Non si può cadere in salita, perché la velocità è ridotta e lo sforzo è così intenso che la concentrazione è rivolta solo alla possibilità di rimanere ancora in sella. Se sfortunatamente cadi, tutto è finito, a meno che sia la tua giornata di gloria e allora tutto può cambiare.
Una cosa del genere accade il 14 luglio 1999 quando il Tour de France scala l’Alpe d’Huez, la vetta degli olandesi negli Anni Ottanta, trasformata in quella degli italiani nei Novanta. Gianni Bugno, Roberto Conti, Marco Pantani, sono loro a essersi presi il dominio sulla salita alpina.
Nessuno di loro è presente al via quel giorno, per cui serve un altro guizzo per tenere alta la bandiera tricolore. Nelle prime fasi prendono il largo Stéphane Heulot (La Française des Jeux) e Thierry Bourguignon (BigMat-Auber) che riescono a guadagnare diversi minuti di vantaggio sul gruppo maglia gialla guidato dall’US Postal Service di Lance Armstrong che controlla.
Quando si arriva verso la scalata decisiva però le cose cambiano e i big tornano sui battistrada riducendo piano piano il numero di atleti che rimangono davanti. Fra loro c’è Giuseppe Guerini (Team Telekom) che, senza la presenza del capitano Jan Ullrich, ha carta bianca.
Il 29enne di Vertova attacca a tre chilometri dall’arrivo e stacca tutti con l’accordo di Armstrong che non teme il bergamasco, ma riesce piuttosto a staccare Abraham Olano (ONCE-Deutsche Bank), secondo in classifica. Guerini guadagna una trentina di secondi, inseguito dal russo Pavel Tonkov (Mapei-QuickStep) e si involerebbe verso la vittoria quando uno spettatore a ottocento metri dall’arrivo si posiziona in mezzo alla strada.
Ha in mano una macchina fotografica e vorrebbe scattare un’istantanea di «Beppe Turbo» mentre va verso la vittoria, ma Guerini non riesce a schivarlo e lo centra in pieno. Il corridore cade e sembra svanire ogni possibilità di imporsi sulla salita che ha reso grande Fausto Coppi. Non è però quello il giorno in cui il destino possa togliere il sorriso all’orobico così si rialza e corre veloce verso il successo.
Guerini può così festeggiare il trionfo nella decima tappa anticipando di ventuno secondi Tonkov e di venticinque Fernando Escartin (Kelme-Costa Blanca) che regola il gruppo con Armstrong, scrivendo una pagina leggendaria.
