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Alpinismo, I numeri, La testimonianza, Pattinaggio su ghiaccio, Sci

Milano-Cortina 2026: la Lombardia della sfida, dell’eredità e del futuro

Da Samuele Virtuani 10/11/2025

Milano-Cortina 2026 si presenta a Palazzo Lombardia nell'aula Biagi. Presenti personalità politiche, sportivi, imprenditori tutti uniti in un'unica ambizione: far brillare l'Italia.

A Palazzo Lombardia, lo scorso 7 novembre 2025, si è percepito qualcosa di più di un conto alla rovescia: a 91 giorni dalla Cerimonia d’Apertura, Milano-Cortina 2026 appare già come un laboratorio di visione politica, infrastrutturale e sociale. Una sfida olimpica che vuole lasciare un’eredità tangibile e duratura.

La politica del “fare”: tra recupero post-Covid ed eredità territoriale

Il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha spiegato che i prossimi Giochi hanno il sapore di riscatto. Rappresentano, infatti, il vero “recupero morale ed economico” degli anni pandemici e lasceranno tanto dal punto di vista della legacy. Un’eredità riguardante non soltanto gli impianti sportivi di Livigno, Bormio e Cortina, ma anche una Milano in costante evoluzione, impegnata nel ripensare sostenibilità e coesione urbana come nuovo modello di sviluppo. Fontana si è poi concesso una riflessione anche sui numeri del turismo, i cui indicatori parlano di una crescita significativa: tre milioni di pernottamenti in più rispetto alle medie dello scorso anno, per un totale di oltre sei milioni, con il 75% di visitatori stranieri e una crescita del 10%.

Il sindaco Giuseppe Sala ha ricordato come Milano abbia lavorato sulla reputazione del suo territorio e su una collaborazione istituzionale che ha portato a “superare interessi confliggenti”, grazie anche alla mediazione del CONI. Fondamentale, ha sottolineato, sarà il coinvolgimento dei cittadini, riprendendo lo spirito di Expo 2015, in un patto civico basato sul principio del do ut des.

Il motore dello sport: investimenti e visione di lungo periodo

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha evidenziato che la sfida dei prossimi novanta giorni è solo il preludio di un percorso più lungo. Nel 2019, ha ricordato, è stato avviato un piano di sostegno allo sport lombardo che oggi mostra i suoi frutti tra nuove strutture e riqualificazioni. L’interesse globale verso i Giochi, complice la fine della pandemia e il traino dell’Olimpiade di Parigi, è cresciuto dello 0,25%. L’obiettivo ora è capitalizzare un’eredità che vale tre miliardi di euro.

La Fiera di Milano come arena olimpica: ingegneria, diplomazia economica e innovazione

Claudio Bozzetti, direttore generale di Fiera Milano, ha illustrato l’enorme trasformazione della Fiera, destinata a diventare uno dei poli centrali dei Giochi. L’hockey maschile e femminile, insieme al pattinaggio di velocità, saranno ospitati in un impianto temporaneo frutto di un investimento di 25 milioni di euro, che ha comportato la demolizione di pilastri, l’inserimento di 1.750 tonnellate di travi d’acciaio e la creazione di un anello ghiacciato da 400 metri. Internamente alla Fiera spazio anche all’hospitality per cronisti esteri e semplici appassionati grazie alla creazione di un infopoint olimpico, i cui visitatori, in questi novanta giorni che separano la Lombardia dall’inizio dei Giochi, ammonteranno, secondo le stime, a 2 milioni. Bozzetti ha sottolineato l’unicità del progetto: è la prima volta nella storia delle Olimpiadi che gare si svolgono in una struttura fieristica, e diverse città nel mondo stanno studiando il modello Milano.

Per Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina ed ex vertice CONI, la scelta della Fiera apre alla struttura una “seconda vita”: dopo i Giochi, potrà ospitare pugilato, atletica indoor, nuoto e grandi concerti, trasformandosi in un centro polifunzionale. “Le Olimpiadi sono due: quella sportiva e quella che inizia il giorno dopo” – ha affermato. I suoi 35.000 metri quadrati unificati rappresentano oggi la seconda venue indoor d’Europa per concerti e eventi sportivi e fieristici.

Malagò ha ricordato inoltre che lo sport italiano vive già di grandi platee: calcio, tennis, volley sono abituati al pubblico delle grandi occasioni. L’Olimpiade, però, porta con sé qualcosa in più: emulazione, incentivazione, crescita collettiva. Gli studi di Ca’ Foscari, Bocconi e Sapienza stimano in 5 miliardi l’impatto complessivo dell’evento. “Se oggi Milano e l’Italia possono ospitare i Giochi – ricorda Malagò – lo devono anche al prestigio guadagnato con Expo”.

