Genova si prepara ad accogliere un appuntamento che, pur partendo da un pronostico favorevole per i padroni di casa, porta con sé un carico di storia e ambizione. Sabato gli Azzurri affrontano per la prima volta i Cóndores cileni in un test-match, l’ultimo della serie autunnale delle Quilter Nations Series che ha già visto l’Italia trionfare sull’Australia e perdere con onore con i campioni del mondo del Sudafrica, con un punteggio (32-14) che non rispecchia quanto giocato in campo, a partire dalla splendida meta di Capuozzo.
Per i Cileni questa è più di una semplice partita: è il culmine di una crescita rugbistica che li ha visti conquistare la seconda qualificazione consecutiva alla Coppa del Mondo, sconfiggendo due volte le Samoa. Ecco perché scenderanno in campo per rendere onore al loro Paese, rappresentando la punta di diamante di un movimento in costante e rapida ascesa negli ultimi anni. L’Italia occupa in questo momento il 10° posto nel ranking mondiale, mentre il Cile è 17°.
AZZURRI POCO CINICI
L’Italia arriva a questo scontro forte di due prestazioni che hanno confermato la direzione intrapresa. La vittoria con l’Australia e la battaglia con il Sudafrica hanno lasciato un bilancio in crescita. A tal proposito, una voce autorevole come quella di Sergio Parisse, l’unico italiano nella Hall of Fame di World Rugby, ha commentato così la prova contro gli Springboks: “L’Italia ha dato il 100% e credo, sconfitta a parte, che la prestazione lascerà ai ragazzi un’esperienza positiva per la loro crescita. Impareranno ad essere più cinici, per esempio, un po’ più pragmatici, a raccogliere punti quando c’è la possibilità. Allo Juve Stadium in certi momenti le opportunità ci sono state ma non siamo riusciti a concretizzarle, cosa che gli Springboks hanno fatto benissimo, soprattutto alla fine, quando conta di più”. Una lucida analisi che coincide con quella fatta dal coach Quesada nella conferenza dopo partita.
LA VISIONE DI COACH QUESADA
Nonostante il ruolo di favoriti, il coach azzurro Gonzalo Quesada ha chiarito di aver preparato con molto rispetto la partita. La sua filosofia è chiara: “Noi ne approfittiamo per allargare la rosa, nel rispetto degli avversari che promettono di dare battaglia. Confermo che nel scegliere i giocatori non guardo mai il club di provenienza: giocare la terza partita è la ricompensa meritata dopo aver ben giocato le prime due“.
Il tecnico argentino ha analizzato a fondo l’avversario, svelando un piano di gioco ben preciso: “Il Cile è una bella squadra equilibrata con un pacchetto davanti solido e tante gambe nei trequarti. Gioca un rugby totale alle mani e ha la miglior difesa in tier 2.. calcia poco e se lo fa lascia la palla in campo. Mi aspetto una squadra che attacca, non old style. Certo, forse la palla scivolerà perché giochiamo vicino al mare, ma per i primi 20 minuti mi aspetto un attacco… poi dovrebbero arrivare gli spazi per imporre il nostro ritmo di gioco“. E sull’allenatore avversario: “Lo conosco bene e so quanto è bravo a “caricare” i suoi ragazzi“. Sarà anche per questo che ha deciso di schierare una formazione con una coppia mediana inedita (Garbisi – Da Re, incaricato di calciare) e diverse seconde linee in campo e in panchina, orientata a dare respiro e fiducia a tutto l’organico, pur mantenendo elementi di esperienza e qualità come Capuozzo e Lamaro.
CAPITANI E NUOVI TALENTI
Il capitano Michele Lamaro, raggiante per il ritorno in maglia azzurra e con simpatici baffetti in stile movember (il mese della prevenzione oncologica maschile), ha immediatamente recepito il messaggio del coach: “Sarà una partita insidiosa. Toccherà a noi essere bravi e non lasciarli entrare in partita“. Elemento di interesse sarà Pablo Dimcheff, il tallonatore argentino naturalizzato italiano di origini calabresi, scoperto grazie all’attività di scouting di Quesada, e profondo conoscitore dello stile di gioco cileno così come i due esordienti.
Dimcheff ha confermato la durezza dell’impegno, soprattutto in mischia: “Con il Cile ci aspettiamo una partita molto dura soprattutto davanti – ci aveva anticipato l’altro giorno in conferenza stampa – anche perché difendono molto bene. In attacco non calciano molto, amano avere il pallone in mano e giocare alla ricerca degli spazi. Ci aspettiamo sabato una grande battaglia: loro hanno tanta voglia di giocare un match così e saranno molto carichi, con l’obiettivo di fare la miglior partita possibile contro di noi. Stanno facendo un lavoro incredibile e credo che continueranno a crescere“.
E a proposito di crescita, anche la palla ovale azzurra non può che essere contenta, come ci dicono le parole di coach Quesada sugli esordienti Todaro e Opoku: “Come sempre, c’è un lavoro mentale da fare: l’esordio porta tante emozioni. Diamo loro tre obiettivi semplici, concreti, che possono controllare. Non devono riempirsi la testa di aspettative o pensieri che non possono controllare. Sono sicuro che faranno bene. I loro esordi sono una bella notizia per loro e per tutto il rugby italiano nel senso che, e ci tengo a sottolinearlo, chi lavora bene avrà sempre un’opportunità in Nazionale”.
