Il Giro d’Italia 2009 parte in sordina, senza grossi scossoni dopo la cronometro del Lido di Venezia che premia il Team Columbia-High Road. Mark Cavendish va così in maglia rosa in carrozza, ma le due volate in programma nei giorni successivi non lo favoriscono come previsto.
A Trieste è Alessandro Petacchi (LPR Brakes-Vini Farnese) a prendersi la rivincita, così il vantaggio in classifica si assottiglia. A quel punto non resta altro che riprovarci a Valdobbiadene, nella terra del Prosecco.
La corsa quindi si caratterizza come prevedibile dalla fuga di Giuseppe Palumbo (Acqua & Sapone), Yuriy Krivtsov (Ag2r La Mondiale), Mauro Facci (Quick Step – Innergetic), Mikhail Ignatiev (Team Katusha) e Björn Schroder (Milram) che guadagnano fino a sette minuti di vantaggio sul gruppo.
Il distacco viene comunque tenuto sotto controllo dal gruppo con le squadre dei velocisti che non lasciano nulla al caso nonostante la caduta a cinquantotto chilometri dall’arrivo di Christian Vandevelde (Team Garmin – Slipstream), costretto al ritiro.
Il plotone torna sotto a ventinove chilometri dal traguardo, ma il patatrac accade a dieci chilometri quando una scivolata a metà gruppo spezza la corsa con Mark Cavendish che rimane dietro. Per la maglia rosa è la pietra tombale con la LPR Brakes-Vini Farnese che mena le danza davanti per Petacchi.
A due chilometri dalla fine ci prova il paladino di casa Marzio Bruseghin (Lampre-NGC), ma la LPR non ne vuole sapere. Petacchi parte a cinquecento metri, in leggera salita è impossibile da battere tanto che Tyler Farrar (Team Garmin – Slipstream) e Francesco Gavazzi (Lampre – NGC) non resta altro che inchinarsi.
A distanza di sei anni il velocista spezzino si veste nuovamente in rosa con otto secondi su Farrar e diciotto su Michael Rogers (Team Columbia-High Road) e può finalmente festeggiare con il Prosecco.
