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Tennis

Musetti all’assalto del totem Djokovic

Da Vincenzo Martucci 27/01/2026

L'azzurro sfida re Nole nei quarti a Melbourne, partendo 1-9 nei testa a testa e dalla finale persa ad Atene a novembre con tante recriminazioni: "Andrò in campo per vincere il match non solo per giocarlo". Sinner è implacabile con Darderi, anche lui nei quarti trova Shelton

E’ tutto vero: nei quarti di Melbourne non c’è solo lo straordinario Jannik Sinner che marcia verso il terzo urrà di fila agli Australian Open ma anche Lorenzo Musetti sempre più vicino al 3 del mondo. E Luciano Darderi cede ai primi ottavi Majors solo al Profeta dai capelli rossi – 18/18 per l’altoatesino contro gli azzurri -, pagando pegno contro l’amico che ha allenato a dicembre a Dubai ma costringendolo a ritoccare la stupefacente statistica nei tie-break: Alcaraz a parte, 19/19 vinti, da Echeverry 2023. Perciò, pur battuto 6-1 6-3 7-6, il terraiolo che si sta riciclando sul cemento rilancia la volata ai top 10, agganciando in parallelo l’altro guerriero Flavio Cobolli nel doppio duello dei papà allenatori. Così, il Rinascimento del tennis italiano esulta e sogna sempre più in grande. Per il quinto Slam di fila porta domani due azzurri nei quarti, con una possibile semifinale Sinner-Musetti. Jannik parte favorito contro Ben Shelton (8-1 nei precedenti senza concedere set dopo il primo ko di Shanghai 2023), malgrado il mancino USA sia sempre più saggio coi suoi fulmini di servizio e dritto, impressionante a rete (29/30!) e in fiducia dopo la rimonta su Ruud. Ma, ai primi quarti a Melbourne, Lorenzo il Magnifico può abbattere il totem-Djokovic, a dispetto dell’1/9 nei testa a testa, dell’esperienza di Nole I con 10 titoli sulla Rod Laver Arena e nel mirino il record assoluto di 25 Slam? Il 6-2 7-5 6-4 a Taylor Fritz non illude il carrarino: “Contro di lui è sempre una lezione. Fronteggi carattere e status di giocatore e di campione, e come gira le situazioni difficili, alzando il livello e non uscendo mai dalla partita”.

SOLIDITA’ E FISICO

Sin dal via contro l’ultimo dei Fab Four, al Roland Garros 2021, quando gli strappò i primi due set al tie-break, Musetti ha mostrato fantasia e colpi per imbrigliare la soffocante regolarità di Djokovic. L’amica terra rossa l’ha fatto battere a Montecarlo 2023, prendendogli ancora due set a Parigi 2024. Ma, ad ottobre nella finale sul cemento di Atene, Nole l’ha spuntata 4-6 6-3 7-5 dopo 3 ore. Addolcendo le tante occasioni mancate di Lorenzo con la rinuncia alle ATP Finals e il suo automatico “upgrading”, e gli elogi: “Ho grande rispetto. Forse giochi il miglior tennis sulla terra, ma sei talmente migliorato che il tuo futuro sarà brillante perché su questa superficie sei migliorato tantissimo”. La conferma per “Muso” è arrivata a Melbourne contro Sonego, Machac e Fritz, peraltro senza il coach di sempre, Simone Tartarini (rientrato in Italia per un grave lutto) e per la prima volta col nuovo super-coach, José Perlas. Applausi Vip dall’ex regina Justine Henin: “Solidità di testa, di gioco e di fisico: è diventato un altro giocatore”. Se ci aggiungiamo dritto portentoso, servizio di livello ed accettazione di se stesso, ecco spiegato il salto di qualità del giocatore che a tratti ricorda Federer e che si esalta: “Ad Atene Nole e io siamo stati vicinissimi ma non sono stato cinico e freddo da batterlo. Per la rivincita devo andare in campo per vincere la partita e non solo per giocarla. Qui sono arrivato con una mentalità diversa: ho preso consapevolezza dei miei mezzi, il match con Machac, in modo particolare, dimostra il salto di qualità di sicurezza e coraggio”.

SERVIZIO-RECORD

Musetti firma il nuovo primato personale con 13 ace nel match, Sinner, si migliora a 19: “Sono molto soddisfatto, abbiamo cambiato un po’ il movimento, ora è un colpo ancora più stabile, ma ci sono ancora margini”. Sempre coi piedi per terra, spiega: “Con l’amico Darderi prestazione solida. Le cose si sono fatte molto tirate nel terzo set, ma sono molto contento di come le ho gestite con lui che serviva molto meglio. Se l’avessi perso, mi sentivo abbastanza tranquillo, onestamente. Fisicamente mi sono sentito abbastanza bene in campo. Cercherò di utilizzare al meglio la giornata di riposo per recuperare le energie”. Parola di re.

di Vincenzo Martucci

Pubblicato il 27 gennaio su Il Messaggero

 

Tags: #australianopen2026, djokovic, musetti

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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