GLI AVVERSARI: I CONDORES CILENI
E’ una prima volta assoluta, tanto che sulla stampa cilena si parla di Italia – Cile come di una partita storica. Scopriamo allora qualcosa in più sui nostri avversari. In Cile il rugby arrivò alla fine del XIX secolo, introdotto dagli immigrati britannici che lavoravano nei principali centri portuali come Valparaíso e, successivamente, a Santiago per poi rimanere confinato a una nicchia sociale ed educativa. Era lo sport per eccellenza delle comunità anglosassoni e veniva promosso nelle scuole private di ispirazione britannica. Nonostante ciò, i valori intrinseci della disciplina come il rigore, il rispetto delle regole e dell’avversario, lo spirito di squadra, si radicarono profondamente fornendo una solida base per la crescita futura. Con la fondazione della Federazione Cilena di Rugby nel 1953 arrivò anche l’organizzazione necessaria per superare i confini della comunità originaria.
Ma il vero salto di qualità che ha portato il Cile a imporsi sulla scena internazionale è avvenuto solo negli ultimi anni. Dopo diversi risultati di prestigio nelle competizioni sudamericane, tra cui il titolo del 2015, i Cóndores hanno intrapreso un deciso percorso verso il professionismo.
A testimonianza dell’evoluzione tecnica dei Cóndores e della loro capacità di produrre talenti di livello internazionale, è arrivata la recente candidatura al premio Try of the Year ai World Rugby Awards 2025 per la loro seconda linea Santiago Pedrero, classe 2000, 192,5 cm per 111 kg. La meta che gli è valsa la nomination è stata segnata nel decisivo spareggio di qualificazione alla RWC 2027 con Samoa. Pur essendo un giocatore di ruolo avanzato, Pedrero ha finalizzato quella che molti hanno definito un’azione “incredibile”, emblema della fluidità e dell’efficacia offensiva raggiunte dalla squadra. Essere candidato accanto a stelle del panorama mondiale rappresenta un enorme riconoscimento e conferma che il Cile non è più una realtà emergente, ma un concorrente credibile sulla scena rugbistica internazionale. Legato profondamente alla franchigia Selknam e titolare fisso nella nazionale, come nel test odierno con l’Italia, Pedrero incarna la nuova generazione di rugbisti cileni: atleti completi, maturi e pronti a lasciare il segno.
Italia (Allenatore: Gonzalo Quesada)
1 Pilone Sinistro Muhamed Hasa / 2 Tallonatore Tommaso Di Bartolomeo / 3 Pilone Destro Simone Ferrari / 4 Seconda Linea Niccolò Cannone / 5 Seconda Linea Federico Ruzza / 6 Terza Linea Ala Alessandro Izekor /7 Terza Linea Ala Michele Lamaro (Cap.) / 8 Terza Linea Centro Lorenzo Cannone / 9 Mediano di Mischia Alessandro Garbisi /10 Mediano di Apertura Giacomo Da Re /11 Ala Monty Ioane / 12 Centro Leonardo Marin / 13 Centro Tommaso Menoncello / 14 Ala Mirko Belloni /15 Estremo Ange Capuozzo
A Disposizione: 16 Pablo Dimcheff, 17 Danilo Fischetti, 18 Giosuè Zilocchi, 19 Enoch Opoku Gyamfi, 20 Manuel Zuliani, 21 Martin Page -Relo , 22 Juan Ignacio Brex, 23 Edoardo Todaro.
Cile – Los Cóndores (Allenatore: Pablo Lemoine)
1 Pilone Sinistro Javier Carrasco “Churra” / 2 Tallonatore Augusto Böhme “Boms” /3 Pilone Destro Iñaki Gurruchaga “Piña” / 4 Seconda Linea Santiago Pedrero “Peters” , fresco di nomina tra i contendenti per la migliore metà dell’anno nei World Rugby Awards 2025/ 5 Seconda Linea Javier Eissmann “Jack” / 6 Terza Linea Ala Ernesto Tchimino “Tito” / 7 Terza Linea Ala Clemente Saavedra (Cap.) “Waika” / 8 Terza Linea Centro Alfonso Escobar “Fonchi”/ 9 Mediano di Mischia Lucas Berti “Shico” / 10 Mediano di Apertura Juan Cruz Reyes “Bebote” / 11 Ala Nicolás Saab “Nico” / 12 Centro Santiago Videla “Santi”13 Centro Domingo Saavedra “Dom” / 14 Ala Clemente Armstrong “Cleme” / 15 Estremo Matías Garafulic “El Garawy”.
A Disposizione: 16 Raimundo Martínez (“Gorila”), 17 Salvador Lues (“Carnicero”), 18 Matías Dittus (“Maldittus”), 19 Bruno Sáez (“The Project”), 20 Augusto Villanueva (“Potro”), 21 Sebastián Bianchi (“Tatán”), 22 Tomás Salas (“Tomi”), 23 Joaquín Milesi (“Oso”)
*foto ripresa da www.ansa.it
