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Sport

Come mi piacerebbe che in Italia lo sport universitario fosse come quello americano!

Da Maurizio Mondoni 26/02/2026

Partendo dall'Università Cattolica, analizziamo le differenze fra la nostra realtà e l'NCAA e sottolineamo le enormi differenze fra le due fattispecie e le facilitazioni negli atenei statunitensi che aiuterebbero tanto il nostro sport e i nostri atleti

Sono stato l’allenatore per molti anni delle squadre universitarie di pallacanestro (maschili e femminili) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e sono ritornato quest’anno a dirigere la squadra maschile.

Con l’Università Cattolica abbiamo vinto molto (più di 10 titoli con la squadra maschile e 9 con la squadra femminile), abbiamo conquistato molte Coppe dell’Università (sommando i punteggi nelle diverse discipline sportive) e abbiamo
partecipato a molti Tornei Internazionali maschili e femminili (Barcellona, Valencia, Parigi, Dublino, Amsterdam, Vienna, Budapest, ecc.), vincendone qualcuno.

Tutto bello, ma non bellissimo!
Perché per le partite di basket del Torneo Universitario devo fare fatica a trovare 10 giocatori? Il perché ve lo dico io: se il Club per cui giocano, quel giorno ha l’allenamento, loro non vengono alla partita dell’Università! Ah come vorrei che gli studenti sentissero maggiormente il “senso di appartenenza” alla propria Università.

Sono stato molte volte in America con la Nazionale italiana maschile di basket, per aggiornamento professionale, per diletto e ho toccato con mano lo sport universitario, ho conosciuto grandi allenatori, ho visto i palazzi dello sport, gli stadi, ho vista gli allenamenti delle squadre e ho sempre sognato che in Italia lo sport universitario diventasse così.

Ma non è possibile!
Perché?

La differenza tra lo sport universitario americano e l’italiano
Lo sport universitario negli USA
E’ un pilastro culturale e accademico, con oltre 450.000 studenti-atleti che competono in 23 discipline ed è gestito principalmente dalla NCAA. Le squadre sono organizzate in Conferences geografiche e rappresentano un forte orgoglio per le Università, offrendo ai giovani atleti, inclusi molti atleti internazionali, un percorso formativo parallelo a quello sportivo.

Aspetti principali dello sport universitario in USA
– L’NCAA è l’ente principale e conta circa 1.100 Università.
– Le Divisioni NCAA: la Division I è il livello più alto e competitivo, seguita dalla Division II e Division III.
–  Gli atleti di alto livello possono ottenere finanziamenti parziali o totali (borse di studio) per coprire i costi elevati delle rette universitarie.
–  Le squadre sono raggruppate in Conferences, che determinano il calendario e l’accesso ai campionati nazionali.
– Gli atleti devono mantenere uno status “amatoriale” (non professionista) per rimanere “eleggibili”.
– Le opportunità internazionali: molti atleti europei, africani e italiani ottengono borse di studio, specialmente nel basket, calcio, atletica leggera, nuoto, tennis per poter giocare nelle diverse Università.

Il sistema americano permette di conciliare alti livelli sportivi con un’istruzione universitaria, spesso preparando gli atleti alle leghe professionistiche (draft) o offrendo una base solida per il mondo del lavoro.

Lo sport universitario in Italia
E’ gestito dalla Federazione Italiana dello Sport Universitario (FederCUSI) (ex CUSI), riconosciuta dal CONI dal 2022 come Federazione Sportiva Nazionale. Attraverso i diversi C.U.S. (Centri Universitari Sportivi) presenti negli atenei, organizza attività sportive per studenti, inclusi i Campionati Nazionali Universitari (C.N.U.) e la
partecipazione alle Universiadi.

Alcuni aspetti dello sport universitario in Italia
La FederCUSI promuove lo sport universitario come parte integrante del percorso educativo, inclusione e benessere degli studenti, organizzando eventi nazionali (C.N.U.) e internazionali.
I C.U.S. (Centri Universitari Sportivi) sono presenti in quasi tutte le Università, e offrono agli studenti impianti e attività (calcio, basket, volley, tennis, nuoto, ecc.) a tariffe agevolate.
Molte Università italiane, supportate da Unisport Italia, promuovono programmi per conciliare studio e sport di alto livello (es. la “Dual Career”), permettendo agli atleti-studenti di proseguire la carriera agonistica senza abbandonare gli studi. Il C.U.S.I. organizza i C.N.U. e seleziona le rappresentative azzurre per le Universiadi.

Per praticare sport o competere in Italia, gli studenti devono rivolgersi al C.U.S. della propria Università e chiedere di poter partecipare alle diverse attività sportive indette dal C.U.S. locale.

