A caccia dell’ennesimo storico risultato. Dopo la doppietta consecutiva a Malaga, l’Italia punta oggi alla tripletta, affrontando la Spagna (14esimo confronto tra le due nazionali, con bilancio che vede in vantaggio gli azzurri per 7 vittorie a 6) per la prima volta nell’atto conclusivo della Coppa Davis. Un percorso entusiasmante, seguito da un pubblico straordinario: tutte le sessioni in cui gli azzurri sono scesi in campo, hanno infatti registrato il sold out, a conferma del crescente entusiasmo che circonda il tennis italiano. Dopo aver ospitato per tre anni la fase a gironi, Bologna ha dunque accolto con successo anche la Final 8 della più prestigiosa competizione a squadre del tennis maschile, offrendo uno spettacolo indimenticabile, dentro e fuori dal campo, con spalti gremiti ed entusiasmo alle stelle.
Il match per assegnare il titolo di Campione del Mondo è stato preceduto dalla conferenza stampa di chiusura del torneo, che ha visto protagonisti il Presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale e l’Assessora allo Sport del Comune di Bologna, Roberta Li Calzi.
LE DICHIARAZIONI
Angelo Binaghi, Presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel: “Il merito per essere riusciti ad avere le finali di Coppa Davis in casa è del Ministro Abodi e del Governatore della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale che ringrazio. In una fredda serata dello scorso dicembre, hanno afferrato al volo l’occasione che da buon mediatore sono riuscito a cogliere parlando con la Federazione Internazionale Tennis. Credo che abbiano vinto la loro scommessa. Questa era una grande occasione per la nostra nazionale, per i nostri tifosi, per il territorio: l’obiettivo è pienamente raggiunto. Noi abbiamo fatto la nostra parte come organizzatori, abbiamo scoperto Bologna fino in fondo. Crediamo ci siano molte cose da migliorare, tra l’altro dall’anno prossimo avremo un palazzetto che sarà realizzato a pochi metri dallo stadio che ha ospitato questa edizione.
Abbiamo raccolto i dati di questo prima anno di Final 8 a Bologna, dati che segnano il nostro punto di partenza. Come per le altre nostre grandi manifestazioni, ci siamo avvalsi ancora una volta del Boston Consulting Group per analizzare l’impatto economico, e di Open Economics per quanto riguarda la valutazione dell’impatto sociale. Abbiamo registrato oltre 60 mila presenze giornaliere. Gli spettatori internazionali rappresentano una percentuale molto più alta del totale rispetto allo scorso anno, e ovviamente, sono in numero maggiore. Ci sono comunque margini di crescita come avvenuto a Torino dal secondo anno in poi. Sono stati acquistati biglietti da appassionati provenienti da 73 Paesi diversi: erano 37 lo scorso anno a Bologna durante la fase a gironi. Le tre nazioni straniere con più tifosi presenti hanno tutte giocatori in campo: sono, nell’ordine, Spagna, Repubblica Ceca e Germania. La quarta e la quinta, invece, ovvero l’Inghilterra e gli Stati Uniti, non competono a Bologna. Un dato che conferma il valore di questo evento internazionale,
la manifestazione a squadre più antica e una tra le più desiderate al mondo.
L’impatto economico complessivo è misurato in 143,8 milioni di euro e risulta così suddiviso: impatto diretto per 64,8 milioni; indiretto per 55,2 milioni; indotto per 23,8 milioni. L’impatto diretto è frutto delle spese che gli organizzatori fanno per organizzare e di quelle stimate degli spettatori per assistere all’evento: ad esempio il costo medio della stanza d’albergo è stato stimato in 80 euro a notte. L’impatto indiretto si crea nella filiera, per cui, ad esempio, se aumentano le camere d’albergo prenotate, lavorano di più le lavanderie. L’indotto è infine derivato dalla spesa fatta in un secondo momento dalle persone che beneficiano di un maggior reddito, e che creano ulteriore ricaduta sul territorio. Il gettito fiscale generato dalla Final 8 di Coppa Davis è invece di 24,2 milioni di euro, 3,7 volte superiore rispetto al contributo del Governo (pari a 6,5 milioni). Per quel che riguarda i benefici in termini di crescita delle competenze, il Ministro Abodi ha fatto un’ottima scelta nell’interesse del nostro Paese. Stare qui tre anni, e speriamo anche qualcuno in più, accresce infatti il know-how di noi che lavoriamo direttamente con il Comune di Bologna e la Regione Emilia-Romagna per l’allestimento e la predisposizione di una manifestazione così grande, e insegna a tutti gli stakeholder che con noi lavorano ad approcciarne le problematiche in modo sempre più professionale.
I dati di Open Economics misurano l’impatto sociale, diviso in tre settori. C’è l’impatto sportivo, perché vedere partite come l’eroica Cobolli-Bergs stimola l’emulazione e spinge a iniziare a praticare il tennis, o a farlo di più; c’è l’impatto sugli spettatori, perché crea in chi assiste agli incontri, un benessere diffuso derivante dalla soddisfazione di aver visto grandi prestazioni: per gli italiani questo è moltiplicato dal vedere che nella propria città, nel proprio territorio, si possono realizzare spettacoli di così alta rilevanza. Infine, c’è quello per i turisti che hanno un beneficio e con più probabilità torneranno a Bologna nel prossimo futuro. Molto alto il ritorno sociale sull’investimento, registrato dall’indice SROI che segna 5,04: risultato comparabile con quanto registrato alle Nitto ATP Finals (5,31), e superiore a quello che si registra in media negli eventi sportivi in cui investe l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale.
