Magari il nuovo scoppiettante urrà di Carlos Alcaraz al Queen’s (7-5 6-7 6-2 su Lehecka), terzo titolo di fila (dopo Roma e Roland Garros) in 5 finali consecutive (successo a Montecarlo, ko sotto il traguardo a Barcellona), il filotto di 18 partite vinte una dietro l’altra, il quinto stagionale (21° ATP, 4° sull’erba) del più giovane numero 1 della classifica di sempre, già campione a 22 anni di 5 Slam (US Open 2022 e doppietta agli ultimi Parigi e Wimbledon) mitigheranno il tifo cieco dei seguaci di Jannik Sinner così come le critiche social di marchio calcistico. Magari gli ultimi giudizi troppo negativi sul campione altoatesino saranno interpretati diversamente dopo la netta affermazione e il bis di Alexander Bublik ad Halle (6-3 7-6 al redivivo Medvedev) con automatica promozione a testa di serie ai Championships e volo nei top 30 (da 76 del 5 maggio) di uno dei più fantasiosi e micidiali talenti offensivi del tennis pro.
SERIE VINCENTI
L’errore che il primo italiano primatista di sempre nel ranking e il suo team non commettono è sottostimare Alcaraz, in generale e nello specifico sulle superfici meno vincenti del Profeta dai capelli rossi, terra ed erba. Così come non sovrastimano il suo recente 5-0: tutte le grandi rivalità vivono di fasi. La più frequentata, Djokovic e Nadal, conclusa 31-29 per il Campione di gomma, con due strisce di 7 vittorie dirette di fila ma anche 5 consecutive negative. Il mitico “Fedal” ha vissuto tre 5-0 pro-Rafa e un 5-0 pro-Roger. Ci sono state 5 vittorie di fila di Djokovic e 4 di Federer, 4 urrà consecutivi di Agassi e due 4-0 di Sampras, con scambio di 3-0 in Borg-McEnroe.
STIMOLI
Ogni sconfitta, ancor più se dolorosa negli scontri diretti, causa una reazione, anzi, i campioni si nutrono proprio di queste partite, acquisendo continuamente stimoli e riferimenti specifici. Subito dopo averlo superato al Roland Garros, dribblando 3 match point e 5 ore e mezza di battaglia, Carlitos aveva detto: “Sono sicuro che Jannik imparerà da questo match e che la prossima volta che ci ritroveremo di fronte sarà più forte. Lui farà i compiti a casa ma anch’io imparerò: come posso giocare meglio e far più danni tattici al suo gioco. E’ ovvio che non lo batterò per sempre, devo continuare a migliorarmi per giocare più finali Slam”. Sinner rinforzerà fisico e servizio, e ravviverà la varietà, Alcaraz ci darà dentro nella tenuta mentale e nella continuità. Di certo, fra rivali si instaura se non un’autentica amicizia una sorta di dipendenza, soprattutto se si parla di eccellenza e di concorrenza troppo lontana, come nel caso del duopolio Sinner-Alcaraz. Tanto che quando Jannik era fermo ai box nei famosi 3 mesi di stop per responsabilità oggettiva-doping del suo vecchio staff, Carlitos arrancava e scalciava come un puledro mentre col ritorno di Jannik è determinatissimo. Pure nella diversità, tecnica, atletica, tattica e personale col rivale, nelle scelte alternative (leggi mini-vacanze ad Ibiza), con un pizzico di ironia sul disco inciso da Jannik con Bocelli: “Io canto solo sotto la doccia”.
CLASSIFICA
Col successo al Queen’s l’erede di Nadal si porta a 1130 punti in classifica da Sinner, ma deve difendere i 2000 punti dello scorso anno sull’erba contro gli appena 400 di Jannik. Poi, però, nella lunga estate sul cemento nordamericano che culmina negli US Open, dove il 23enne di San Candido difende il titolo, e nell’ultima tranche stagionale nella quale deve salvaguardare oltre 6000 punti, lo spagnolo ha una dote di poco più di 1000 punti. E potrà tornare numero 1. A meno che non scoppi la love story con Emma Raducanu.
Vincenzo Martucci (tratto dal messaggero del 23 agosto 2025)