La differenza tra i due differenti tipi di sport universitario è sostanziale e strutturale, principalmente perché negli Stati Uniti lo sport universitario è un fenomeno di massa quasi paragonabile al professionismo, mentre in Italia è legato principalmente ad associazioni esterne o a un contesto amatoriale-agonistico di nicchia.

Queste sono le principali differenze, suddivise per aree tematiche.

1. Sistema e importanza culturale
In America lo sport universitario è parte integrante del sistema educativo e sociale. Le Università investono milioni di dollari, con stadi e palazzetti spesso superiori a molte strutture professionistiche europee; le partite sono trasmesse in TV nazionale, attraggono decine di migliaia di spettatori e generano ricavi enormi.

In Italia lo sport universitario è marginale rispetto alla vita accademica. Il C.U.S.I. (Centro Universitario Sportivo Italiano) gestisce l'attività, ma raramente lo sport è visto come parte integrante del percorso formativo degli
studenti.

2. Borse di studio e finanziamenti
In America esistono le borse di studio sportive che possono coprire parzialmente o totalmente l’intera retta universitaria (vitto e alloggio degli studenti) e il valore medio può superare i 40.000 l’anno.
In Italia, solo recentemente alcune Università (es. il Politecnico di Milano) hanno introdotto borse di studio per studenti-atleti di alto livello. E altre Università hanno promosso dei programmi per conciliare studio e sport di alto
livello “Dual Career” (doppia carriera), permettendo agli atleti di proseguire la carriera agonistica senza abbandonare gli studi.

3. Equilibrio tra lo studio e lo sport
In America, i Coaches monitorano i voti degli studenti-atleti e gli orari di allenamento sono strutturati per non sovrapporsi alle lezioni.

In Italia è difficile conciliare l’alto agonismo con l’Università e gli studenti che giocano sono costretti a scegliere tra il giocare per il proprio Club oppure per l’Università nei diversi campionati.

4. Livello di competizione e “Draft”
– In America l’N.C.A.A. (National Collegiate Athletic Association) ha un livello altissimo e molti sport universitari (basket, football, pallavolo, ecc.) rappresentano il serbatoio per le leghe professionistiche (NBA-NFL). –  In Italia il livello sportivo universitario è quasi sempre amatoriale e gli atleti di alto livello gareggiano principalmente per i Club federali (es. Serie A di calcio, di volley, di basket, ecc.) e raramente per la loro Università (in base agli allenamenti e alle partite del proprio Club di appartenenza). Non esiste il “senso di appartenenza” ai colori della propria Università e spesso e volentieri
le “selezioni” per formare le squadre universitarie nei diversi campionati, sono poco appetibili. Per non parlare della possibilità di allenare le squadre (quasi tutti giocano nei Club e quindi è impossibile allenarli assieme.

5. Struttura dei campionati
–  In America i campionati sono divisi in Division e Leghe e il sistema è basato su “Conference” geografiche o di prestigio, con finali nazionali.

–  In Italia i campionati sono organizzati principalmente dai diversi C.U.S. a livello periferico e dal C.U.S.I., attraverso i campionati nazionali universitari (CNU). Meno male che a Milano 9 sono le Università che si cimentano nelle
diverse competizioni sportive maschili e femminili (calcio, volley, basket, tennis, atletica leggera, ecc.) ed è un vero campionato con incontri di andata e ritorno, play-off e finali, con proclamazione finale dell’Università viincitrice
(Coppa delle Università).

Non c’è paragone
L’affermazione che non ci sia paragone tra lo sport universitario americano (USA) e quello italiano è ampiamente sostenuta dalla realtà strutturale, economica e culturale dei due sistemi. Il modello USA e quello italiano operano su logiche opposte: il primo integra lo sport nel percorso accademico come parte integrante del business e della formazione,
mentre il secondo separa quasi totalmente l’attività sportiva da quella universitaria. Negli USA lo sport universitario è un “prodotto” centrale e le Università investono milioni in impianti e coach, in Italia lo sport universitario è considerato amatoriale e le Università italiane sono poco integrate con lo sport, spesso mancando di infrastrutture adeguate e della cultura del campus anglosassone.

Negli Stati Uniti lo sport universitario ha un’enorme risonanza, con finali che si fermano persino davanti alla NBA, in Italia l’interesse per lo sport universitario è quasi nullo, limitandosi a competizioni amatoriali o a iniziative sporadiche.

Conclusioni
Mentre negli USA lo sport universitario è una rampa di lancio verso il professionismo, in Italia rimane spesso un hobby amatoriale per gli studenti.

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Nota sull’autore: Maurizio Mondoni

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