Il torneo più iconico del mondo sta per prendere il via.
L’attesa per la 139esima edizione della competizione su erba più famosa del mondo è giunta al termine.
Tra il caldo micidiale ed un vento che porta sollievo, le temperature stanno effettivamente scendendo di qualche grado, come da previsione, per la gioia degli addetti ai lavori.
LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA
A Wimbledon il sabato e la domenica antecedenti al tabellone sono proprio la definizione perfetta di “quiete prima della tempesta”. Il club è chiuso al pubblico e nella venue regna la tranquillità assoluta. O almeno, così pare.
Non si sentono rumori di racchette, palline, voci di arbitri o il frastorno del pubblico. Le reti sono smontate. I rumori che risuonano sono quelli di un lieve bisbiglio dei giardinieri, del nastro degli imballaggi che viene tolto o messo, il cinguettio degli uccellini, il calpestio dei gruppi di lavoro che camminano a flotte lungo i campi.
L’erba tagliata risplende, intonsa, sotto il cielo celeste londinese. Le surfinie crescono rigogliose insieme alle ortensie rosa e agli agapanti bianchi.
I videomaker, come gli addetti ai campi, si muovono in piccoli gruppetti. Cercano angoli particolari da immortalare ma finiscono irrimediabilmente con l’inquadrare gli splendidi fiori che fanno da cornice a letteralmente qualunque cosa. Una meraviglia di dettagli, un tripudio al verde.
La giornata di domenica è dedicata alle interviste, che siano queste video o nelle sale conferenza o nel Wimbledon Theatre, una piccola, bellissima sala insonorizzata color verde smeraldo con i sedili in pelle, un tavolo illuminato e lo spazio necessario per far entrare quasi un centinaio di persone.
UN’ASSENZA DURATA 4 ANNI
C’è tanto fermento, si percepisce nell’aria. In particolare quando la sala del Teatro inizia a brulicare di giornalisti. Poi arriva lei. Senza screditare le altre tenniste in tabellone, forse è l’unica a far concorrenza al torneo stesso, quanto a fama. Serena Williams, in camicia bianca, elegante quanto semplice, è pronta a rispondere alle domande. “Sono nervosa per il ritorno in campo. Come lo sono sempre stata prima di ogni singola partita, che si tratti di un primo turno, di un quarto o di una finale. Ho sempre sentito le partite, ma fondamentalmente perché ci tengo a far bene, segno di passione e voglia di dimostrare qualcosa. Questa potrebbe essere la mia ultima volta qui, quindi è ancora più importante. Il torneo al Queens mi ha dato un forte impatto sul ritornare in campo, mentre qui a Wimbledon è stato quasi naturale. E stavolta, sono sicura che mi godrò davvero il poter ancora giocare.”
Prosegue poi la campionessa: “Ho guardato qualche video di Maya Joint, penso che anche lei abbia fatto lo stesso…” lascia il tempo alla sala di smaltire una bella risata, la 44enne americana. “Ho deciso di disputare il singolo praticamente all’ultimo. non è scontato ricevere una wild card, questo mi ha spinta ad accettare. Il messaggio che voglio lanciare con questo mio rientro è semplicemente che bisogna credere in sé stessi. Non esistono barriere.”
COBOLLI DAI QUARTI DELLO SCORSO ANNO ALLA FINALE A PARIGI. PRONTO PER WIMBLEDON
Ed a proposito di credere in sé stessi, c’è poi Flavio Cobolli, fresco finalista di Parigi, che lo scorso anno qua si è fermato ai quarti. “Non voglio mettermi addosso la pressione dei risultati che ho archiviato. Già ne ho tanta, non voglio caricarmene altra: i risultati devono essere uno stimolo.” Un ragazzo che sta crescendo dentro e fuori dal campo. “Il passaggio tra terra ed erba è sempre complicato, ma mi piace ed ogni stagione con l’esperienza ti ci abitui sempre di più. L’erba di Wimbledon la trovo completamente diversa dalle altre su cui si gioca prima. Sento che è un pochino più lenta, quindi mi aiuta ad esprimermi meglio. Con Sascha (Zverev) ci siamo rincontrati ad Halle e ci siamo abbracciati. Mi ha chiesto come stavo, dicendomi che lui è stato molto male dopo la finale persa con Thiem. Ma io gli ho risposto che stavo bene ed ero contento: ho vissuto quella partita in maniera diversa, sotto un altro aspetto. E forse questo mi aiuterà a giocarne altre, di finali…e lui mi detto che sicuramente sarà così. E io gli ho risposto ‘magari!!!’” conclude il romano con un sincero sorriso.
Il primo turno di tabellone è già fissato. Il programma di lunedì e martedì già definito. La Queue ha cominciato a formarsi già domenica mattina presto, con tende, trolley e stuoini.
Domattina prenderà il via Wimbledon.
Ready? Play.
