Per tornare al Mondiale ci manca la Bosnia. Dal Referendum alla Nazionale, i giorni di rinascita di un’Italia incasinata
Italia-Irlanda del Nord 2-0, devoti portiamo offerte a Tonali e Kean, destro-sinistro e almeno questa, daje!, è fatta. Santo risultato, gol a parte, del resto della partita frega il giusto, cioè una mazza.
Per buttarci tra le braccia di Donald – quasi, quasi non c’andrei… – ci tocca prima la Bosnia. Ho visto gli azzurri esultare nel post partita mentre osservavano le ultime sequenze dell’altra semifinale di qualificazione mondiale. Avendo perso inibizioni di tipo etico e professionale, domattina andrò al mercato per comprare una corona d’aglio rosso, il cui afrore allontana il maligno, da appendere martedì sul tivvì. La Bosnia che a sorpresa ha fatto fuori il Galles ai rigori a Cardiff, martedì sera troverà preparati e agguerriti anche noi medesimi.
La visione su Rai 1, subito dopo Gattuso, dell’ossequiante Vespa, lui però in lutto…, mi ha illuminato: esiste davvero un filo che unisce le terrene e umanissime vicende della nostra incasinatissima Italia. Alè, oh ooh…
Personalmente mi sento come all’exit poll della domenica sera, c’è una bella affluenza che un po’ sorprende, ma potrebbero vincere ancora sia il SI’ che il NO. L’attesa è difficile da ingannare, ma ho un sondaggio segreto di Piepoli che per il silenzio elettorale non posso diffondere.
Grazie Giorgia!, almeno questa l’hai azzeccata. L’aver sacrificato sull’altare della patria Delmastro, Bartolozzi e Santanché ha giovato all’Italia tutta. Mejo della formazione di Gattuso, che francamente per farne un paio all’Irlanda del Nord…
Vabbè, animo italiani! Se si vince e si torna finalmente al Mondiale, ci si rivede tutti a Piazza Barberini col compagno Landini, Elly, Conte, Bonelli & Fratoianni, e pure Bobby Gualtieri per far due stornelli.
FABRIZIO BOCCA
*Articolo ripreso da www.bloooog.it, Il Bar Sport di Fabrizio Bocca
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Dopo metà partita, via la «scimmia» di svedesi e macedoni O risultato! Mio risultato! Per ora, basta.
Per una cinquantina di minuti la «scimmia» di svedesi e macedoni ci aveva come narcotizzati. Poi Tonali, dal limite; e quindi Kean, di sinistro, su campanile della «gazza». Due a zero all’Irlanda del Nord e più non dimandare: in attesa, almeno, del dentro o fuori di martedì, in Bosnia.
Gli spareggi sono ghigliottine ambulanti: mai fidarsi, anche se a volte – e questa lo era – carnefici e vittime non dovrebbero aver bisogno di analisi garlaschesche. Naturalmente: O risultato! Mio risultato! C’era pressione, c’era una Nazione non tutta pro Nazionale, dal momento che Gravina detto «Slavina» sposta molto, smuove molti. Gattuso, lui, appartiene alla tribù dei tecnici pane e salame. Ci mette il cuore, sempre.
Nella classifica Fifa l’Italia è 12a., l’Irlanda del Nord 71a. In questi casi, è la memoria che sgomita: come gli inglesi gridarono «remember Stalingrad» al guardalinee della finale di Wembley, affinché suggerisse all’arbitro che la palla di Hurst era entrata (obbedì: ma non era entrata), così gli azzurri giocavano zavorrati dal «remember Palermo», dallo 0-1 di Trajkovski al minuto 93’. Per un tempo, Bergamo ha tifato col freno a mano, visto come e quanto Dimarco veniva poco servito, mentre Retegui e Kean si buttavano sulle briciole, poveretti loro, e Politano agitava invano la forchettina mancina.
Noi, 3-5-2. Loro, 5-4-1. Noi, a far la partita (male). Loro, a palleggiare ambigui. Poi, in avvio di ripresa, l’errore di Retegui – su sgorbio avversario – ha scosso lo stagno. Il destro di Tonali (da un blitz di Politano), Pio che sostituisce (e sorpassa) Mateo l’arabo, Kean che bombarda P. Charles e raddoppia.
Un bouquet di angoli a favore, zero pericoli corsi. Si brancolava nel buio. Piatti, cigolanti, timidi. D’improvviso, hanno acceso un fiammifero. E fiat lux. Che, per ora, basta. Mondo, porta pazienza.
ROBERTO BECCANTINI
*Articolo ripreso ad Beck is Back, il Blog di Roberto Beccantini
*Foto ripresa da www.sport.sky.it
