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Sport

Perché così tanti – troppi – infortuni nello sport d’alto livello ?

Da Maurizio Mondoni 24/10/2026

Come dribblare la "saturazione" dei calendari agonistici a livelli critici in tante discipline, dal calcio al basket, dal volley alla ginnastica artistica, dall’atletica leggera al tennis

L’aumento esponenziale degli infortuni tra gli atleti di alto livello è direttamente collegato alla saturazione dei calendari agonistici. Questo problema ha ormai raggiunto livelli critici in diverse discipline, tra cui calcio, basket, volley, ginnastica artistica, atletica leggera e tennis. Il dibattito è tornato prepotentemente al centro dell’attenzione quest’anno, spinto da statistiche allarmanti e dalle proteste aperte dei principali protagonisti del mondo dello sport: atleti, allenatori, preparatori, medici sportivi, fisiologi, psicologi e biomeccanici.

CALCIO: RITMI ESPASERATI E IL DILEMMA DELLA PREPARAZIONE
Nel calcio, l’esplosione delle lesioni fisiche è strettamente legata a calendari congestionati e a tempi di recupero insufficienti tra campionato, coppe nazionali, coppe europee (Champions, Europa e Conference League) e impegni delle Nazionali.
Fattori scatenanti
  • Esplosione delle assenze: Il costante aumento delle partite saltate per infortuni muscolari (contratture, stiramenti, lesioni) e articolari (distorsioni a ginocchia e caviglie) genera circa 200 assenze complessive all’anno in molte squadre. Le cause principali risiedono in contatti diretti, scatti repentini, cambi di direzione, frenate brusche, sovraccarico e riscaldamenti insufficienti.
  • Trasferte logoranti: Le pause per le Nazionali costringono i calciatori a continui viaggi transcontinentali di lungo raggio, esponendoli a repentini cambi di fuso orario e sessioni di allenamento improvvisate che azzerano le finestre di riposo.
  • Nuovi formati e tornei: L’allargamento del numero di squadre nelle coppe europee e l’introduzione di nuove competizioni, come la Nations League e il Mondiale per Club, hanno aumentato drasticamente il numero di match annuali.

Il dilemma dello staff tecnico: I preparatori si trovano nella posizione paradossale di dover bilanciare allenamenti ad alta intensità – necessari per reggere i ritmi di gara – e il bisogno di proteggere i muscoli dei giocatori, rischiando di esporli a infortuni proprio quando la sollecitazione agonistica si alza.

BASKET: FISICITA’ ESTREMA E LOGORAMENTO DA EUROLEGA
Il sovraccarico dei calendari e la frequenza delle partite ravvicinate rappresentano oggi una delle minacce principali alla salute dei cestisti, sia in Eurolega sia nei campionati nazionali (come la LBA).
Fattori scatenanti:
  • Calendario intasato: Tra i match del weekend e i doppi turni settimanali europei, le squadre d’élite disputano fino a 70-80 partite a stagione, sostenendo ritmi del tutto simili a quelli della NBA.
  • Mancanza di recupero: I tempi ristretti impediscono il corretto ripristino delle scorte energetiche e la riparazione delle micro-lesioni muscolari.
  • Evoluzione della fisicità: Il basket moderno richiede picchi di intensità atletica, velocità e masse muscolari senza precedenti. Questo moltiplica lo stress strutturale su legamenti, menischi e tendini, provocando traumi acuti e usura cronica.
Le richieste del settore
Per garantire maggiori tutele, le soluzioni più discusse includono:
  1. Un accordo globale tra FIBA ed Euroleague Basketball per armonizzare le finestre delle Nazionali.
  2. La strutturazione di blocchi temporali definiti (es. mesi dedicati interamente ai club e mesi alle Nazionali).
  3. L’allargamento obbligatorio dei roster per consentire rotazioni più ampie senza perdere competitività.
VOLLEY: IL PROFITTO COMMERCIALE CONTRO LA SALUTE
Nella pallavolo moderna, il tema dei calendari insostenibili è diventato terreno di scontro aperto tra gli atleti e i vertici politici dello sport.
Fattori scatenanti:
  • Continuità esasperata: I top player passano senza sosta dall’attività con i club (campionati e coppe europee) a quella con le Nazionali (Volleyball Nations League, Europei, Mondiali e qualificazioni olimpiche).
  • Logistica intercontinentale: Tornei come la VNL e il Mondiale per Club costringono gli atleti a continui cambi di fuso orario e a lunghissime ore di volo concentrate in pochi giorni.
  • Potenza e usura: L’elevata intensità fisica del volley odierno riduce i tempi di recupero articolare, causando tendinopatie croniche, problemi alla schiena e un profondo logoramento mentale che compromette la longevità della carriera.
La critica aperta: Moltissimi campioni, allenatori e preparatori accusano direttamente la FIVB e la CEV di anteporre i ricavi commerciali e le esigenze televisive alla salute e all’integrità dei giocatori.