Voglio sottolineare, inoltre, un dato nuovo: circa la metà dei benefici sociali derivano dal fatto che SuperTennis e Rai trasmettono in chiaro la Coppa Davis. Voglio ringraziare l’Amministratore Delegato della Rai Rossi: vedere il tennis che monopolizza tutta la sera il canale principale della nostra tv di Stato è, per quanto mi riguarda, uno dei più bei sogni che si avverano. Infine, vorrei dedicare un pensiero al nostro Nicola Pietrangeli: questa è la prima volta da 25 anni che non è qui con noi. Nicola è la storia della Coppa Davis in Italia, è il giocatore che ha disputato più incontri al mondo in questa competizione, è la Coppa Davis per noi e per il resto del mondo. Vorremmo dargli la forza per fare in modo che l’anno prossimo sia di nuovo con noi a combattere insieme ai ragazzi”.
Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna: “Siamo contenti di aver dato il nostro contributo perché l’Italia potesse ospitare questa straordinaria manifestazione, con partite come quella eroica tra Cobolli e Bergs che resterà nella storia e nella memoria per sempre delle diecimila persone che erano alla SuperTennis Arena, che trasmette il senso profondo della maglia azzurra. Questa, per Bologna, non è stata una prima assoluta, però è chiaro che il passaggio dalla fase a gironi alla Final 8 si è sentito in termini di responsabilità e di organizzazione. Bologna ha condizioni logistiche uniche, difficilmente replicabili a livello nazionale, come le connessioni tra l’alta velocità, l’aeroporto internazionale, le dotazioni di infrastrutture.
Gli anni scorsi eravamo alla Unipol Arena, quest’anno abbiamo una grande opportunità alla Fiera. I cantieri che vedete dentro e attorno questa struttura, nel giro di un tempo molto molto breve, consegneranno a Bologna quella dimensione internazionale che la città merita. Anche l’aeroporto ha investimenti molto importanti. Chiaramente, per noi l’investimento sulla venue, come accaduto per tante manifestazioni e tanti
eventi che in questi anni la Regione e la città hanno saputo attirare, sono il senso di un luogo che vuole essere strategico per il Paese. Ci siamo messi con orgoglio e disponibilità insieme al Ministro Abodi, e al servizio della Federazione Italiana Tennis e Padel, per cogliere questa opportunità storica. Se la sfida è quella che ci ha lanciato oggi, la Regione e la città di Bologna ci saranno per accompagnarla anche nei prossimi anni.
L’altro elemento del successo riguarda i meriti della FITP, il percorso fatto negli anni. I risultati li raccogli se lavori bene per tempi lunghi. Oggi, ovviamente, il tennis in Italia è un movimento diverso da quello che era dieci anni fa: ci sono territori che investono in infrastrutture e in servizi, c’è la rete dei circoli che hanno sempre continuato a investire anche in momenti meno patinati, dove era meno scontato farlo, e per l’Emilia-Romagna hanno fatto un grande investimento sulla Davis, prima sulle qualificazioni, ora sulle finali, mettendo a valore tutta una rete di caratteristiche e di opportunità sportive diffuse in tutto il territorio regionale. Da noi si gioca su tutte le superfici, a tennis, a padel, a beach tennis. Per l’Emilia-Romagna la Coppa Davis non è il circo che produce, arriva, fa lo spettacolo e se ne va. Il movimento del tennis in Emilia-Romagna che c’è 365 giorni all’anno ed è un grande valore per tutto il territorio. Questi sono investimenti assolutamente strategici che producono un valore promozionale senza pari per la nostra terra”.
Roberta Li Calzi, Assessora allo Sport del Comune di Bologna: “I dati presentati oggi sono importanti anche per migliorare ulteriormente il lavoro di chi, come noi, ricopre ruoli istituzionali in vista dei prossimi eventi. Quando il Ministro Abodi e la Commissione Emilia-Romagna hanno chiamato, il Comune di Bologna ha risposto presente all’appello per organizzare una manifestazione così importante per la città, con ricadute – sociali ed economiche – come quelle evidenziate in questa conferenza. Mi vorrei soffermare su un dettaglio: i posti di lavoro conservati o creati grazie a questo evento. Un dato che non è secondario per comunità come la città di Bologna e la Regione Emilia-Romagna. Voglio ringraziare tutte le persone che in questi giorni abbiamo visto impegnate nel garantire lo svolgimento di questa manifestazione, perché non è mai un dettaglio da sottovalutare.
I grandi eventi si fanno quando le istituzioni sostengono, quando, come in questo caso, le squadre partecipano e danno un grande spettacolo, ma anche quando le persone si impegnano con competenza, professionalità e passione. E questo vale anche per tutto quello che è stato detto sulle ricadute sportive: qui con me, c’è il delegato Mattia Santori, che ringrazio per il lavoro fatto insieme a me e al Sindaco. Ogni giorno circoli e associazioni sportive di tennis ci chiedono più spazi per giocare e questo accade ovviamente in ogni occasione in cui le nazionali e le squadre vanno bene con i loro risultati. Ed è stato quindi importante per questo, per continuare anche a lavorare sul territorio. Abbiamo avuto manifestazioni nazionali e internazionali di tennis giovanile, di blind tennis poche settimane fa, qualcosa che fa crescere la nostra comunità e fa conoscere il nostro territorio alla città, ma anche a chi viene da fuori. Voglio dire grazie anche a Giammaria Manghi e Roberta Frisoni che sono qui oggi, perché a volte si dà per scontato che anche nelle istituzioni si lavori da soli, quando invece è sempre un lavoro di squadra. Si lavora per tanti anni insieme, si mettono insieme le competenze e la voglia di migliorare ogni volta i nostri eventi, perché questi eventi contribuiscono alla crescita della comunità”.
(foto di Marta Magni)
