La racchetta è sempre stata, fino a poco tempo fa, sinonimo di tennis e di Sinner, naturalmente! Tuttavia, negli ultimi anni, si è sempre più imposto uno sport che possiamo definire cugino prossimo del tennis, ossia il padel, il quale sebbene venga praticato su superfici più o meno simili ad altri giochi di racchetta, talvolta con l’ausilio delle pareti che ne delineano l’area di gioco, si distingue nettamente da altre pratiche sportive come jokari – la pelota basca senza muro, platform, pickleball ecc.
Se è oramai risaputo che il tennis deriva dalla “pallacorda”, altrettante origini vanta il padel che personalmente ritengo derivare dal “paddle tennis”, già in voga intorno al 1920 (che oggi viene chiamato “pop tennis”), gioco ideato in Albion (Michigan) nel 1898 dal reverendo statunitense Frank Beal, che lo chiamò paddle poiché si praticava con una racchetta a piatto solido che si chiama “paddle racquet” .
Nel 1921 il presbitero si trasferì a New York dove insegnò il gioco ai bimbi della sua parrocchia di Greenwich Village e organizzò il primo torneo a Lower Manhattan. Da un sobborgo al successo in tutti gli Stati Uniti , il passo fu breve, fino a quando , come pure accadde per la Pallacorda, anche l’uso della definizione “paddle tennis” andrà scomparendo, ormai rilegata quasi esclusivamente alla storia dei giochi di racchette.
Quella appena narrata potrebbe definirsi la storia moderna del padel, ma personalmente credo che questo sport vanti origini ben più risalenti nel tempo, addirittura nel periodo rinascimentale.
A testimoniare questa tesi, soccorre tale Antonio Scaino da Salò, autore del “Trattato dei Giuochi Sferistici” del 1555: nella propria opera, egli descrive – già all’epoca – un esempio di racchetta o paletta di legno quale attrezzo per la ribattuta della palla a corda. Addirittura, qualche anno più tardi, alcune opere del ‘600, ritraggono giovani alle prese con giochi sferistici che impugnano attrezzi di gioco simili a palette realizzate in legno.
Arriviamo all’inizio del secolo scorso: qua e là , troviamo esempi di federazioni di Paddle Tennis, quali la USPTA, nata nel 1923, ossia la Federazione americana che si occupava di regolamentarne il gioco, coadiuvando già all’epoca migliaia di praticanti.
In Italia, la prima Federazione Italiana Gioco Paddle nasce nel febbraio del 1991 voluta da alcuni appassionati con l’intento di promuovere questo sport. La presentazione ufficiale del gioco avvenne nell’ambito dello Sport Show alla Fiera di Bologna, allorchè fu realizzato un campo dove si svolsero alcune partite tra le squadre di Spagna, Argentina e Italia.
Grazie al messicano Enrique Corcuera, dal 1969 questo sport ha interessato milioni di appassionati.
Sebbene questa disciplina sportiva già da anni conviveva in FIT, denominazione cambiata in FITP dalla Federazione Italiana Tennis e Padel, è solo dal 2023 che è stata associata all’acronimo federale.
Oggi il padel è uno sport in grande espansione, e non solo in Italia, capace di appassionare giovani e meno giovani.
Grazie alle dimensioni ridotte della superficie di gioco, ogni anno si costruiscono nuovi campi da padel, magari in sostituzione dei vecchi campi da calcetto e il numero dei giocatori è sempre più in crescita, tanto che numerosi sono gli imprenditori che si sono lasciati affascinare da questo investimento.
Un esempio è a Castelfidardo, in provincia di Ancona, dove l’imprenditore Vladimiro Monticelli, appassionato di sport e con una famiglia alle spalle dedita al mondo del motocross, ha deciso di mettere al servizio della comunità la propria esperienza e competenza, nella convinzione che lo sport sia veicolo di valori da tramandare alle giovani generazioni, quali sacrificio, condivisione, pazienza e coraggio, gioia e fatica.
Il padel , nella visione colorata e lungimirante di Vladimiro Monticelli, è anche questo.
Lo Storiografo e Collezionista Salvatore SODANO sarà presente all’inaugurazione dei nuovi campi da padel in Castelfidardo Ancona con la mostra “Alla ricerca delle origini del padel”.
