“Siamo i campioni del mondo, siamo i campioni del mondo”. E ora balliamo e cantiamo per la prima Davis vinta in casa insieme a Flavio Cobolli che si innalza a livelli altissimi di tennis e di carattere e si candida autorevolmente ad entrare prestissimo tra i top ten, insieme a Sinner e Musetti. “Questa è una squadra molto unita
NON HO CAPITO CHE DICEVA:….abbiamo giocato come nel 2006, tutti il giorno alla Playstation, ….
sono fiero di tutti noi, tutti hanno contribuito a farci campioni del mondo, e del gruppo fate parte anche voi, siete un pubblico fantastico, si ripete da tre giorni il giorno più bello della mia vita. L’unica cosa che posso fare è… Siamo i campioni del mondo, siamo i campioni del mondo”. E canta e batta e salta in campo con tutta la squadra
ONORE, MATTEO
Onore anche al soldato Matteo Berrettini, il veterano che lancia la volata, che dà sicurezza, che si sgola in tribuna senza un attimo di tregua per l’amico Cobolli e per la nazionale, mtivatissimo a mille quando vede azzurro: “Non ci abitua mai a tutto questo, e non voglio abituarmi. Che dire? E’ difficile parlare, sono super felice, emozionato di sentirvi. Sono molto contento della vittoria e al di là di come ho giocato e di come mi sono sentito la cosa più bella è stata sentire il calore della gente, le emozioni. Cantare l’inno è sempre emozionante e ho usato questa energia per scavalcare i momenti più complicati, quando sentivo di avere le chance e non riuscivo a sfruttarle. Sono rimasto composto con le emozioni e questa è stata la chiave”. Come si mantiene la compostezza in una finale Davis davanti al proprio pubblico? “Stamattina ero un po’ teso, com’è giusto che sia, ma l’importante è godersela, pensare al punto successivo, si va sempre avanti, si guarda indietro solo per imparare. E’ andata bene”. Forte di un gruppo fantastico: “Non importa chi scende in campo e chi sta a casa, siamo un sacco di ragazzi che giocano bene a tennis, che si vogliono bene e si sostengono, forza Flavio e ancora Daje”. Con mamma Claudia, entusiasta che prorompe: “Sono fiera di Matteo perché ci mette sempre il cuore e lo porta avanti”.
Papà Stefano Cobolli: “Non me l’aspettavo che portasse a casa questa partita, quand’è così poi la commozione viene. Hanno fatto una cosa incredibile senza perdere un incontro, due ragazzi che erano amici a piccoli, se un regista avesse scritto un film non so se sarebbe riuscito così bene. Flavio ha fatto una prova da campione, ha tirato fuori gli attributi, il cuore, la tecnica, la tattica, e quando alla prima prima finale di Davis ci si esprime così, ci avviciniamo ad essere un campione. Ringrazio tutti i ragazzi della squadra anche chi non ha giocato. Lo spirito di gruppo è stato incredibile, e allargando l’elogio ai dirigenti, ai preparatori. Se non fossro stati bravi lo direi”.
di Vincenzo Martucci (tratto da Il messaggero del 24 novembre)
Foto di Marta Magni
