Da Rotterdam, la nostra inviata Marta Magni
A Rotterdam, in presenza del Re Guglielmo Alessandro, si qualificano in semifinale Olanda e Francia.

Olanda vs Ungheria 28:23 (14:9)
L’Olanda non si fa trovare di certo impreparata ai quarti di finale contro l’Ungheria: troppo importante vincere per ritrovare la prima semifinale del Campionato del Mondo dall’ormai lontano 2019 quando sollevarono il trofeo.
Troppo importante farlo dinnanzi ad un pubblico così folto, composto non solo da “semplici tifosi” dell’Oranje. Sugli spalti, proprio come una persona qualunque, neanche in un posto centrale o riservato, era presente niente di meno ché Re Guglielmo Alessandro, tifoso assiduo del team olandese.
Un netto parziale di 3-0 sembrava avesse improntato la partita, ma non è stato così, non da subito. Le ungheresi hanno tentato di resistere, ma con un’efficienza in attacco dell’appena 33%, le padrone di casa hanno preso il largo e sulla pausa si sono trovate già in vantaggio di 5 gol che di fatto manterranno anche nei 30 minuti successivi. Una difesa composta e compatta, con una concentratissima Yara ten Holte a bloccare tutti i colpi che passavano nell’area. Già al 26esimo minuto la vittoria era certa, con sei reti di vantaggio. Travolte le ungheresi, sostenute dal loro fedele pubblico, per 28:23, e aggiudicandosi la prima finale dopo sei anni, stavolta contro un’ostica Norvegia. Venerdì 12 alle 20:45.
Norvegia vs Montenegro 32:23 (19:11)
Lo stadio della pallamano a Dortmund, già tutto esaurito per il match della Germania con 10.522 posti venduti, si poteva credere rimanesse vuoto per lo scontro norvegese . Di fianco all’arena per l’handball si trova la casa del Borussia Dortmund, che giusto in concomitanza dell’entrata in campo ha giocato contro i norvegesi del calcio maschile Bodø/Glimt. Incredule le pallamaniste quando all’inno nazionale si sono trovate un’ondata di connazionali (circa mille) a cantare insieme a loro tutti vestiti gialloneri – stessi colori del Dortmund e della Norvegia. In campo invece poco da dire: netta superiorità norvegese che passeggia praticamente sul velluto e che quindi affronta la trasferta a Rotterdam molto rilassata in vista dello scontro difficile con le padrone di casa dei Paesi Bassi.
Danimarca-Francia 26:31 (12:17)
Una reazione netta, decisa e finalmente dura quella della Francia a Rotterdam, che la scorsa partita tanto aveva fatto penare i propri tifosi. In uno stadio semi deserto, con gli olandesi tutti fuggiti per cena o per dormire (purtroppo per loro perché hanno mancato un grande show di handball), le transalpine chiudono i ranghi in difesa e inibiscono fin dal primo istante le danesi, il cui primo gol arriva infatti dopo quasi cinque minuti di gioco.
Sako non ha bisogno di parole: i riflessi sono al massimo e fa volare la difesa francese, mentre la pivot Bouktit chiude il match con uno straordinario 100% al tiro: otto gol su otto tiri e titolo di MVP del match.
Le detentrici del titolo hanno mantenuto la concentrazione da inizio a fine gara, prima punendo la lentezza delle danesi, poi tenendole a bada nonostante Kristina Jørgensen autrice di 11 gol, di cui sei su rigore. Cinque gol, anche in questo caso, da metà gara alla fine tengono distaccate le due nazioni. Ora sarà Francia-Germania, venerdì 12 alle 17:45.
Germania vs Brasile 30:23 (17:11)
Anche per la Germania c’è stata una netta superiorità in campo (ma una partita comunque combattuta) contro il Brasile. Lo stadio sold out ha di fatto spinto le tedesche a prevalere di sette reti sulle sudamericane: 7 contro 10.529 (10.522 posti più le giocatrici in campo) in effetti sarebbe un po’ dura per chiunque. Alla Germania manca nel proprio palmares una semifinale addirittura dal 2007, quando si scontrò – vincendo tra l’altro, proprio contro la Francia.












