La corsa di Federico Cinà al Roland Garros 2026, secondo Slam stagionale con un montepremi complessivo di 61.723.000 euro, si ferma al secondo turno. Il diciannovenne palermitano, arrivato a Parigi come numero 238 ATP e promosso dalle qualificazioni, ha ceduto il passo all’olandese Jesper De Jong in tre set.
Nonostante l’eliminazione, il torneo sui campi in terra rossa parigini segna uno spartiacque fondamentale per la carriera del giovane azzurro: grazie all’accesso al suo primo tabellone principale in uno Slam, Cinà entra per la prima volta in carriera nella prestigiosa Top 200 del ranking mondiale maschile.
Il match: fatica ed energie al lumicino
La sfida contro De Jong, attuale numero 106 del ranking e ripescato in tabellone come lucky loser (dopo aver eliminato al primo turno il campione del 2015 Stan Wawrinka), si è chiusa con il punteggio di 6-3, 6-1, 6-3 in poco più di un’ora e tre quarti di gioco.
In conferenza stampa, analizzando l’incontro davanti ai giornalisti italiani, Cinà ha ammesso di essere sceso in campo “senza troppe energie” e di aver provato frustrazione durante il match, riconoscendo tuttavia che tali dinamiche fanno parte del tennis.
Le statistiche della partita riflettono questo calo, soprattutto dopo un avvio promettente. Dal 3-1 in suo favore nel primo set, il siciliano ha conquistato solamente 4 dei successivi 23 game. Al servizio, ha messo a segno 3 ace e 2 doppi falli, con il 58% di prime palle in campo. La resa al servizio ha visto il 61% dei punti vinti con la prima e un più modesto 38% con la seconda. In fase di risposta, ha convertito una sola palla break sulle 6 occasioni procurate. Il saldo finale recita 12 colpi vincenti a fronte di ben 42 errori non forzati.
Un bilancio positivo e il peso delle aspettative
Al netto della sconfitta odierna, la valutazione complessiva dell’esperienza parigina resta eccellente. L’azzurro ha definito il suo torneo “molto buono”, dicendosi felice di aver vinto quattro partite, considerando anche il difficile percorso netto affrontato nelle qualificazioni.
Interrogato su come gestisca le forti aspettative che lo circondano — essendo stato uno dei primi tre giocatori al mondo a livello juniores — Cinà ha dimostrato grande maturità. Il tennista ha spiegato di concentrarsi esclusivamente su se stesso e sul proprio percorso di crescita, lavorando costantemente per raggiungere i propri obiettivi senza farsi condizionare dai giudizi esterni.
Un approccio lucido che applica anche ai numeri: per il diciannovenne, il ranking non è un’ossessione, ma semplicemente “una conseguenza” di ciò che si costruisce quotidianamente durante gli allenamenti.
L’effetto traino e la strada verso Wimbledon
Un ruolo cruciale nella crescita di Cinà è giocato dal confronto diretto con i colleghi. Il palermitano ha sottolineato come allenarsi con tennisti italiani e stranieri di alta classifica gli infonda grande fiducia, dandogli la concreta percezione di “avere il livello” per competere alla pari in questi grandi circuiti.
Per quanto riguarda i prossimi impegni, la programmazione è già tracciata. La tabella di marcia delineata dal talento azzurro prevede una settimana dedicata al riposo e al recupero fisico. una settimana di allenamento per riprendere il ritmo. La partecipazione a due tornei Challenger sulla terra rossa. La partenza diretta per le qualificazioni di Wimbledon, senza disputare tornei intermedi di preparazione sull’erba.
Da Parigi, Daniele Flavi (foto Patrick Boren)
