Un altro sgambetto del destino, l’ennesimo, più crudele dei precedenti: l’ex numero 1 del mondo del tennis, la 51enne Monica Seles, campionessa di 9 Slam, ha rivelato di essere afflitta da miastenia gravis, una malattia autoimmune neurologica. La terribile MG, causata da un errore nel sistema immunitario, che il National Institute of Neurological Disorders and Stroke definisce “una malattia neuromuscolare cronica che causa debolezza nei muscoli volontari” e “colpisce più comunemente le giovani donne adulte (sotto i 40 anni) e gli uomini più anziani (oltre i 60 anni), ma può manifestarsi a qualsiasi età, compresa l’infanzia”. La malattia attacca le giunzioni neuromuscolari, ovvero il punto in cui i nervi si connettono ai muscoli. Questo attacco impedisce la corretta trasmissione dei segnali nervosi, causando debolezza muscolare. La debolezza peggiora con l’attività e migliora con il riposo, e può variare nella giornata. Può interessare vari muscoli, inclusi quelli degli occhi, del viso, della deglutizione, degli arti e respiratori. Una teoria sostiene che potrebbe essere coinvolta la disfunzione di una ghiandola detta timo. Nel timo, alcune cellule del sistema immunitario imparano a differenziare fra il corpo e le sostanza estranee. Per motivi sconosciuti, il timo può dire alle cellule del sistema immunitario di produrre anticorpi che attaccano i recettori dell’acetilcolina.
CORAGGIO
La mancina jugoslava naturalizzata statunitense ha voluto raccontare della sua malattia nell’approssimarsi degli US Open, a New York, che si è aggiudicata due volte da giocatrice, per sensibilizzare l’opinione pubblica rivelando di essersi accorta casualmente della sua delicata condizione: ”Giocando con bambini o familiari, mi capitava di perdere una palla e pensavo: “Ne vedo due”. Erano sintomi che non potevo ignorare”. Non aveva mai sentito parlare di questa malattia finché non ha consultato un medico e non è stata indirizzata da un neurologo. Perché avvertiva sempre debolezza alle braccia: “Anche solo asciugarmi i capelli… era diventato molto difficile”. Ma forte com’è sempre stata nella sua travagliata esistenza che, da bambina prodigio, le ha visto vincere il primo trofeo importante a 16 anni, al Roland Garros, ha dichiarato guerra alla malattia, anche se, d’acchito, dopo aver conosciuto la diagnosi, ha confessato di aver reagito, sconvolta: “Cosa?!” Avrei voluto che ci fosse stato qualcuno con me che me ne parlasse nel dettaglio, apertamente, e sensibilizzasse l’opinione pubblica su questa gravissima malattia. Dai contorni ancora misteriosi”.
TESTIMONIAL
Così, Monica si è rimessa in gioco proprio in questa nuova veste, per pubblicizzare il male e parlarne con la gente: “E’ un altro reset nella mia vita, devo sempre adattarmi, come in campo”. Quindi collabora con Argenx, un’azienda di immunologia con sede nei Paesi Bassi, per promuovere la campagna “Go for Greater”. “Ai ragazzi che seguo dico sempre che bisogna adattarsi. La palla rimbalza e bisogna adattarsi. Ed è quello che sto facendo ora”, ha raccontato in una drammatica intervista all’agenzia AP, col volto tirato, ma la solita estrema determinazione. “Ho iniziato questo percorso. Mi ci è voluto molto tempo per accettarlo davvero, per parlarne apertamente, perché è difficile. Influisce molto sulla mia vita quotidiana”.
UN ALTRO RESET
Per sua fortuna, la Seles è allenata alle ripartenze: “La prima a 13 anni quando sono arrivata negli Stati Uniti. Non parlavo la lingua, dovevo lasciare la mia famiglia. Poi quando sono diventata una grande giocatrice e quindi quando sono stata accoltellata”. La ragazza di Novi Sad poteva diventare la tennista più vincente di sempre. Ad appena 19 anni, si era aggiudicata 8 titoli dello Slam ma, il 30 aprile 1993, al torneo di Amburgo, un ammiratore della rivale Steffi Graf, per toglierla di mezzo, la accoltellò alla spalla durante un cambio campo inducendola, per il grave shock, ad abbandonare il tennis per oltre due anni.
Nel libro “Prendere il controllo: sul mio corpo, sulla mia mente e su me stessa”, confessò di essere diventata bulimica e di aver sofferto di terrificanti emicranie, anche per la prematura scomparsa dell’amatissimo papà, Karoly. Tornò al tennis e riuscì a vincere un altro Slam, gli Australian Open 1996, ma non tornò più ai livelli precedenti e somatizzò i problemi di peso per i disturbi di alimentazione. Che svanirono quando fu costretta al ritiro, di fatto, nel 2003, per una frattura a un piede.
Vincenzo Martucci (tratto dal messaggero del 13 agosto 2025)
