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Calcio

L’Halma mater

Da Roberto Beccantini 16/01/2026

Un'ora di dominio del Como, ma il calcio non è il basket, si fa con i piedi e ci sono i portieri, come Maignan. Il Tedoforo di Milano-Cortina ha colpito ancora. Non perde dalla prima di agosto (1-2 Cremonese) e resta a tre punti dall’Inter

Sul cadavere ancora caldo di Como-Milan 1-3 i medici legali ci forniranno le loro diagnosi fra mesi, temo. Accontentatevi, allora, della mia. Sul piano del gioco, lezione di Cesc: per un’ora, almeno. Sul piano dl risultato, lezione di Maz, il cui catenaccio ha fiorato qui e là – molto qui e molto là – la Madonnina del Duomo, “tuta d’ora e piscinina”.

L’aveva orientata Kempf, di testa su angolo (uno schema: Igor, do you remember?), e sino al 45’ il risultato più corretto sarebbe stato un due o tre a zero. Ma il calcio non è il basket, si fa con i piedi e ci sono i portieri. Maignan, per esempio. Quattro paratone su Nico Paz (l’ultima, con l’ausilio del palo; Nico, che scheggerà pure una traversa) e un mezzo miracolo su Da Cunha. Il riassunto è globale e copre la torta intera, non questa o quella fetta. Sino al 45’, dicevo. Tocco di Saelemaekers per Rabiot, tranvata di Kempf, rigore. Nkunku, al pelo.

Ecco. Mentre i comaschi continuavano a sbarcare sulle spiagge normanne, il Tedoforo dava i numeri: 4-4-2, 4-3-3, 5-3-2. Più o meno. Al posto di Fabregas avrei inserito prima Jesus Rodriguez. Opinioni. Piano piano, Rabiot sradicava zolle. E al 55’, in pieno bombardamento, Saelemaekers imbeccava Leao che, unico lampo di una notte da bandolero stanco, titillava il cavallone francese: petto e gol. Il portoghese sarebbe poi uscito, con Modric, soverchiato dalle cadenze.

L’ingresso del Füllkrug-fu-ferito dava una mano alle barricate, centravanti-mediano honoris causa. Agli sgoccioli, il cocco di Allegri calava addirittura il tris: di sinistro, dal limite, con Butez sorpreso.

Mike, Adrien: allons enfants. L’Halma mater del Feticista ha colpito ancora. Non perde dalla prima di agosto (1-2 Cremonese), resta a tre punti dall’Inter. E il Como? Altro che Serie D versus Champions, come riassunto – alla vigilia – dal suo venerabile maestro. L’hanno decisa gli alluci e i pollici, non le idee.

 

*articolo ripreso da Beck is Back, il blog di Roberto Beccantini

Tags: #serieA, Como, milan

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Nota sull’autore: Roberto Beccantini

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