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Tennis

L’Italia ha ritrovato il sorriso della Paolini ed un Musetti che corre verso le Finals

Da Vincenzo Martucci 23/09/2025

Domenica a Shenzhen il tennis italiano ha ritrovato anche lo scintillante sorriso di Jasmine Paolini, insieme al gioco, alla fiducia e pure ai risultati della 29enne toscana. Dopo 8 mesi meno brillanti dello sfolgorante 2024, anche se ravvivati dalle imprese di Roma. Dove “Jas” ha scritto un’altra pagina storica aggiudicandosi singolare e doppio nel più importante torneo italico, bissando il titolo di coppia in tandem con l’amica Sara Errani.

PURGATORIO

Era quasi impossibile replicare la stagione del bum con le due pazzesche finali Majors di singolare a Parigi e Wimbledon, la scalata al numero 4 del mondo (eguagliando il record di Francesca Schiavone e migliorando finendo l’anno così), l’oro olimpico di doppio, il record assoluto da top 10 di singolare e doppio insieme e la qualificazione in entrambe le WTA finals. Senza contare la girondola di successo, premi, violento sbalzo di popolarità e assestamento al vertice. Cambiamenti radicali acuiti dal divorzio da coach Renzo Furlan che la Paolini ha ufficializzato solo il 31 marzo, trascinando poi anche la scelta del successore, ondeggiando fra Marc Lopez e Federico Gaio. Anche se l’influenza della Errani, già stratega di doppio, è stata e rimane preminente e decisiva.

 

FISICO-TESTA-TATTICA

Il giocattolo perfetto nella transizione difesa-attacco, con gli straordinari progressi di servizio e dritto, s’è rivisto solo a tratti. Jas è apparsa incerta, soprattutto nei Majors: agli Australian Open si è fermata al terzo turno cedendo all’ordinata Elina Svitolina, con la quale ha perso anche al Roland Garros (al quarto turno, mancando 3 match point), a Wimbledon è uscita di scena al secondo ostacolo contro la russa Rakhimova e agli US Open s’è arresa a Vondrousova al terzo match. Il doppio e l’amicizia con la Errani l’hanno salvata dall’enorme pressione di dover difendere una valanga di punti in classifica. Qualche fiammata, come Roma e la finale di Cincinnati, le hanno ridato un po’ di coraggio nel suo difficile gioco. Che, piccola com’è e senza la potenza delle “wonder women” Sabalenka, Swiatek, Gauff e Rybakina, si regge sull’equilibrio perfetto fisico-testa-tattica. Spingere e rischiare o tenere da fondo, e aspettare, lavorando ai fianchi l’avversaria?

ELETTROCHOC

Il cocktail è tornato a funzionare solo la settimana scorsa in Cina. Ma dopo due elettrochoc. Jas ha rimontato Xinyu Wang da 2-4 al secondo come al terzo set, facendo tremare tutto il clan azzurro. Poi però è stata bravissima, in doppio, mezz’oretta dopo le 3 ore di battaglia, ad assicurare il decisivo 2-1. E poi ha rimontato anche la bestia nera, Svitolina, da 6-4 4-2 sotto, ma facendo finalmente leva sulla fantastica testa per attivare fisico e gioco. Quindi, alleggerita dalla tensione grazie all’impresa della Cocciaretto sulla Navarro, ha ritrovato davvero se stessa contro Pegula, dopo 5 ko contro la regolarista yankee dai colpi piatti, ubriacandola di varietà e ripartendo quindi carica a molla sul Tour da domani nel 1000 di Pechino. A caccia della qualificazione in singolare per le WTA Finals (oggi è nona). Già sicura del posto in doppio con Errani.

SUPER MUSETTI

Anche Lorenzo Musetti si sta ritrovando: a Chengdu il 9 del mondo domina Shevchenko 6-3 6-1, col 92% di punti con la prima, gioco champagne e notevole forma fisica e, nella settima finale della carriera, incrocia in una sfida inedita e insidiosa il redivivo mancino cileno Alejandro Tabilo, oggi 112 ATP ma un anno fa 19. E’ settimo nella cosa alle ATP Finals, dov’è già promosso Jannik Sinner, che raggiungerà a Pechino al via giovedì, con Cobolli e Sonego. Mentre a Tokyo ci sono Alcaraz, Fritz, Berrettini e Darderi.

Vincenzo Martucci (Tratto dal messaggero del 23 settembre 2025)

 

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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