L’appassionante, spettacolare ed equilibrato Musetti-Cobolli, che fa ancor più onore al tennis italiano in assenza del numero 1, Jannik Sinner – fermo fino al prossim’anno per la tendinite al ginocchio -, conferma che questo sport è nemico delle scommesse. Infatti, nella prima semifinale-derby azzurra sul duro, era Open, nel “250” di Lione fra i 24enni che si sfidano dai 10 anni, ha la meglio per 4-6 6-2 7-5 il braccio d’oro di “Muso” ma dopo aver salvato 4 match point a “Cobbo” strappato al calcio con le sue gambe e il suo cuore enormi. Peraltro come nei precedenti ufficiali: uno juniores e uno agli US Open pro, ma per ritiro. Promuovendo Lorenzo il Magnifico alla finale di oggi (14,30 su Sky) contro il bombardiere Taylor Fritz partendo da 4-3 nei testa a testa.
SORPRESA, NON SORPRESA
E’ una sorpresa perché, se non ci fossero stati i problemi muscolari agli adduttori che l’hanno frenato negli ultimi due anni contro i più grandi avversari, da Alcaraz a Djokovic, e quel “vizietto” di giocare troppo in difesa, disperdendo energie psico-fisiche, Lorenzo il Magnifico – che somiglia a Federer dal rovescio a una mano all’eleganza alla facilità di colpi – sarebbe legittimamente fra i top 3 del ranking mentre è scivolato al 26. E’ una sorpresa, guardando appunto alla classifica, che esalta, al 6 del mondo Cobolli, 5° della Race to Torino per definire gli 8 delle ATP Finals – proprio questa semifinale dava l’aritmetica certezza del pass-partout -, nel segno della crescita del figlio d’arte (papà Stefano che l’allena) con 35 partite vinte nel 2024, 34 l’anno scorso e già 35 in questo. Con la storica finale del Roland Garros, il successo di Acapulco, la finale di Monaco, i quarti di Wimbledon e la semifinale di Cincinnati. E’ una sorpresa perché Musetti, in questa stagione-no, è reduce anche dalla frattura all’anulare della mano destra e, per domare venerdì Van Assche, ci ha messo 3 ore 33 minuti, finendo all’una e 16 di notte. Quindi, con la Spada di Damocle delle poche energie psico-fisiche che gli pendeva sulla testa, con appena 35 partite giocate.
TALENTO
Il talento di Carrara tocca la seconda finale stagionale – ottavo italiano della storia con almeno 10 finali ATP – dopo Hong Kong, perché, perso il primo set, sfibrato da un game di 22 punti, reagisce con l’istinto del campione, cercando, finalmente, in fretta la soluzione, spingendo, entrando in campo e pennellando le righe. E, quando, sul 4-5 del terzo set, deve salvare 4 match point, lo fa alzando ancora il livello, approfittando anche della curiosa, doppia, rottura dei lacci delle scarpe che sicuramente distrae il romano. Comunque sempre più sorpreso ed impotente davanti alle soluzione dell’avversario. Che, venerdì, era stato protagonista di una particolare richiesta agli arbitri: doveva modificare sul cellulare il promemoria antidoping con la disponibilità ad una verifica all’una di notte. “E’ davvero difficile giocare contro un amico come Flavio. So quanto significasse per lui questa partita, così come era importante per me. Peccato nel tennis non ci sia il pareggio. La chiave è stata quella, di lottare fino alla fine. Ora spero di recuperare e soprattutto di poter dormire un po’”, dichiara sul campo Musetti, che ridà fiducia come singolarista per le Finals di Davis del 24 novembre a Bologna, insieme all’amico Cobolli.
Pubblicato su Il Messaggero il 25 ottobre 2026