Infrastrutture e mobilità: ridisegnare la Lombardia

Il ministro dei trasporti nonché vicepremier Matteo Salvini ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rendere accessibili tutti i siti olimpici, dall’eliminazione delle barriere architettoniche all’Arena di Verona fino ai lavori sulla variante di Tirano, alle opere sulla Tremezzina e sulla Val Trompia. Il segretario della Lega si è poi soffermato sui lavori di realizzazione della pista di bob a Cortina, realizzata in tempi record e apprezzata dagli atleti per la sua qualità tecnica.

Andrea Gibelli, presidente di Gruppo Ferrovie Nord Milano, ha parlato dell’Olimpiade come occasione per superare luoghi comuni e accompagnare un progetto industriale distribuito sul territorio. Dal 2019, ha ricordato, è stata avviata una gara non statale che ha permesso di finanziare oltre 240 nuovi treni ora in fase di consegna, all’interno di un piano da 14 miliardi che trasformerà il trasporto ferroviario e su gomma. L’obiettivo è costruire una mobilità che renda Milano e Cortina “equipotenziali”, collegate da un arcipelago di servizi che annulla la distanza tra metropoli e piccoli centri alpini.

Per Sandro Pappalardo, presidente di ITA, Milano-Cortina non sarà solo una vetrina per la Lombardia, ma per l’intero Paese. È un banco di prova ma anche un’occasione per riflettere, soprattutto sul fronte paralimpico: dalla logistica ai voli, fino alla necessità, ribadita con forza, che viaggiare sia un diritto di tutti.

Energia, ambiente e innovazione industriale

Le aziende del settore energetico hanno delineato la visione di un’Olimpiade come acceleratore di transizione. A2A, per bocca dell’AD Renato Mazzoncini, ha messo al centro l’economia circolare e la gestione responsabile dei rifiuti, mentre ENEL, rappresentata da Massimo Agostinelli, ha raccontato gli interventi strutturali in Valtellina che renderanno il territorio più resiliente agli eventi climatici estremi, spiegando come l’azienda “accenderà” letteralmente i Giochi, con un supporto che non è solo sponsoristico: energia rinnovabile, potenziamento delle reti, monitoraggio continuo. In Lombardia, territorio strategico, la società ha già portato benefici permanenti: illuminazione comunale, colonnine elettriche, infrastrutture a Livigno con 60 km di rete e cavidotti interrati per ridurre l’impatto visivo. Un lavoro che resterà nelle comunità anche dopo i Giochi.

Claudio Descalzi, vertice di ENI, ha presentato soluzioni simboliche e concrete proprie della transizione energetica attuata dal gruppo: dalla torcia olimpica alimentata a bio-GPL riciclato proveniente dalle raffinerie di Gela all’impiego di materiali completamente bio-based. Per ENI, l’Olimpiade è occasione per raccontare al mondo una visione energetica nata dieci anni fa e figlia dello spirito pragmatico di Enrico Mattei. Lo sport e l’energia sono bisogni universali e luoghi di incontro che prendono vita grazie a disciplina, lealtà, organizzazione. La montagna, infine, è una scuola di vita: fatica, obiettivi di lungo periodo, tappe intermedie. Un “panino” di valori etici e morali.

Digitale, IA e gender equality: il contributo di TIM

La presidente di TIM, Alberta Figari, ha illustrato l’impegno dell’azienda nelle infrastrutture digitali, nel supporto al 5G e nei sistemi basati su intelligenza artificiale per la gestione dei flussi turistici e della viabilità. Ha posto l’accento sulla parità di genere come valore imprescindibile: nel 1924 le donne erano dieci su 250 atleti, mentre oggi la rappresentanza femminile ha raggiunto quasi il 47%. “La parità non può attendere”, ha ribadito, ricordando anche gli investimenti nel calcio femminile e nei programmi di empowerment.

Turismo e impatto economico: una vetrina globale per l’Italia

La ministra del Turismo Daniela Santanchè ha parlato dell’enorme esposizione internazionale attesa per i Giochi: la Cerimonia d’Apertura sarà seguita da 2,5 miliardi di telespettatori e l’evento genererà 23 milioni di presenze. L’impatto economico stimato è di cinque miliardi tra flussi turistici e investimenti, con un ritorno pari a 1,7 euro per ogni euro speso. “I Giochi – ha detto – sono un’occasione per portare alla ribalta anche l’Italia meno conosciuta, quella degli ottomila campanili e dei cinquemilaseicento borghi e per lavorare sulla destagionalizzazione turistica”.

