Nigel Mansell mette in guardia contro la multi-proprietà dei team in Formula 1: “Monopolio dietro l’angolo” |
  • Chi Siamo – Le nostre firme
  • Sport
    • Accadde Oggi
    • Atletica
    • Calcio
    • Ciclismo
    • Ginnastica
    • Golf
    • Motori
    • Nuoto
    • Pallacanestro
    • Pallavolo
    • Pugilato
    • Sci
    • Sport di contatto
    • Tennis
    • Vari
    • Politica Sportiva
  • TennisVintage
  • La testimonianza
  • Galleria
  • Sport per Tutti
Nigel Mansell mette in guardia contro la multi-proprietà dei team in Formula 1: “Monopolio dietro l’angolo” |
  • Chi Siamo – Le nostre firme
  • Sport
    • Accadde Oggi
    • Atletica
    • Calcio
    • Ciclismo
    • Ginnastica
    • Golf
    • Motori
    • Nuoto
    • Pallacanestro
    • Pallavolo
    • Pugilato
    • Sci
    • Sport di contatto
    • Tennis
    • Vari
    • Politica Sportiva
  • TennisVintage
  • La testimonianza
  • Galleria
  • Sport per Tutti
Motori

Nigel Mansell mette in guardia contro la multi-proprietà dei team in Formula 1: “Monopolio dietro l’angolo”

Da Samuele Virtuani 27/04/2026

Il Leone Mansell all'attacco dello spettro monopolio in F1: "Dove andrebbe a finire la competitività?"

Una F1 sempre più simile al calcio? Pare di sì, almeno lato multiproprietà: solida realtà nel calcio, pensiamo al colosso RedBull o al Manchester City e le società satellite Girona e Palermo, e spettro nella classe regina.

Il dibattito sulla multi-proprietà dei team in Formula One continua e il campione del mondo 1992 Nigel Mansell parla già di rischio monopolio ad un passo.

Parlando con AceOdds.com, Mansell ha manifestato forti preoccupazioni sul fatto che consentire a una singola entità di possedere più squadre sia la strada giusta per il mondo delle ruote scoperte.

“Non sono del tutto convinto della multi-proprietà,” ha dichiarato Mansell. “È una strada pericolosa da percorrere. Possedere o essere associati a più di quanto sia necessario porta al rischio di monopolio.”

L’ex pilota britannico ha ricordato come nel passato la Formula 1 fosse dominata da imprenditori indipendenti e innovatori, citando figure come Colin Chapman.

“Nel corso degli anni c’erano incredibili imprenditori che possedevano team… oggi, se non hai centinaia di milioni da investire, non puoi competere. È diventato quasi un sistema chiuso,” ha spiegato.

Secondo Mansell, la presenza di grandi multinazionali — soprattutto se coinvolte in più team — rappresenta un vantaggio competitivo significativo che potrebbe compromettere l’equità sportiva.

Pur riconoscendo che la multi-proprietà può offrire un percorso più chiaro ai giovani piloti, Mansell ritiene che questo obiettivo possa essere raggiunto in modo più equilibrato.

“Sì, offre sicuramente un percorso di crescita per i piloti,” ha detto. “Ma non dimentichiamo che sono autorizzate 26 vetture in griglia. Ne mancano ancora quattro.”

Invece di espandere le strutture di proprietà, Mansell propone di puntare su una griglia completa per aumentare le opportunità.

“Se vogliamo dare più possibilità ai piloti, dobbiamo avere una griglia completa di 26 vetture, in qualsiasi modo lo si voglia ottenere.”

Ha inoltre evidenziato le barriere economiche che ostacolano l’ingresso di nuovi team, sottolineando come le squadre attuali siano riluttanti a condividere i ricavi.

“Sappiamo il motivo… i team non vogliono dividere il montepremi o ridurlo.”

Mansell è stato particolarmente critico anche riguardo ai costi della Formula 1 moderna, definendoli “esorbitanti”.

“Il costo di una power unit attuale supera sicuramente il milione,” ha affermato, confrontandolo con i prezzi molto più accessibili della sua epoca.

