Quanti chilometri ha percorso Luca Badoer nel corso della propria carriera da tester? 131.944 chilometri, ovvero quasi un terzo della distanza che separa la Terra dalla Luna. Un dato che contraddistingue il “re dei collaudatori”, segnando la storia della Ferrari, ma lavorando sempre dietro le quinte.
Una sorta di “ombra” alle spalle di Michael Schumacher negli anni dei successi con la Rossa, probabilmente uno dei piloti che ha percorso più chilometri su una vettura di Formula 1 nella storia della massima competizione. Il tutto ovviamente senza mai scendere in pista in una sessione ufficiale con la scuderia di Maranello, o meglio, sino al 21 agosto 2009 quando la carriera del pilota di Montebelluna cambia irrimediabilmente.
Dopo un decennio fra Fiorano e il Mugello, Badoer è stato praticamente “pensionato” considerato che alla fine del 2008 la FIA cambia le regole sui test e cancella tutte le prove durante il campionato. Gli unici giorni in cui provare le vetture sono quelli invernali, a ridosso dell’inizio della stagione, ridimensionando di fatto il ruolo di “terzo pilota” e derubricandolo a una pura comparsa chiamata a intervenire solo in caso di problema al titolare sotto data.
A provare le auto quando c’è l’opportunità sono i piloti designati a correre, motivo per cui fino al 21 agosto 2009 Badoer non ha ancora percorso nemmeno un giro con la F60. Un auto tutt’altro che facile da comprendere, soprattutto per chi non si è mai seduto nell’abitacolo di una macchina dopo la grande rivoluzione di inizio stagione.

Eppure quel giorno Badoer trasforma il sogno di diventare ufficialmente pilota della Ferrari a oltre dieci anni dall’ultimo gran premio disputato con la Minardi, il tutto a causa di un grave incidente che tre settimane prima ha messo k.o. Felipe Massa, colpito nelle qualifiche alla testa da una molla staccatasi dalla Brawn GP di Rubens Barrichello.
Dopo il comprensibile sconforto, la Ferrari decide di agire e richiama Michael Schumacher, ritiratosi dopo il Gran Premio del Brasile 2006, ma rimasto in costante contatto con la scuderia emiliana. Il Kaiser si dà inizialmente disponibile per uno storico ritorno in rosso, compie alcuni test privati al Mugello, ma la risposta è negativa. Il collo, colpito in un incidente in allenamento con le moto a febbraio, non sopporta le vibrazioni dell’auto e costringe Schumacher ad alzare bandiera bianca.
In Ferrari si trovano spiazzati e così dentro a sorpresa Badoer che effettivamente è un po’ arrugginito e le difficoltà si vedono già nelle prove libere del Gran Premio d’Europa, in programma a Valencia. Fra le squadre più in palla emergono le McLaren di Lewis Hamilton e Heikki Kovalainen così come le Brawn GP di Jenson Button e Rubens Barrichello. Badoer è relegato nelle retrovie, in ultima posizione, a oltre tre secondi dalla vetta.
Tanto per non farsi mancare nulla, rientrando in corsia dei box, il pilota veneto supera il limite di velocità e si becca una multa salata, a dimostrazione che gli automatismi vanno ancora tutti aggiornati.
In qualifica le cose non vanno tanto meglio: Hamilton firma la pole position in 1’39”498 davanti a Kovalainen, distante trentaquattro millesimi dal compagno di squadra, mentre in seconda fila si piazzano Barrichello e Sebastian Vettel con la Red Bull. Sesta piazza per Kimi Raikkonen con la prima Ferrari, mentre Badoer non supera il taglio della Q1 chiudendo in ventesima e ultima posizione, distante ben due secondi da Sebastien Bourdais che lo anticipa in griglia.

Le McLaren partono bene, tengono le posizioni viste in qualifica, mentre dietro Barrichello rimane terzo davanti a uno scatenato Raikkonen che in partenza recupera due piazze complice anche un errore di Button che va lungo alla prima curva, taglia la chicane e crolla al nono posto. Nelle retrovie va in scena il dramma di Badoer: va in testacoda nelle prime battute e si ritrova come fanalino di coda.
In pista non ci sono sorpassi e le novità arrivano in corsia dei box dove Hamilton rientra al quindicesimo giro seguito da Kovalainen al giro successivo, mentre Barrichello rimane fuori spingendo al massimo e tornando in pit-lane nella diciannovesima tornata, salendo al secondo posto e superando il finlandese. In casa Ferrari invece Badoer si fa superare in corsia box da Romain Grosjean, al debutto con la Renault, e uscendo supera la linea bianca che delimita la pista subendo così un drive through.
Per la Red Bull piove sul bagnato con Vettel costretto per due volte a rientrare a causa di problemi alla pompa della benzina prima di ritirarsi per la rottura del motore, ma il vero colpo di scena arriva al giro 37, quando Hamilton rientra per il secondo pit-stop. I meccanici della McLaren non hanno preparato le gomme per l’inglese, costringendo il britannico a fermarsi per oltre dodici secondi e subire il sorpasso di Barrichello.

Il brasiliano balza al comando della competizione e ci rimane fino al traguardo ritrovando la gioia della vittoria a cinque anni di distanza dall’ultimo ottenuto in Cina con la Ferrari. Seconda piazza per Hamilton che precede un redivivo Raikkonen.
E Badoer? Per il veneto non resta altro che tenere l’auto in pista e concludere diciassettesimo, distante un giro dal vincitore. Per il pilota della Ferrari non resta altro che mettersi al lavoro e prepararsi per il Gran Premio del Belgio, nella speranza di migliorare e ottenere la conferma in vista di Monza.
