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Tennis

Sinner salvato dalla chiusura del tetto. “Sono stato fortunato”

Da Vincenzo Martucci 26/01/2026

Spizzirri protesta, ma Jannik sfrutta la Hit Stress Scale Policy degli Australian Open e recupera dai crampi che lo colpiscono sull'1-3 del terzo set. Pur evidenziando ancor una volta il suo Tallone d'Achille, raggiunge miracolosamente gli ottavi-derby con Darderi. E Musetti porta per la prima volta tre italiani fra i magnifici 16 a Melbourne

Lassù Qualcuno lo ama, Jannik Sinner, col suo

faccino dolce e i modi gentili che, come a ottobre a
Shanghai contro Griekspoor e, come 12 mesi fa
contro Rune, rimane bloccato dalla tensione e dai
crampi, sempre a Melbourne. Man mano che il suo
fisico da montanaro percepisce il micidiale-caldo
umido locale, si paralizza tutto, in un crescendo
inquietante. Tanto che, sul 4-6, 6-3 1-3, sembra
spacciato, per la sofferenza dell’Italia davanti alla tv.
Invece ne esce con un miracoloso 6-4 6-4 sul
cemento infuocato che lo promuove domani agli ottavi
del primo Slam dell’anno nel derby inedito contro il
sorprendente ex terraiolo Luciano Darderi. Eureka:
con Lorenzo Musetti, la prima triade azzurra fra i
magnifici 16 d’Australia, festeggia già un quarto di
finale tricolore.

FORTUNA
“Sono stato fortunato quando hanno chiuso il tetto”,
ammette sincero Jannik. “E bravo a gestire il
momento”, gli riconosce l’avversario, l’anonimo 85 del
mondo, Eliot Spizzirri, 24enne come il Profeta dai
capelli rossi, figlio però del Texas : “Non erano le
condizioni peggiori in cui ho giocato”. Ma Jannik non
riceve aiutini VIP, come protestano John McEnroe e
tutti gli yankee, Spizzirri compreso: “Come sarebbe
finita col tetto chiuso?”. Sorry: il campione degli ultimi
due anni sfrutta l’automatico stop del gioco per la AO
Heat Stress Scale Policy dell’estate “down under” che,
dal 2019, valuta 4 parametri ambientali: temperatura
dell’aria, calore irradiato (il peso del sole sulla

superficie), umidità relativa e vento. Così, quando il
cocktail segna 5, Sinner può rifugiarsi sottocoperta
per 10 minuti, tranquillizzarsi, idratarsi, sciogliersi e
rovesciare la partita, dopo 3 ore e mezza, da maestro
da circolo: decontratto e chirurgico.

SOPRAVVIVENZA
Sinner docet: “Nella prima settimana Slam il torneo
non lo vinci, lo puoi solo perdere. A volte devi
sopravvivere. Con l’esperienza di Shanghai, dove non
vedevo via d’uscita, conoscendo meglio il mio corpo,
ho provato a controllarmi in modo diverso e a gestire
la situazione. Restando calmo”. Il Tallone d’Achille?
“Ci siamo allenati a Dubai per prepararci al caldo, ma
a volte non c’è una spiegazione ai crampi e c’è un
motivo se vado ogni giorno in palestra: tutti hanno
aree da migliorare e fisicamente sto lavorando tanto”.

MAMMA
Il dio del tennis ama di sicuro anche Lorenzo Musetti
che, col tetto chiuso a match in corso, raggiunge per
la prima volta la seconda settimana a Melbourne. Il
23enne di Carrara lo fa soffrendo, nel segno del
campione maturato l’anno scorso fino a concorrere al
3 del mondo, e quindi domando per 5-7 6-4 6-2 5-7 6-
2 dopo 4 ore e 30 l’ottimo Machac, giocando sporco,
mancando palle-break a iosa, regalando col magico
rovescio a una mano i soliti sprazzi “alla Federer”,
accettandosi: “Nel primo set servivo così male che
sembravo mia madre, ti voglio bene, mamma”. Felice,
orgoglioso: “Il suo gioco mi dà fastidio, specialmente

col rovescio mi toglieva il tempo, non riuscivo a
comandare lo scambio, poi sono salito di servizio e di
dritto e ho trovato un modo per batterlo. Mi fa molto
piacere aver vinto di carattere e di fisico. Un bel test
superato a pieni voti”. Il prossimo, d’èlite, è domani
contro Fritz: testa a testa 3 a 3.

EROE DEI DUE MONDI
“Ho gestito bene i nervi nei momenti importanti”,
gongola Luciano Darderi, il 23enne oriundo che
conquista i primi ottavi Slam domando contro
pronostico Khachanov per 7-6 3-6 6-3 6-4. “I progressi
sono stati fatti principalmente sul cemento, l’intera
preparazione su questi campi – anche con Sinner a
Dubai – sta facendo la differenza. Giocarci contro è un
regalo”. Intanto Novak Djokovic batte Van de
Zandschulp ma smanaccia via una palla e, insieme al
raccattapalle, sfiora un’altra espulsione dopo quella di
6 anni fa agli US Open col giudice di linea. Mentre
Stan Wawrinka, dopo il ko con Fritz, festeggia, l’ultimo
Melbourne con una birra col direttore del torneo. Sul
campo.

di Vincenzo Martucci

Pubblicato su Il Messaggero il 25 gennaio 2026

 

Tags: Sinner salvato dalla chiusura del tennis. "Sono stato fortunato"

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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