La corsa al titolo è più aperta che mai. La stagione di Formula 1 si sta rivelando una delle più combattute degli ultimi anni, e tra alti e bassi, emergono protagonisti vecchi e nuovi. A fare il punto parlando ai microfoni di AceOdds.com, è Giancarlo Fisichella, ex pilota di Renault e Ferrari, che non ha dubbi su chi preferirebbe vedere guardare tutti dall’alto in basso a fine anno: “Mi piacerebbe vedere Lando Norris vincere il titolo.”
Il romano, classe 1973, è stato uno dei piloti italiani più rappresentativi della Formula 1 negli anni Duemila. Vanta 229 Gran Premi disputati, 3 vittorie e 19 podi, avendo corso per team storici come Benetton, Renault (con cui vinse nel 2005 e 2006), Jordan, Sauber, Force India e Ferrari (con cui debuttò nel 2009, coronando un sogno di una vita). Dopo l’addio alla F1, ha avuto una lunga carriera nel mondo delle gare endurance, diventando protagonista alla 24 Ore di Le Mans e nel FIA World Endurance Championship, sempre come pilota Ferrari.
Norris vs Piastri: una sfida tutta interna
“È tutto molto aperto. La prima parte del campionato, fino all’ultima gara, è stata combattutissima. Lando Norris è stato un po’ altalenante, mentre Piastri ha mostrato più costanza, soprattutto nel passo gara e nella gestione della corsa – davvero eccellente.”
Ma anche per il giovane australiano non sono mancate le difficoltà: “A Baku l’ho visto per la prima volta sotto pressione. Ha commesso errori sia nelle libere che in qualifica, e poi in gara: partenza anticipata e tocco con il muro già nel primo giro.”
Sul duello interno in McLaren il giudizio è equilibrato: “Al momento Piastri ha più punti. Sono entrambi ottimi piloti, difficile scegliere. Ma se devo dire un nome, scelgo Norris. Ha più esperienza e questa potrebbe essere la sua grande occasione. Piastri? Può vincere più titoli in futuro, ne sono sicuro.”
Verstappen è tornato, e fa paura!
Il tre volte campione del mondo non è mai davvero fuori dai giochi: “Nelle ultime gare Verstappen è tornato a dominare, sia in qualifica che in gara. Nessuno si aspettava un salto così grande da parte della Red Bull.”
Il merito va anche al lavoro sulla vettura: “Hanno trovato un pacchetto molto bilanciato, perfetto per lo stile di guida di Max. Anche Tsunoda ha ottenuto un buon risultato. Red Bull ha imboccato la strada giusta. Sarà un finale di stagione molto interessante.”
Giovani leoni in rampa di lancio: Antonelli, Hadjar e Bortoleto
Non solo big: a rubare la scena ci sono anche i giovani talenti che si stanno facendo largo nel circus:
“Verstappen riesce sempre a tirare fuori il massimo dalla sua macchina, ma ci sono rookie come Hadjar e Antonelli che stanno davvero impressionando.”
Soprattutto l’italiano Kimi Antonelli: “All’inizio della stagione andava molto bene, poi ha avuto qualche problema, ma nell’ultima gara è stato straordinario. Ha solo 18 anni, è velocissimo e ha tutte le carte per diventare campione del mondo. E poi, sono italiano: tifo per lui!”
Spazio anche per Isack Hadjar: “Sta facendo molto bene. Ha una macchina competitiva e un team solido alle spalle. Anche il suo compagno Lawson ha brillato a Baku.”
Fisichella ha parole di stima anche per Bortoleto: “Mi ha impressionato in F2 e F3. All’inizio di quest’anno ha faticato un po’, ma ora, dopo qualche gara, è più veloce di Hülkenberg. È uno dei miei piloti preferiti sulla griglia.”
Sainz, top 10 nel mirino
Carlos Sainz è sempre pronto a lottare: “Carlos è un grande pilota. Sta facendo un ottimo lavoro e migliora gara dopo gara.”
“La Williams era molto competitiva a Baku. Quando parti tra i primi tre o quattro, ti giochi metà gara: gestisci meglio le gomme e hai più costanza. Per questo ha ottenuto un buon risultato.”
Ma per tornare sul podio servirà qualcosa in più: “Sarà difficile vederlo di nuovo sul podio, ma può sicuramente entrare nei primi dieci nelle prossime gare”.
24 gare sono troppe. E basta con tanti circuiti cittadini
Fisichella, che ha corso in Formula 1 tra il 1996 e il 2009, si è poi soffermato sull’attuale calendario e le varie tipologie di circuiti in programma: “Quando correvo io, c’erano circa 18 gare. Ma ogni settimana facevamo test su circuiti diversi in tutta Europa, per due o tre giorni. Era durissimo.”
Secondo l’ex pilota, oggi la situazione è diversa, ma non meno stressante: “Ora non ci sono più test, ma passare da una gara all’altra senza pause è logorante. Ventiquattro gare sono davvero troppe.”
Il pilota romano ha anche commentato l’aumento dei circuiti cittadini nel calendario della Formula 1: “Una pista vera è sempre una pista vera. I tracciati cittadini sono diversi. Alcuni vanno bene: Monaco, anche se negli ultimi anni è diventato noioso con queste macchine così grandi; Miami, Baku e forse Madrid sono accettabili.”
Ma il rischio, avverte, è quello di snaturare lo spirito delle corse: “Tre o quattro circuiti cittadini vanno bene. Ma non di più. Altrimenti perdiamo quel tipo di gare spettacolari che solo un vero tracciato può offrire.”
