Riccardo Lorello è un vero e proprio «figlio» delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Passato al pattinaggio velocità dopo il Covid, il 23enne di Milano si è preso la scena alla prima occasione disponibile, gareggiando nell’impianto di Rho Fiera, a due passi dove si allenava con i pattini a rotelle.
Nonostante si trattasse del secondo anno fra i big della specialità, il portacolori dell’Esercito non si è fatto bloccare dalla pressione e ha conquistato a sorpresa il bronzo nei 5000 metri lasciandosi alle spalle il connazionale Davide Ghiotto e diventando così uno dei pilastri di questo sport.
Com’è stato vincere una medaglia proprio qui a Rho, nel comune dove risiedi?
Questo è un po’ un falso mito che si è alimentato con le Olimpiadi. In realtà io sono di Milano, però ho un forte legame con il comune di Ro perché sono tesserato lì con la squadra di pattinaggio a rotelle. Mio papà ha allenato lì e ho lavorato molto con il sindaco e con l’assessore allo sport. Però è bellissimo ritornare qua, dove abbiamo vissuto tantissime emozioni. Ogni volta che faccio questa strada, anche solo per tornare ad allenarmi, passo spesso da qui e mi fermo sempre un momento a guardare la pista, per ricordare tutti i bei momenti che abbiamo vissuto.
Immagino sia stata un’occasione unica poter gareggiare praticamente a due passi da casa.
Esattamente. Il mio sogno era già quello di avere una pista lunga coperta in Italia, che purtroppo ancora manca a noi specialisti della pista lunga. Riuscire poi ad averla, soprattutto così vicina a casa, è stato qualcosa di unico.
Che cosa hai pensato nel momento in cui hai visto che eri sul podio?
Ho sperato fino alla fine, perché già partecipare alle Olimpiadi era un sogno che coltivavo fin da bambino, da quando ho capito che potevo fare di questo sport una professione. Poi riuscire ad arrivare fino a lì e avere concretamente la possibilità di conquistare una medaglia è stato stupendo.
Guardando al futuro, immagino che ti piacerebbe entrare stabilmente a far parte del terzetto che ha poi conquistato l’oro olimpico.
Certo, assolutamente. Mi sono allenato tantissimo con loro, ero la riserva e ho creduto fino in fondo di poter gareggiare. Così non è stato, ma ho sempre supportato i miei compagni perché sapevo quanto lavoro avevamo svolto tutti e quattro insieme e sapevo che avevano davvero le carte in regola per giocarsi la loro gara.
Immagino che tu abbia imparato molto da campioni come Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti.
Sì, assolutamente. Sono stati un po’ dei fari per me, perché non è da tanto tempo che pratico la pista lunga: arrivo dal pattinaggio a rotelle. Sono stati le mie linee guida e mi hanno permesso di diventare l’atleta che sono oggi.
Quali sono gli obiettivi per la prossima stagione?
Riccardo Lorello: Sicuramente puntare a un buon risultato nella classifica generale di Coppa del Mondo. Poi ci saranno i Campionati del Mondo, a fine febbraio, in Cina, e ovviamente l’obiettivo sarà ottenere un buon piazzamento.
Ultima domanda: c’è la possibilità di avere, almeno nel breve periodo, una pista lunga coperta anche in Italia?
No, purtroppo no.
