallacciare quel legame di cultura nell’ambito della massima struttura mondiale che da oltre 60 anni si occupa della salvaguardia di tutti gli aspetti storici e culturali del tennis. E gli organizzatori della Quinta edizione dell’evento hanno riservato un pensiero speciale proprio al loro membro italiano, scomparso tre anni fa. ”Intervenire alla Conferenza Internazionale sulla Storia del Tennis, sulle orme del grande Gianni Clerici, è un immenso onore, una grande emozione”, ha dichiarato il professor Bottazzi in partenza per gli Stati Uniti. La terra dei maestri? Macché! Se lo provocate come una affermazione così “Bottazz” si infervorirà e sciorinerà tutto il suo sapere per ore e ore, senza tregua, con la passione e la competenza che gli riconosciamo. Buona partita, Luca.
