Il pilone azzurro, neolaureato campione con i Saints, suona la carica ai ragazzi di Di Giandomenico, attesi a Kutaisi in un girone di fuoco.
“Io ne ho fatti due… La cosa bella è godersi il momento, il percorso, i momenti liberi. Spendere il tempo con il gruppo e gli amici nuovi che lo resteranno per tutta la vita.” Parola di Danilo Fischetti, non un nome qualunque, ma un pilastro della Nazionale maggiore e fresco campione d’Inghilterra con i Northampton Saints. Dal ritiro aquilano per il debutto nel nuovo National Championship, l’azzurro si volta indietro per lanciare una spinta ai suoi “fratellini” dell’Italia Under 20. Perché il Mondiale giovanile è questo: l’alba del professionismo, ma anche l’ultima frontiera del rugby più puro, quello dei legami indissolubili. Giocare per vincere, senza dimenticare di divertirsi.
I ragazzi guidati dal capo allenatore Andrea Di Giandomenico hanno chiuso le valigie. Destinazione: Georgia. Dal 27 giugno al 18 luglio 2026 andrà in scena il World Rugby Junior World Championship e l’Italia ci arriva preparata, padrona del suo gioco. La Georgia torna a ospitare la rassegna iridata, dopo l’edizione del 2017, ma con una novità storica: per la prima volta saranno 16 le squadre in lizza, divise tra Tbilisi e Kutaisi in cinque weekend di gare. L’Italia arriva all’appuntamento da Paese organizzatore in carica: l’edizione 2025, ospitata sul suolo azzurro, si era chiusa con la finale tra Sudafrica e Nuova Zelanda a Rovigo, vinta dai Baby Boks.
Un giugno da sballo: gli Azzurrini hanno fatto vedere di che pasta sono fatti

Per chi non mastica ovale tutti i giorni, un piccolo bignami: l’Under 20 azzurra non è più la “Cenerentola” di un tempo, ma una squadra che incute rispetto. La preparazione premondiali a Gubbio e a Calvisano, ha regalato due test match che sono un manifesto di intenzioni:
– Italia v Spagna 55-27: un festival di gioco d’attacco, elettrico, veloce, spettacolare.
– Italia v Inghilterra 24-19: “È stata una prova di coraggio, di freddezza e soprattutto di gran cuore, specie negli ultimi minuti – ci aveva detto il capitano Casarin a bordo campo – Gli inglesi giocano sempre lasciando tutto in campo, oggi noi abbiamo lasciato qualcosa in più”. Una vittoria entusiasmante che ha completato un incredibile “triplete” italiano stagionale contro i maestri inglesi, dopo i trionfi della Nazionale maggiore al Sei Nazioni e dell’Under 18. Un biglietto da visita che lascia ben sperare per la spedizione georgiana.
Il girone di fuoco
Il Mondiale 2026 si presenta rinnovato e all’Italia è toccato un vero girone di fuoco con Scozia, Giappone e Nuova Zelanda. La formula è semplice quanto spietata: conclusa la fase a gironi, non ci sono ripescaggi, il piazzamento nel girone decide direttamente il tabellone finale, su quattro livelli: 1° posto, semifinali per il titolo (posizioni 1ª-4ª); 2° posto, tabellone per le posizioni nobili (5ª-8ª); 3° posto, tabellone di metà classifica (9ª-12ª); 4° posto (13ª-16ª). Ecco perchè la sfida d’apertura con la Scozia sarà uno scontro diretto decisivo in chiave qualificazione. Tutte le sfide della prima fase si giocheranno sul prato dell’AIA Arena di Kutaisi.
Queste le date da segnare: sabato 27 giugno, Italia – Scozia alle ore 11, uno scontro diretto già decisivo per il passaggio del turno; giovedì 2 luglio Italia – Giappone ore 18.30 e martedì 7 luglio Italia – Nuova Zelanda ore 11.
I gironi completi:
Pool A: Sudafrica, Galles, Georgia, Uruguay
Pool B: Nuova Zelanda, Italia, Scozia, Giappone
Pool C: Argentina, Inghilterra, Irlanda, USA
Pool D: Francia, Australia, Spagna, Fiji
I 30 “Leoni” convocati per la Georgia
Il 15 giugno coach Di Giandomenico ha ufficializzato la lista dei trenta scelti per la spedizione: una mappa del talento italiano che unisce i grandi club d’eccellenza nazionale a prestigiose accademie estere, come il Racing Club de France e Bath Rugby dove le speranze Azzurre stanno affinando i loro talenti.
Piloni: Christian Brasini (Livorno), Emiliano Mastropasqua (Amatori&Union Milano), Erik Meroi (Pasian di Prato), Giacomo Messori (Petrarca), Luca Trevisan (Golden Lions).
Tallonatori: Giorgio Nabil Bavaresco (Petrarca), Ettore Dinarte (Valpolicella), Valerio Pelli (Mogliano Veneto)
Seconde linee: Simone Fardin (Casale), Christian Germanò (Fiamme Oro), Enoch Opoku-Gyamfi (Bath Rugby), Fabio Salvanti (UR Firenze), Marco Spreafichi (Benetton Treviso).
Terze linee: Carlo Antonio Bianchi (UR Firenze), Antony Italo Miranda (Mogliano Veneto), Davide Sette (Rugby Experience L’Aquila), Jaheim Noel Wilson (Pasian di Prato).
Mediani di mischia: Mattia Andretti (Mogliano Veneto), Nikolaj Varotto (Benetton Treviso).
Mediani di apertura: Francesco Braga (Valpolicella), Roberto Fasti (Benetton Treviso).
Centri: il capitano, Riccardo Casarin (Amatori&Union Milano), Luca De Novellis (Pesaro), Giacomo Falchetto (Benetton Treviso), Edoardo Vitale (CUS Milano).
Ali: David Luisato (Benetton Treviso), Luca Rossi (Pesaro), Alessio Scaramazza (La Rugby L’Aquila).
Estremi: Pietro Celi (Livorno), Alessandro Ryu Ragusi (Racing Club de France).
I motori sono caldi, il fuso orario georgiano è pronto a diventare familiare e il messaggio di Fischetti risuona già nello spogliatoio. Esperti o semplici curiosi, sintonizzatevi: sabato mattina c’è l’esame Scozia. C’è un pezzo di futuro del rugby italiano che, ovale dopo ovale, vuole scrivere la sua pagina di storia.
Foto di Stfeano Delfrate
