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Sport

Livigno, anche la Spa gratis per i giornalisti. Milano da bere? Soltanto alla fontanina

Da Gennaro Bozza 24/02/2026

Sfida infernale fra Organizzazione ufficiale e Hub privati nei servizi per i giornalisti all’Olimpiade invernale, con successo degli “esterni”. E Verona stravince nelle Cerimonie con la fornitura di cuscini e impermeabili

Le sfide sulle piste dell’Olimpiade di Milano-Cortina? Robetta, al confronto con il vero grande duello che c’è stato al di fuori degli impianti di gara: quello fra l’Organizzazione ufficiale dei Giochi e i Media hub locali nei servizi forniti alla stampa accreditata. Magari è un tema poco importante, ma fornisce qualche segnale che potrebbe far capire meglio come funzionano le cose, riservandoci di tornare subito dopo sulle vicende esclusivamente sportive.

Quindi, dopo aver esaminato i fatti, i documenti, le testimonianze e senza ricorrere a un apposito giudice, possiamo dire che a vincere sono, senza alcun dubbio, i Media hub locali. Considerato che erano sostenuti da molti sponsor e, soprattutto, dalle comunità locali che volevano fare bella figura al cospetto della città principale, Milano, il risultato era prevedibile. Fra l’altro, se ci sono voluti 7 miliardi di euro per organizzare questa Olimpiade, potevano mai sperare i giornalisti che se ne sarebbero spesi altre poche migliaia per aiutarli nel loro lavoro? Certo che no. Del resto, c’era già stato l’esempio dei francesi (chi altri, se no?) con Parigi 2024 a dare l’indicazione: per la prima volta nella storia olimpica, nessuno zainetto celebrativo, né taccuini, né penne o roba varia di lavoro, ma solo una borraccia (semplice, non un thermos, non esageriamo) per raccogliere l’acqua. A Milano, che ha sfruttato alla grande il precedente dei francesi, nemmeno quella, magari per evitare l’accusa di aver copiato integralmente la Francia, somma vergogna per l’Italia.

Addirittura, nel Main Media Center, per bere acqua bisognava andare a un distributore-colonnina a più di cento metri di distanza dalla sala di lavoro principale, distributore che però era sprovvisto di bicchieri di carta, per cui: o ci si portava dietro un proprio bicchiere o una borraccia da riempire, magari quella che qualcuno più accorto si era tenuto fin da Parigi. Oppure, nuova “recherche proustiana”, tornare bambini e bere direttamente dalla fontana pubblica, come si faceva tanti, ma tanti anni fa. Questi francesi si rivelano ancora una volta eccelsi maestri! Ovviamente, a pagamento, c’erano le bottigliette d’acqua, non sia mai che la grande Organizzazione possa essere accusata di averla fatta mancare.

Ma torniamo alla grande sfida. Per sostenere la giustezza del risultato finale, a favore degli “esterni” contro gli “interni”, vi presentiamo, con dovizia di particolari, l’elenco dei servizi messi a disposizione della stampa dai vari protagonisti del confronto.

Abbiamo suddiviso la “fredda cronaca” in tre parti: elenco degli Hub esterni, elenco dell’Organizzazione ufficiale, Cerimonie di apertura e chiusura. Facciamo notare subito che Milano, sia come Hub esterno, sia come Organizzazione ufficiale, sia come Cerimonia di apertura, riesce nella mirabile impresa di conquistare l’ultimo posto in classifica in tutte e tre i campi di battaglia.
E allora, ecco il riassunto dei doni ricevuti dai Media hub locali, esterni all’organizzazione principale, in ordine di classifica per quantità e qualità della fornitura. Al primo posto, incontrastato, Livigno, dove era addirittura possibile usufruire di una giornata gratuita in una Spa!

1) LIVIGNO
Guanti, cappello di lana, scaldacollo, spilla, barattolo di caffè, pupazzo di peluche, libro, tavoletta di cioccolato, penna. Abbonamento autobus, entrata totalmente gratuita per un giorno alla Spa Acquagranda, tartine, tè, caffè e mele tutto il giorno.

2) BORMIO
Agenda, penna, borraccia, scaldacollo, portachiavi. Postazione per lavorare fino a sera, cibo sempre: colazione, pranzo, merenda, cena, gratis. Visite guidate ed esperienza gratuita alle terme.

3) CAVALESE
Borsa con materiale informativo e inoltre crema solare, tavoletta di cioccolato. Poi, visite guidate nei paesini, cibo a volontà tutto il giorno, postazione di lavoro professionale con schermo gigante;

4) CORTINA (Casa Veneto)
Borsa con materiale informativo, postazione di lavoro, caffè, tè, succhi, biscotti tutto il giorno, buffet gratuito al centro stampa in caso di eventi.

5) MILANO piazza Città di Lombardia
Solo una bottiglietta d’acqua e un buono per un caffè al bar esterno, postazione di lavoro.

Ed ecco quelli dell’Organizzazione principale, senza classifica, tutti bocciati a pari merito.

Main media center Milano: caffè e tè, ma senza latte, nemmeno in polvere nelle bustine. Niente acqua, né cibo. C’è soltanto un distributore di acqua 100 metri dalla sala stampa, senza bicchieri di carta, possibile solo riempire borracce, che non venivano distribuite e che bisognava portare personalmente dall’esterno. Bar e ristoranti a pagamento.

Tutti gli altri, solo caffè, tè e acqua da prendere dal boccione con bicchierini di carta, fortunatamente messi a disposizione, tranne il Forum di Assago, tè e caffè, senza latte, nemmeno in polvere, ma niente acqua, nemmeno dal boccione o dalla colonnina, solo a pagamento, un tocco di classe.

Ad Anterselva, oltre a caffè, tè e acqua dal boccione con bicchierini, anche un cappuccino solubile monodose in bustina, da mettere nel bicchiere per poi aggiungere acqua calda.

Infine, le Cerimonie di Apertura e Chiusura, con Verona che dà uno schiaffo morale a Milano

APERTURA MILANO
Niente, nemmeno il programma stampato della cerimonia. Anzi, ti toglievano tutto se osavi portare cibo e acqua. Memorabile il sequestro, a un giornalista, di taralli e brioscine varie, che non si sa poi che fine abbiano fatto, si spera siano stati regalati alla Caritas!

CHIUSURA VERONA
Borsa contenente cuscino per sedersi, impermeabile lungo fino ai piedi con cappuccio, programma stampato della cerimonia.

Il viaggio meraviglioso è terminato. I giornalisti si sentono orgogliosi di non aver contribuito a far aumentare la spesa di 7 miliardi di euro ai danni del popolo italiano. Una prece!

Tags: anche la Spa gratis per i giornalisti. Milano da bere? Soltanto alla fontanina, Livigno

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Nota sull’autore: Gennaro Bozza

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