“Governare gli italiani non è difficile, è inutile”. Così parlò Benito Mussolini. Anche se la frase sarebbe forse più corretto attribuirla a Giovanni Giolitti, fa molto più scena metterla in bocca al Duce: se non c’è riuscito lui, a cambiarci, figurarsi Daniele Orsato, che di mestiere fa il designatore arbitrale. Il lavoro in assoluto più difficile del mondo, che a confronto fare il Presidente del Consiglio è una passeggiata di salute. Almeno da noi. Dove la cultura del sospetto regna incontrastata, come osserva lucidamente il Napolista, che in un articolo di Massimiliano Gallo sostiene che se il nuovo capo degli arbitri vuole adeguare l’italico pallone al calcio europeo, meno livoroso e più veloce e spettacolare, è inevitabilmente destinato al fallimento.
Evitare che le partite si traducano in 95 minuti di moviola e polemiche sarebbe un po’ come cambiare gli italiani. Inutile, impossibile. Siamo antropologicamente fondati sulla sfiducia verso l’autorità e sull’idea che il prossimo voglia fregarci. Mettendoci davanti allo specchio, ahimè, l’analisi del Napolista è assolutamente condivisibile. Eppure…, tra un “dagli all’arbitro” e un “ca nisciuno è fesso”, c’è un piccolo spazio anche per altro. Nessuna rivoluzione, nessuna evoluzione antropologica. Semmai una leva sulle nostre tradizioni. Sul nostro cinema, sul nostro teatro, sulla nostra genialità capace di trasformare la mediocrità in comica autocritica. Altro che cambiare gli italiani, Orsato deve fare come Totò: inchiodarci ai nostri difetti mentre insegue il – minimo – cambiamento. Lasciarci sguazzare paonazzi nei bar sport fisici e in quelli social, mentre fa fischiare un po’ meno i suoi “mariuoli” (i poveri fischietti, tanto comunque fanno la sbagliano) così il gioco si fa piano piano più fluido.
Le polemiche nel Belpaese ci sono sempre state e sono sempre state roventi, tanto vale provare a velocizzare il gioco a parità di discussioni. Un fischio in meno a vantaggio della continuità dell’azione aumenterà le polemiche? No, sono già al massimo livello… I club più influenti continueranno a fare quello che hanno sempre fatto: esercitare pressioni per avere gli arbitri talmente imparziali da fischiare… a loro favore. Gli altri continueranno a protestare, per avere in fondo, almeno per una giornata o due (hai visto mai!), lo stesso equo… privilegio.
In un continuo scambio delle parti come da secolare tradizione artistica. Da Mussolini ad Orsato, passando per Totó e De Sica, vuoi vedere che la commistione cinematografica e teatrale del nostro bistrattato pallone finisca col produrre un calcio più veloce? Sempre a parità di moviola e polemiche, per carità…