“Ai nostri tempi, un ottimo Cosworth DFV costava circa 25.000 dollari… nei primi anni ’80 bastavano 2-3 milioni di sterline all’anno per gestire un team.”

Ha ricordato con nostalgia un periodo più competitivo e aperto, con molte più squadre in pista.

“A metà degli anni ’80 c’erano 46 vetture che cercavano di qualificarsi per 26 posti in griglia. Era straordinario.”

Infine, Mansell ha suggerito che una maggiore stabilità regolamentare potrebbe contribuire a ridurre i costi, criticando i continui cambiamenti tecnici.

“Se c’è continuità, i costi diminuiscono. Ma se si continua a cambiare per spingere i limiti… nei primi anni si spendono fortune.”

Tags: F1, Nigel Mansell

Condivisione...

Articolo precedente
Le terribili parole di Tsitsipas e la vicenda Agassi: com’è difficile essere papà di un tennista!
Articolo successivo
Italia, missione compiuta. E non è una sorpresa

Nota sull’autore: Samuele Virtuani

Nato a Milano il 4 maggio 2001, è accanito calciofilo e appassionato di F1 fin dai tempi delle scuole medie. Laureato in Storia contemporanea all'Università degli studi Milano con una tesi intitolata: "Ai tempi dei dinosauri e dei pionieri. Tifo, politica e impegno sociale attraverso le fanzine dei Rangers 1976 Empoli Vecchia Guardia", da novembre 2020 è speaker presso Radio Statale, per la quale ha ideato e condotto per due stagioni "BigBang Effect". Da ottobre 2022 ha virato verso la narrazione sportiva con "Glory Frame", show radiofonico in onda tutti i mercoledì dalle 14:00 alle 15:00 sulle frequenze di Radio Statale e in podcast su Spotify.

Post correlati

  • Formula Grand Prix – Suzuka 1990, nel “grande botto” le prime volte per Benetton e Suzuki
  • Ferrari, i colpevoli non sono i pneumatici. Monaco chiama la rivincita tecnologica sulle Mercedes!
  • Hamilton come Fangio? No, gareggiava in più categoria e ha un record imbattibile: ha vinto l’ultimo mondiale a 46 anni e 42 giorni!
  • Canzano: “Marquez-Lorenzo non uccideranno la MotoGp, anzi, la accenderanno”
  • Bastano gomme soft e un goccio di olio: il turbo Ferrari fa un po’ di fumo e… tanto arrosto!
  • WorldSBK: intervista a Jonathan Rea, campione del mondo (6 volte) e di saggezza

Ultimi articoli

  • Wimbledon 2026, Linda Noskova è la nuova regina dell’erba: battuta Muchova in un’indimenticabile finale tutta ceca
  • Amarcord Tour – Ramunas Navardauskas si veste da Cyrano e vince a Bergerac
  • Sinner domina Djokovic e vola in finale a Wimbledon, ora Zverev per il bis
  • Nella tana degli All Blacks: per il riscatto c’è la carta Allan
  • Amarcord Tour – Pietro Tarchini tira la maglia a Giuseppe Tacca: l’azzurro vince a Bordeaux
  • Sgorbini a cuore aperto: «Dalle sconfitte si impara, mi godo ogni istante»

Sport Senators

Le grandi firme di 47 Olimpiadi, 8 mondiali di calcio, 86 tornei del Grande Slam, 13 Tour de France, 43 giri d’Italia, 20 GP di Formula 1, 31 Mondiali di Atletica leggera, 100 campionati Mondiali ed Europei di nuoto, ginnastica, scherma, judo, e tanti altri sport.

Accounts Social

  • Facebook
  • Twitter

Newsletter

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
Iscriviti!

Cerca

Sport Senators © 2018 - All Rights Reserved | Testata registrata al Tribunale di Milano. Registrazione n.168 del 30.05.2018. Direttore responsabile Vincenzo Martucci

  • Home
  • Chi Siamo – Le nostre firme
  • Sport
  • Accadde Oggi
  • Galleria
  • Sport per Tutti
  • TennisVintage
  • Privacy policy

Continuando la navigazione, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi