Il meteo è in netta controtendenza con lo spirito della giornata. Il grigiore del cielo, infatti, stona con il brusio curioso della gente, le note di una piccola orchestrina a tre elementi, chitarra, fisarmonica e tromba, i volti raggianti di chi sta per dare il via ad un’avventura, tenendo sempre a mente l’aforisma di Lao Tzu: “Anche il viaggio più lungo inizia con un semplice passo”, o meglio, taglio come vuole la tradizione in materia di inaugurazioni.

A due passi dai grattacieli avveniristici del Bosco Verticale e di piazza Gae Aulenti, la biblioteca dello sport “Gianni Mura” ha trovato posto all’interno di un vecchio complesso di case di ringhiera nel quartiere Isola, zona in grado di esemplificare in modo plastico le due velocità dell’unica metropoli italiana: da un lato la Milano della gentrificazione, del progresso, dei piani di recupero e dei parchi affollati dai cagnetti, mentre dall’altro la città in via d’estinzione ma che sopravvive strenuamente come pellerossa nel vecchio West in cortili al riparo da occhi indiscreti, dietro a finestre oscurate da tende di pizzo o affacciata a parapetti e balconi incorniciati da canne fumarie argentee, insomma, le nuove riserve del XXI secolo.
Difficile trovare quartiere migliore per un luogo votato alla narrazione dello sport, argomento sempre più contradditorio e sospeso tra business e romanticismo, tra i riflettori del Bernabeu e i campi spelacchiati di provincia. Due anime, queste, che la biblioteca accoglie in sé e che promette di mettere in dialogo con gesti semplici, quale porre sui propri scaffali un volume dedicato ad un grande campione accanto alla storia di un gregario spesso dimenticato. La magia delle biblioteche è e sempre sarà questa.
Tanti i volti noti e meno noti accorsi nel giorno del ricordo di Gianni Mura, firma milanese di pregio e scomparso ormai sei anni fa nel silenzio pandemico. Un uomo che seguiva “il calcio per professione”, nato interista abiura la propria fede nell’estate 1961 a seguito della cessione alla Roma di Antonio Angelillo, e il ciclismo “per passione”, sport di cui apprezzava il sacrificio da parte dei corridori e le grandi feste di popolo improvvisate al loro passaggio per paesi, piccole frazioni e grandi città.

Nel cortile condominiale si sono riuniti gli amici di una vita come Beppe Smorto, mescolati a volti della tivù e firme dello sport. Paolo Maggioni è il più sorridente di tutti: la biblioteca è stata voluta fortemente da lui che lo sport lo racconta ogni domenica su Rai Uno nelle vesti di conduttore del programma più longevo della televisione italiana, la Domenica Sportiva.
Saremo soddisfatti se la biblioteca raggiungesse il traguardo di diventare la casa del racconto sportivo a Milano. Questo è il nostro obiettivo. Vogliamo renderla com’era la porta dell’ufficio di Gianni Mura: sempre aperta sulla città. La biblioteca è una pagina bianca che oggi abbiamo regalato a Milano come Associazione Altropallone. Va scritta da tutti gli amici che si riconoscono nei valori della letteratura e dello sport. Quindi spazio a podcast, presentazione di libri, rassegne, incontri. Fare cittadinanza, fare rete con la comune passione per lo sport – ha dichiarato.
I volumi (già 2.173 libri catalogati, ndr) sono tutti preziosissimi ma quelli di Gianni Mura hanno avuto un percorso incredibile. Arrivano dalla redazione di Repubblica, raccolti da colleghi, custoditi in scatoloni, portati a casa di Gianni e poi selezionati da amici e colleghi , e donanti quindi alla biblioteca.
Saranno libri che comporranno il patrimonio più prezioso non solo librario ma anche affettivo. Sono i libri sul Tour de France degli anni Sessanta corredati da fotografie in bianco e nero meravigliose, i libri sui suoi viaggi in terra transalpina, i libri sulle passeggiate inseguendo Simenon, i libri che raccontano tutto della sua straordinaria diversità.
Osservando un murales su San Siro che dà colore alle pareti candide della biblioteca, Paolo Maggioni ha affermato:
San Siro c’è. Qui c’è. Poi chissà se ci sarà ancora in città. Un dibattito serio, importante che riguarda il presente e il futuro. Un dibattito in cui chi è appassionato di sport fa un po’ fatica a schierarsi, perché è come parlare di un pezzo di sé. Penso abbia retto lo stress test olimpico, per cui questo stadio meraviglioso può avere un’altra chance. Intanto, qui resta.

Sono intervenuti tra gli altri l’attore Gianfelice Facchetti, figlio dell’indimenticabile terzino dell’Inter e della Nazionale, che ha declamato il manifesto della biblioteca dello sport “Gianni Mura”, l’assessore Tommaso Sacchi, che ha siglato insieme a Paolo Maggioni l’atto che a breve farà entrare i volumi custoditi nella biblioteca all’interno del catalogo comunale, la firma di “Repubblica” Emanuela Audisio, Carlotta Moratti, figlia dello storico patron nerazzurro e presidente della fondazione InterCampus, il sottosegretario con delega alle relazioni europee e internazionali per Regione Lombardia Raffaele Cattaneo e il cestista italoargentino Bruno Cerella. Ad allietare e intervallare i vari momenti dell’inaugurazione anche la musica dal vivo di Luciano Macchia e Raffaele Kohler.
La biblioteca sarà aperta il martedì e il giovedì dalle 14 alle 18 più tutti i sabati dalle 9 alle 13 e accetta donazioni da parte di autori e semplici cittadini, che potranno poi prendere parte attivamente alla vita del luogo con proposte e iniziative, contribuendo a far ardere sempre più la fiamma della passione per la lettura e lo sport. Per sostenere l’attività è possibile anche sottoscrivere una tessera dal costo di 10 euro l’anno direttamente in sede.
Realizzata attraverso il programma di bandi “Sefémm”, attivati a partire dal 2022 e dedicati ad associazioni ed enti ONLUS, la biblioteca dello sport “Gianni Mura” s’inserisce nel percorso di “Altropallone”, che da quasi trent’anni, anche tramite l’assegnazione di un omonimo premio letterario, promuove lo sport e il gioco come strumenti di inclusione, crescita sociale e contrasto al razzismo e alle discriminazioni.
