È stata una finale che ha racchiuso tutto ciò che rende unico il tennis: qualità tecnica, tensione, colpi straordinari e un susseguirsi di emozioni capaci di trasformare una partita dominata in un autentico psicodramma sportivo. Alla fine, però, a sollevare il prestigioso Venus Rosewater Dish è stata Linda Noskova, che sul Centrale di Wimbledon ha superato la connazionale Karolina Muchova con il punteggio di 6-2 5-7 6-3 dopo due ore e 28 minuti di gioco, conquistando il primo titolo del Grande Slam della sua carriera.
A soli 21 anni, la tennista di Vsetín diventa la più giovane campionessa di Wimbledon dai tempi di Petra Kvitova che l’ha abbracciata prima di uscire sul balcone davanti ai tifosi, che aveva trionfato sull’erba londinese nel 2011, e firma una delle imprese più significative del tennis ceco degli ultimi anni.
Un derby storico per il tennis ceco
Quella andata in scena sull’erba dell’All England Club è stata una finale destinata a entrare negli archivi. Era infatti dal 2009, quando Serena e Venus Williams si sfidarono per il titolo, che Wimbledon non proponeva una finale femminile tra due giocatrici della stessa nazionalità.
Noskova e Muchova hanno regalato uno spettacolo degno dell’occasione, confermando il momento straordinario del movimento tennistico ceco, che negli ultimi anni continua a produrre campionesse. Dopo i successi di Barbora Krejcikova nel 2023 e Marketa Vondrousova nel 2024, è ancora la Repubblica Ceca a festeggiare sul prato più prestigioso del mondo.
A consegnare il trofeo è stata la Principessa Kate, ospite d’onore sul Centre Court.
Una finale dai due volti
L’avvio di partita è stato un monologo di Linda Noskova che veniva da ben 11 successi nelle ultime 12 partite. Aggressiva fin dal primo quindici, la numero 12 del mondo ha preso subito il controllo degli scambi, martellando con il diritto e mettendo sotto pressione una Muchova apparsa inizialmente contratta. Il break nel quarto game indirizza il primo set, chiuso 6-2 dopo aver convertito il quinto set point.
Anche il secondo parziale sembra seguire lo stesso copione.
Noskova vola sul 5-2 e arriva a un passo dalla vittoria. Si procura addirittura cinque match point, ma improvvisamente qualcosa si blocca. La tensione prende il sopravvento, il braccio si irrigidisce e Muchova, con tutta l’esperienza dei suoi 29 anni, torna incredibilmente in partita.
La numero dieci del seeding annulla uno dopo l’altro i match point, infila cinque giochi consecutivi e conquista il secondo set per 7-5, completando una rimonta che sembrava impossibile.
Per molti sarebbe stato un colpo fatale. Non per Linda Noskova.
La forza delle campionesse
Il momento decisivo della finale arriva proprio all’inizio del terzo set.
Dopo aver perso cinque giochi consecutivi e aver visto sfumare un titolo che sembrava ormai conquistato, Noskova trova la forza mentale per ricominciare da capo. Si prende un breve “toilet break”, rientra in campo con un atteggiamento completamente diverso e salva immediatamente tre palle break nel primo gioco del set decisivo.
È il segnale della rinascita. Pochi minuti dopo arriva il break del 2-0 e, questa volta, la giovane ceca non si volta più indietro. Muchova prova a restare aggrappata al match, ma Noskova ritrova il servizio devastante che l’aveva accompagnata per tutta la prima parte dell’incontro e, sul 5-3, si procura altri due match point.
Al sesto complessivo, un servizio vincente al centro mette definitivamente la parola fine alla finale. L’abbraccio sotto rete tra le due amiche e compagne di doppio racconta tutto il rispetto reciproco dopo oltre due ore di battaglia.
I numeri di una finale di altissimo livello
Le statistiche confermano la qualità dell’incontro.
Noskova chiude con 10 ace, contro i 6 della connazionale, e mette a segno 44 colpi vincenti a fronte di 36 errori non forzati. Muchova risponde con 35 vincenti e appena 27 gratuiti, ma paga una minore incisività nei momenti decisivi.
Entrambe faticano a trasformare le occasioni in risposta: Noskova converte 4 delle 13 palle break conquistate, Muchova soltanto 2 su 15.
La differenza emerge soprattutto nella capacità della nuova campionessa di vincere i punti importanti, come dimostrano anche i 109 punti complessivi conquistati, contro i 92 dell’avversaria.
Una vittoria che cambia una carriera
Il successo sull’erba londinese rappresenta un autentico punto di svolta per la carriera della ventunenne. Prima di questa edizione di Wimbledon, Noskova non era mai andata oltre i quarti di finale in un torneo dello Slam. Oggi si ritrova campionessa del torneo più prestigioso del mondo.
Grazie al trionfo salirà al numero 7 del ranking WTA, miglior classifica della sua carriera, mentre intascherà un assegno da 3,6 milioni di sterline, pari a circa 4,75 milioni di dollari.
Muchova, nonostante la delusione per la seconda finale Slam persa dopo quella del Roland Garros 2023 contro Iga Swiatek, raggiungerà comunque il numero 6 del mondo, anche per lei miglior ranking di sempre, confermando una stagione straordinaria impreziosita dai successi di Doha e Bad Homburg e dalle finali di Stoccarda e Wimbledon.
Le lacrime della premiazione
Durante la cerimonia di premiazione le emozioni prendono il sopravvento. Karolina Muchova fatica a trattenere le lacrime.
«È difficile trovare le parole in questo momento. Linda, hai giocato in modo incredibile. Congratulazioni a te e al tuo team, avete meritato questa vittoria», dice con grande sportività, prima di aggiungere con un sorriso: «Inizio dicendo che è la mia ex amica… sto scherzando».
Piange anche Linda Noskova. «È stato bellissimo condividere questa finale con te», dice rivolgendosi alla connazionale. Poi il pensiero va al suo team, che ringrazia con autoironia («So che a volte non è facile lavorare con me»), fino alla dedica più toccante della giornata: quella alla madre, scomparsa due anni fa. Un momento che commuove il Centrale e rende ancora più speciale il primo Slam della sua carriera.
La nuova regina di Wimbledon
Con questa vittoria Linda Noskova diventa la decima campionessa diversa nelle ultime dieci edizioni di Wimbledon, confermando quanto il torneo femminile continui a rinnovare le proprie protagoniste.
Dopo aver sfiorato il baratro, aver sprecato cinque match point e aver visto riaprirsi una finale ormai chiusa, la ventunenne ceca ha dimostrato la qualità più importante di un campione: la capacità di rialzarsi quando tutto sembra perduto. Da oggi il suo nome entra nella storia dell’All England Club. E il sorriso di Linda Noskova è quello della nuova regina dell’erba londinese.
Da Wimbledon, Daniele Flavi (foto tratta da supertennis.tv)