Atleti, storie e responsabilità sportiva

Il mondo sportivo ha portato testimonianze dirette di passione e competenza. Giovanni Bruno, volto di SKY Sport, ha ricordato l’importanza di dare ai Paralimpici la stessa visibilità mediatica degli atleti olimpici. Dirigenti e tecnici come Beppe Marotta, Paolo Tavian e Flavio Roda hanno discusso temi cruciali: la sicurezza sulle piste, i nuovi talenti emergenti, la preparazione atletica in vista dei Giochi e il recupero di campionesse come Federica Brignone e Flora Tabanelli. Flavio Roda ha confermato la qualità della nuova pista di bob, skeleton e slittino, realizzata in un anno e nove mesi e già valutata positivamente dagli atleti internazionali.

Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha offerto una sintesi efficace: “L’eredità non è una struttura: è l’ispirazione che parte da ciò che rimane”. E ispirazione cercano anche i volontari, ben 18.000 selezionati tra oltre 130.000 candidature, con un’età media sorprendentemente bassa.

Dal 2006 al 2026 il mondo è cambiato. E così anche l’Italia degli sport invernali. Le Alpi tornano al centro dell’evento sportivo globale, ma con una consapevolezza diversa: non si costruirà più dove le discipline non torneranno, come successo con bob e trampolini torinesi. Milano-Cortina è un’Olimpiade diffusa che coinvolge due regioni, due province autonome e due città, il tutto con un obiettivo: sostenibilità, razionalità e massima qualità organizzativa. La maggior parte dei biglietti, al momento, è stata acquistata da under 40: un segnale generazionale forte e che spinge a lavorare in una direzione moderna e il più possibile in linea con le aspettative delle nuove generazioni
La torcia olimpica stessa è stata concepita con un simbolismo essenziale: ciò che conta è la fiamma, è il messaggio. Per Bonfiglio il primo risultato è già conquistato: l’entusiasmo. L’eredità? «Non è un’eredità, è un’ispirazione». Quattro portabandiera – due per Milano e due per Cortina – e la spedizione più numerosa di sempre, con 16 atleti tra sci e altre discipline.

Il valore sociale dello sport: la prospettiva Abodi

Il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha definito come medaglia più bella di sempre quella che lo sport italiano otterrà a “Milano Cortina”. Ha ricordato che le medaglie dei Giochi saranno realizzate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, e che verrà riconosciuto un premio anche alle famiglie degli atleti vittoriosi. Abodi ha poi ricordato il rilancio il progetto dei Giochi della Gioventù con CONI e CIP, insieme a un piano da un miliardo per le palestre scolastiche. L’obiettivo è contrastare sedentarietà, solitudine, mancanza di rispetto e frammentazione sociale attraverso una rigenerazione culturale che parte dai giovani. Per farlo, ecco un impegno a lungo termine: nel 2028 le Olimpiadi Giovanili saranno di nuovo in Italia, grazie anche all’appoggio di Bernini e Valditara.

Verso la fiamma di febbraio

La Torcia Olimpica, essenziale nella forma, diventerà protagonista nelle scuole per stimolare l’effetto emulazione, vero motore dei valori olimpici. Milano-Cortina non sarà solo un’Olimpiade diffusa, ma un’Olimpiade che intende diffondere un nuovo modo di essere Paese: investire, cooperare, condividere. A 91 giorni dalla fiamma, l’Italia vuole già iniziare a brillare.

Tags: Olimpiadi Milano-Cortina 2026

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Nota sull’autore: Samuele Virtuani

Nato a Milano il 4 maggio 2001, è accanito calciofilo e appassionato di F1 fin dai tempi delle scuole medie. Laureato in Storia contemporanea all'Università degli studi Milano con una tesi intitolata: "Ai tempi dei dinosauri e dei pionieri. Tifo, politica e impegno sociale attraverso le fanzine dei Rangers 1976 Empoli Vecchia Guardia", da novembre 2020 è speaker presso Radio Statale, per la quale ha ideato e condotto per due stagioni "BigBang Effect". Da ottobre 2022 ha virato verso la narrazione sportiva con "Glory Frame", show radiofonico in onda tutti i mercoledì dalle 14:00 alle 15:00 sulle frequenze di Radio Statale e in podcast su Spotify.

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