Il battesimo di Wimbledon 2026 è compiuto.
Alle 10 in punto, la coda per entrare allo stadio londinese ha cominciato a muovere i primi passi in avanti, attraversando i cancelli neri dell’AELTC e dando il via allo spettacolo. I match sono iniziati alle 11, alias mezzogiorno italiano, ma il battesimo ‘ufficiale’ è atteso alle 13.30 locali. Sul centrale scende il detentore del titolo. Jannik Sinner inaugura il Center Court con Miomir Kecmanovic.
Il pubblico che per un paio d’ore si è aggirato tra i diciotto campi inglesi, trovando qualche spazietto qua e là per osservare gli incontri, alle 13 comincia ad affacciarsi sulle tribune di uno dei campi più amati di sempre. Chi cerca le fontanelle per l’acqua potabile, disponibili quasi in ogni angolo dello stadio, chi cerca una buona bottiglia di brut per inaugurare in forma privata l’edizione.
Le informazioni sul come muoversi, sul posizionamento del proprio gate d’ingresso, le stillano dei simpatici vecchietti, tutti rigorosamente in giacca blu, camicia a righe e cravatta, magari con un bel cappellino di paglia in testa. Una banda verde gli contorna il braccio: sono gli steward onorari. Coloro che hanno prestato servizio per anni, forse addirittura decadi, a favore dell’ordine del torneo. Attualmente, ancora pronti a dare consigli con un sorriso sincero agli appassionati che a migliaia passano sotto il loro naso e la loro cortesia.
ORE 13:15 A WIMBLEDON
Alle 13.15 lo stadio è gremito. C’è chi occupa gli ultimi minuti prima del coin toss facendosi qualche selfie, con l’erba del centrale ancora immacolata alle spalle. La tribuna d’onore si riempie di abiti colorati, di cravatte e occhiali da sole. Immancabile Sir David Beckham in prima fila.
L’atmosfera è unica. Il primo incontro sull’erba ha un sapore, un sentore speciale. Non è come le altre superfici: l’erba emana un odore fresco, il campo è una cartolina perfetta, un quadro che si mostra solo ai primi spettatori. Chi ha l’onore di vedere il centrale ora, sa che ha un privilegio unico nel vedere il campo nella condizione unica dell’inizio del torneo. Le zolle di terra andranno a rovinarsi, i fili d’erba ad essere strappati, mostrando la sabbia sotto. Ma ora lo spettacolo è unico nel suo genere.
Oltre ai giocatori che stanno per arrivare, migliaia di persone stanno entrando per la prima volta nello stadio, inaugurando anch’esse un piccolo pezzettino della 139esima edizione, aprendo per la prima volta i sedili del centrale.
Uno scroscio di applausi: ecco i primi protagonisti vestiti di bianco, Jannik e Miomir: che le danze abbiano inizio!
CHE PATHOS QUESTO MATCH!
Un esordio che forse non ci si aspettava così combattuto per il numero 1 del seeding. Anche se, effettivamente, per Sinner si trattava del primo match sull’erba in questa stagione. Jannik tira forte, corre, scivola tracciando solchi marroni sul campo che così già risente l’impatto del gioco.
Sul 5-2 per Sinner nel secondo set giunge alla stampa la notizia del ritiro di Jack Draper. Un fulmine a ciel sereno visto che l’inglese, accompagnato da Andy Murray (che esattamente 17 anni fa, proprio sul centrale, sconfisse Stan Wawrinka nel primo match disputato con il tetto chiuso – messaggio passato proprio sugli schermi del centrale nel pregara) si era detto pronto a competere sull’erba. Draper infatti era entrato nel Wimbledon Theatre giusto poco dopo Serena Williams, dichiarando che con la nuova collaborazione con il FabFour era pronto a dare il meglio contro Taylor Fritz.
Una smorzata finalmente prende forma dalla racchetta del numero uno del seeding, con una rotazione pazzesca ad uscire: il pubblico finalmente si può sfogare ed applaude esultando il colpo spettacolare. Sinner inneggia a far ancor più rumore, il pubblico risponde. La magia a Londra è tornata. Wimbledon brilla della luce dello spettacolo del tennis. L’eco delle voci rimbalza sulla pelle e fa venire i brividi.
Ma è proprio qua che c’è il colpo di scena. Uno spostamento di Sinner si trasforma in una caduta scomposta che gela il clima londinese. Un suo urlo. Il terrore negli occhi del pubblico. Sembra l’anca ad essere dolorante. Sinner si tasta, ma torna a giocare normalmente. Continua ad inciampare, incolpa il campo, si guarda le solette. Le insidie non sono finite in questo match pieno di pathos.
È infatti nel tiebreak che si inizia sentire mormorio nel pubblico. Una macchia rossa sulla scarpa destra di Sinner inizia ad allargarsi spaventevolmente. Jannik ci scherzerà su a fine match: “Menomale che l’arbitro mi ha concesso di giocare ugualmente, visto che non sono ammessi colori qui a Wimbledon!”. Il piede in effetti ha sanguinato copiosamente, macchiando tutta a punta della scarpa. “In realtà è meno peggio di quello che sembra. L’unghia ha dato problemi. Non volevo disturbare Miomir cambiando scarpe o altro, perché abbiamo giocato ad alti livelli e non era il caso di stoppare.”
Sinner poi descrive un’emozione che accomuna decisamente tutti. Forse lo ha fatto volutamente, forse spontaneamente, ma il passaggio da lui descritto accomuna Jannik stesso a qualunque persona di qualunque età: “C’è molta emozione quando scendi le scale e ti ritrovi qui, in questo campo. Ogni anno è differente e può essere veramente molto difficile. Ho cercato di accettare i miei errori durante la partita, ma questo è il tennis.”
Gli applausi a fine partita sono di stima ma sicuramente anche di approvazione per l’emozione descritta. O anche per distendere i nervi, vista l’altalena di tensione della partita.
DAL PRIMO MATCH, ALL’ULTIMO DI GIORNATA CON NOLE
Quanti applausi poi per Novak Djokovic. “Non sembrava affatto un primo turno, questo di stasera” dirà Nole a fine match. Contro il 26enne Wu Yibing è stata una partita lottata, sofferta dal GOAT, che ha dovuto macinare molti più metri ed energie di forse quanto lui stesso si aspettava. Ma la cosa più straordinaria, oltre a vedere questo campione mai domo, è stata ascoltare il pubblico che, quasi ad ogni punto, si divertiva a fare “buh” a Djokovic, che spesso si lamentava della difficoltà nel far punto…ah, ma no! Urlava “WU” per dar supporto al cinese, autore di un match pazzesco!
Il pubblico era veramente divertito dal giocare con il nome del ragazzo e con quanto accadeva in campo. Anche all’uscita del ragazzo, infatti, oltre agli applausi di Nole, ecco ancora il rimbombo del cognome per tutto il center court.
Fortuna vuole che questa prima giornata di incontri si sia conclusa giusto poco prima del coprifuoco, fissato alle 23 nel quartiere londinese. E per essere una prima giornata, what a day in Wimbledon!
