Quando il Foggia scende in campo, non c’è altro che aspettarsi grande spettacolo. Lo sanno bene i ventitremila spettatori che approdano allo Stadio Pino Zaccheria il 24 maggio 1992 in una domenica calda, ma al tempo stesso tranquilla, complice la salvezza ampiamente raggiunta dai “satanelli”.
La squadra di Zdenek Zeman ha regalato “fuochi d’artificio” per buona parte del campionato fra colpi a sorpresa e improvvisi crolli, a dimostrazione che la miglior difesa è l’attacco. Il tridente dei sogni rappresentato da Francesco Baiano, Roberto Rambaudi e Giuseppe Signori ha lasciato interdetti i più accaniti sostenitori del “catenaccio” trapattotiano, ma giocare sull’entusiasmo è la forma migliore per rendere.

Per questo quando il Milan scende in Puglia, nessuno ha paura di arrendersi, soprattutto se si considera che la squadra di Fabio Capello non ha perso nemmeno una sfida nell’intera stagione. Il “Milan degli Invincibili” va così a caccia di uno storico record: diventare la prima squadra a vincere uno scudetto senza sconfitte. Per l’occasione allo Zaccheria compare anche il commissario tecnico Arrigo Sacchi che vuol osservare da vicino i nuovi talenti da convocare in Nazionale, ma chi pensa che le squadre siano ormai scariche, si sbaglia di grosso.
Soprattutto fronte Foggia che, sin dai primi minuti, pressa la difesa milanista con Signori e Baiano grazie a Igor’ Šalimov. Al ventiduesimo è però il Milan a passare in vantaggio con Ruud Gullit che ritrova le giocate di un tempo, manda a vuoto i difensori foggiani e crossa al centro per Paolo Maldini che colpisce perfettamente di testa.
La voglia di gol del Milan appare insaziabile con Marco Van Basten, Frank Rijkaard e Roberto Donadoni che disegnano le solite geometrie a memoria, senza però finalizzare con la concentrazione che servirebbe. Ne approfitta così il Foggia con un Baiano scatenato che triangola con Signori al trentanovesimo e, dopo una serie di passaggi veloci, trafigge la porta di Sebastiano Rossi. Tempo due minuti e l’attaccante napoletano si incunea a campo aperto in uno spazio lasciato libero dalla difesa rossonera e realizza il 2-1.
Gli highlights di Foggia-Milan del 24 maggio 1992
L’obiettivo del Milan di chiudere la stagione in bellezza sembra andare improvvisamente in frantumi, con uno spogliatoio stanco e giocatori che vanno sotto la doccia con la testa forse già in vacanza. Fabio Capello non la pensa così, per cui, dopo un acceso discorso, risveglia gli animi sopiti dei meneghini.
Al 47’ Gullit “scherza” con i difensori avversari e spara in rete un missile verso la porta di Francesco Mancini. Al 52’ Van Basten rafforza la propria posizione in testa alla classifica marcatori e riporta il Milan avanti. Il Foggia esce definitivamente dal campo e così i rossoneri dilagano con un’autorete di Salvatore Matrecano al 59’ prima di un finale targato da Marco Simone che realizza una doppietta fra il 72’ e il 74’, mentre chiudono la rassegna i gol di Van Basten all’82’ e Diego Fuser all’87’.
La partita si conclude di fatto lì con l’invasione di campo dei tifosi che vanno a caccia di magliette e di un po’ di allegria dopo un 2-8 che entrerà nella storia del calcio italiano. Il Milan diventa la prima squadra imbattuta a fregiarsi dello scudetto, mentre il Foggia saluta i suoi campioni, pronti a prendere il volo verso lidi più prestigiosi.
