Fa davvero male vederla così, in preda a una crisi di pianto in sala stampa, costretta a interrompere a fatica le risposte ai giornalisti. Un’immagine straziante che contrasta in modo crudele con la Jasmine Paolini positiva e sempre sorridente che abbiamo ammirato per tutto il 2024, l’anno d’oro che l’aveva vista splendida finalista proprio qui a Parigi e, subito dopo, sull’erba di Wimbledon.
Il calvario fisico e il crollo emotivo
Davanti ai microfoni, la toscana non è riuscita a trattenere le lacrime, piegata dalla frustrazione e da una condizione fisica precaria. “Non sono al 100%, il piede dà un po’ fastidio” ha ammesso la tennista azzurra, confessando di aver fatto del suo meglio nonostante la situazione.
Il calvario ha radici recenti, nato durante gli Internazionali di Roma. Jasmine ha raccontato di aver concluso il match contro la Mertens stando bene, ma di essersi poi ritrovata fuori dal campo con la caviglia completamente bloccata. Nonostante i tentativi del fisioterapista, l’articolazione non si è sbloccata, costringendola prima al ritiro dal torneo di doppio romano e poi a una marcia di avvicinamento al Roland Garros pesantemente compromessa, fatta di massimo riposo e pochissimi giorni di allenamento effettivo. “È difficile accettare, fa male” ha singhiozzato l’azzurra, consapevole che con un problema fisico del genere esprimere il proprio miglior tennis diventa un’impresa quasi impossibile.
L’illusione del primo set
Sul campo, la resa è arrivata al secondo turno contro Solana Sierra, numero 68 del ranking, che si è imposta in rimonta con il punteggio di 3-6, 6-4, 6-3.
Eppure, l’inizio del match non aveva lasciato presagire il dramma sportivo. Nel primo set, la toscana era apparsa ben in partita, decisa a scardinare le difese di una rivale fin troppo fallosa. L’argentina si era messa in difficoltà da sola, concedendo prima il break del 5-3 con un doppio fallo e consegnando poi il parziale all’azzurra con il suo undicesimo errore gratuito, scagliato ben oltre la linea di fondo.
La resa e gli applausi del Lenglen
La svolta in negativo è iniziata nel secondo set. Sierra ha continuato con il suo copione volitivo, trovando i primi frutti grazie a un evidente calo di energie della Paolini, apparsa via via meno mobile, meno sicura e molto più imprecisa.
Il momento critico si è palesato dopo i primi tre incerti game del terzo parziale: i dolori alla caviglia sinistra hanno costretto Jasmine a chiamare un medical time-out per cercare sollievo con un antinfiammatorio. Rientrata in campo sorretta da un orgoglio encomiabile, la numero uno azzurra ha provato a rientrare in partita, sperando magari in nuovi regali di un’avversaria che giocava con i paraocchi. È stato però solo un lampo fugace. L’argentina ha infine chiuso i conti, qualificandosi per la prima volta in carriera al terzo turno, dove troverà la rumena Sorana Cirstea.
A Jas restano i meritati applausi del pubblico del campo Lenglen, un magro ma sincero conforto in attesa di guarire nel corpo e nello spirito.
Da Parigi, Daniele Flavi
