Parigi è tradizionalmente la passerella finale del Tour de France. I vincitori possono festeggiare con i compagni di squadra e i trionfatori delle altre maglie, i velocisti possono imporre la propria legge su uno dei traguardi più belli del mondo.
Bernard Hinault non è però d’accordo e nel 1979 vuole fissare un nuovo primato. Il francese della Renault-Gitane non ha lasciato scampo nelle ventitré tappe precedenti conquistandone cinque, tuttavia il transalpino non vuole lasciare nulla d’intentato.
Quando si parte da Le Perreux-sur-Marne le intenzioni sono bellicose, ma la vera differenza la fa sulle côtes di Chevreuse dove Hinault decide di scattare e accendere la corsa. Al suo fianco si attesta l’olandese Joop Zoetemelk (Miko-Mercier), unico atleta a tentare di star vicino al «Tasso» in montagna.
I due vanno di comune accordo e guadagnano subito venti secondi, mentre il gruppo reagisce con Dietrich Thurau che vuol conquistare l’ultimo successo mettendo alla frusta i compagni della Ijsboerke. Insieme a lui si pone in testa Gerrie Knetemann (TI-Raleigh), ma il vantaggio non diminuisce, anzi, succede il contrario.
Entrati nel circuito di Parigi Hinault e Zoetemelk vanno d’amore e d’accordo, scambiandosi gli sprint intermedi e giocandosi così il successo finale. Il vantaggio sale fino a 2’18″ con Hinault che in volata è il più lesto portando a sei i successi parziali anticipando l’olandese e Thurau.
Un successo che fa la storia e che conferma quanto sia forte la voglia di Hinault di portare a casa ogni successo disponibile.
