Sofia Goggia ha vissuto un’estate tutt’altro che semplice. Durante la trasferta in Argentina è stata colpita dal virus Chikungunya e dal Parvovirus B19 che l’hanno particolarmente debilitata colpendo il sistema nervoso. A causa di tutto ciò ha dovuto rivedere la programmazione verso il prossimo inverno come raccontato al FISI Media Day.
Come sta dopo aver vissuto un periodo veramente complicato?
Sto meglio. Nell’ultima settimana ho fatto grandi progressi. Sicuramente sono nella fase finale di questo virus e mi sento nettamente meglio. È chiaro che ho ancora degli strascichi, però il trend è positivo.
L’abbiamo già vista in palestra, quindi ha ripreso gli allenamenti?
Ho ripreso gli allenamenti la settimana scorsa, chiaramente con volume e intensità più ridotti. Devo prestare molta attenzione e ascoltare il mio corpo, però riuscire già ad allenarmi e a fare qualcosa è sicuramente un ottimo risultato.
Come si è trovata con il tuo nuovo staff, almeno durante il periodo in cui hai potuto allenarti in Argentina?
Con Rulfi ci conosciamo già: è con me dal 2015. Quindi, anche se è una novità, in realtà non lo è. Anzi, è una garanzia! Il mio nuovo skiman, invece, è un ragazzo di Felders, una persona molto tranquilla e molto dedita al lavoro. Parlo spesso tedesco con lui sulle seggiovie, quindi sta andando tutto bene.
Sölden è forse troppo vicina, considerando la sua situazione?
No, Sölden l’abbiamo già archiviata.
Quindi ti vedremo più probabilmente a dicembre?
Sì. L’obiettivo è tornare a stare bene, recuperare pienamente la lucidità e non avere più questi strascichi a livello neurologico. Spero poi di essere pronta, tra un mese, a partire per l’America, così da poter almeno svolgere gli allenamenti a Copper Mountain, in Colorado. Dopodiché, vi aspetto in gara!
Come vede Mikaela Shiffrin, che ha deciso di disputare meno slalom quest’anno e di dedicarsi maggiormente alle discipline veloci?
Penso che, dopo aver dominato una disciplina e aver vinto tutto, si possa sentire il desiderio di scoprire qualcosa di diverso, anche per trovare nuovi stimoli. In questo modo, si può evitare di sentire il peso di dover vincere sempre, proprio perché si è già vinto tutto.
