Lione in estasi applaude le magie di Lorenzo Musetti, che domina Taylor Fritz smascherando la classifica (26 del mondo contro 14) – figlia dei pochi match giocati -, conquistando la finale del “250” extralusso per 6-3 6-4, mettendo la terza ATP, la terza da Napoli 2022 ed interrompendo l’inquietante 0-9 nelle finali sul Tour: “L’aspettavo tanto”. Ma soprattutto tirando finalmente una riga psicologicamente decisiva: “Non riuscirò mai a cancellare il ritiro da due set a zero contro Djokovic agli Australian Open di gennaio, non potevo togliermelo dalla testa ed a superarlo, ora ho finalmente capito che non posso cambiare quell’episodio o dimenticarlo, ma devo accettarlo ed andare avanti”. Dal virtuale top 3 è passato a 9 mesi di passione, la lunga e travagliata ripresa di fisico, fiducia e ritmo-partita, e la frattura alla mano-guida.
IL NOSTRO FEDERER
Quando “Il Federer de noantri” gioca così, con l’82% di punti con la prima (”Ci sto lavorando da tempo, ma non è facile migliorare un colpo così importante se rincorri sempre un infortunio), alternando, da fondo, top carichi di rimbalzo, slice che sgusciano vicino alle righe, accelerazioni di dritto e fendenti di rovescio, ottimi giocatori monocordi come Fritz diventano una maschera di stizza e di impotenza. Contro un campione capace di battere tutti i più forti ma finora succube del proprio talento difensivo e di una crescita che forse ha trovato “la combinazione perfetta” affiancando al “regista dietro le quinte” Simone Tartarini, il cognato, l’ex pro Gianluca Mager. “Avevo la soluzione così vicina, ci sono arrivato tardi, ma ora andiamo avanti così: lui mi dà serenità, mi fa entrare nella mia comfort zone, cercavo proprio qualcuno con cui confrontarmi da giocatore a giocatore”. Gli ha dato anche la collana portafortuna della nipotina.
TOP 10 E DAVIS
Quali obiettivi ha ora Lorenzo il Magnifico? “Intanto da oggi sono a Vienna, spero di esordire solo mercoledì (contro Tiafoe) dopo un po’ di riposo. E’ come un sogno, non voglio svegliarmi. Cerco continuità di rendimento, di livello, di partite e, soprattutto di attitudine: è l’aspetto che segna quella linea sottile che fa la differenza fra i giocatori buoni e i top perché permette di uscire dalle situazioni difficili, lottando, come ho fatto io contro Van Assche e Cobolli, in due partite che potevano andare nei due sensi. E poi, magari per rilassatezza, non ho sentito la stanchezza. Vorrei rientrare fra i top 10”. E la Davis? “Darò il mio contributo come sempre. Senza Sinner, che fa uno sport a parte, abbiamo visto questa settimana che il tennis italiano non manca di giocatori”. Musetti è un nuovo Musetti: “La cosa più bella è che sono sorpreso di me stesso, cercavo da tanto di tirare la testa fuori dall’acqua ma infortuni e problemi me la ritiravano di nuovo giù, questa settimana ho reagito alle situazioni, c’è stata un’evoluzione. Me lo sono proprio sudato questo titolo rispetto a Napoli”.
COBOLLI E TORINO
Confermando il titolo di Almaty, il suo 25°, Medvedev, che sta giocando meglio di tutti i primi, sale a 3670 punti nella Race per le ATP Finals dal 15 novembre a Torino coi primi 8 della stagione. Così, in quinta posizione – quarta virtuale, senza Sinner, infortunato, già qualificato con Zverev, Alcaraz e Shelton -, scavalca Flavio Cobolli a 3640. Che a Vienna, dopo Dimitrov, potrebbe trovare al secondo turno Berrettini (esordio con Etcheverry). Il romano deve vedersela con Fils, suicida a Bruxelles contro Struff, a 3425 punti, Tiafoe a 3380, Jodar a 3159, De Minaur a 2880. Sperano anche Djokovic, Fritz e Paul.
Pubblicato su Il messaggero il 26 ottobre