 

GINNASTICA ARTISTICA: STRESS DA IMPATTO E CARICHI PRECOCI

Il fitto calendario agonistico sottopone i ginnasti a uno stress psicofisico estremo, riducendo i tempi di rigenerazione cellulare e aumentando il rischio di lesioni acute e croniche.

Fattori scatenanti
  • Impatto ripetitivo: La disciplina prevede sollecitazioni violente su articolazioni, tendini e ossa (flic, salti, arrivi al suolo). Senza pause adeguate, si va incontro a tendiniti, fratture da stress e gravi patologie alla colonna vertebrale.
  • Fatica mentale: La stanchezza riduce la concentrazione e la precisione millimetrica richieste, aumentando drasticamente la probabilità di cadute pericolose dagli attrezzi.
  • Picchi di carriera precoci: Molti atleti raggiungono il livello d’élite in età adolescenziale, quando l’apparato scheletrico è ancora in fase di crescita e quindi più vulnerabile ai carichi massicci.
Casi clinici eccellenti: Gli stop forzati di Nicolò Mozzato (doppia rottura dei legamenti e del piatto tibiale in entrambe le ginocchia), Alice D’Amato (operata alla spalla sinistra a soli sei mesi da un intervento alla destra) e della statunitense Hezly Rivera (costretta a saltare i Mondiali di ottobre 2026) sono la conferma di questa emergenza.
Le soluzioni proposte
  • Riduzione del numero di competizioni obbligatorie e maggiore distanziamento tra gli eventi.
  • Gestione strategica dei picchi di forma, selezionando a quali gare partecipare per salvaguardare la salute a lungo termine.
  • Incremento del lavoro mirato su core-stability, propriocezione e compensazione muscolare.
ATLETICA LEGGERA: IL CORPO UMANO AL PUNTO DI ROTTURA
Esattamente come accade negli sport di squadra, la continua sovrapposizione di eventi nazionali e internazionali nell’atletica costringe gli atleti a gareggiare senza sosta, spingendo i tessuti biologici oltre la loro capacità di adattamento meccanico.
Fattori scatenanti
  • Frequenza degli eventi: La concomitanza tra tappe della Diamond League, Mondiali ed Europei (sia indoor sia all’aperto) e meeting minori satura la stagione.
  • Alterazione del sonno: I continui spostamenti aerei compromettono i ritmi circadiani e la naturale produzione ormonale necessaria per riparare le micro-lesioni muscolari.
L’evidenza dei Meeting: I picchi di infortuni durante le manifestazioni principali descrivono chiaramente il problema. Ai Campionati Europei di Birmingham, Marcell Jacobs si è dovuto fermare nella finale dei 100 metri per un problema all’adduttore; il lunghista Mattia Furlani ha subìto un infortunio al primo salto di qualificazione abbandonando la gara; Filippo Tortu ha dovuto fare i conti con uno stop muscolare durante le gare indoor nei 60 metri che ha compromesso buona parte della stagione.
Le richieste degli staff: Allenatori, preparatori, fisiologi e psicologi chiedono una programmazione più selettiva, l’introduzione di periodi di riposo obbligatori e maggiore flessibilità da parte delle Federazioni nella gestione dei minimi di qualificazione, riducendo l’obbligo di gareggiare costantemente per mantenere il ranking.
TENNIS: ACCELERAZIONI ESTREME E TORNEI INFINITI
Il circuito tennistico professionistico è diventato uno dei più usuranti in assoluto, obbligando il fisico a uno sforzo esplosivo continuo senza le necessarie finestre di scarico.
Fattori scatenanti
  • L’espansione dei Masters 1000: L’allungamento della durata di quasi tutti i tornei “1000” (con la quasi unica eccezione di Montecarlo) dilata i tempi di permanenza nel tabellone e lo stress competitivo.
  • Biomeccanica esasperata: Il tennis moderno si basa su potenze estreme, scambi logoranti e continue decelerazioni che sollecitano oltre il limite polsi (carpo e falangi), ginocchia, spalle, schiena e pareti addominali.
  • Riposo apparente: Le trasferte globali continue lasciano pochissimo spazio al recupero reale; anche nei giorni senza match, gli atleti sono assorbiti da impegni con sponsor, stampa e lunghe sessioni di terapia.
L’allarme dei campioni: I periodi di stop forzato di Jannik Sinner (sindrome della bandelletta ileotibiale al ginocchio destro e tendinopatia da sovraccarico) e di Carlos Alcaraz (problema al carpo destro con coinvolgimento della fibrocartilagine triangolare) hanno riacceso il dibattito. L’Associazione dei giocatori (PTPA) ha rilevato nel primo trimestre del 2026 un balzo del 42% degli infortuni agli arti inferiori e superiori, confermando le dichiarazioni pubbliche dei due campioni, secondo cui i ritmi dell’ATP sono andati ormai ben oltre il limite consentito dal corpo umano.
Tags: #Calendario ATP Tennis, #Infortuni sport, #Salute atleti d'élite, #Sinner Alcaraz infortuni, #Sovraccarico calcio

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Nota sull’autore: Maurizio Mondoni

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