dalla nostra inviata a Umago – Marta Magni
Tre set, tre tiebreak per il match più duraturo della storia del Goran Ivanišević Stadion a Umago.
7-6 (5), 6-7 (4), 7-6 (4). 3 ore e 43 minuti tra Matteo Arnaldi e Damir Dzumhur, disputate ieri nel secondo quarto di finale di giornata.
Anche quest’anno, come solo nel 2021 e nel 2015 (nelle ultime 10 edizioni del torneo) non ci sarà un italiano almeno in semifinale.
Il primo quarto, tra lo spagnolo Merida e il francese Droguet, se l’è aggiudicato agilmente il ventunenne madrileno 6-1, 6-3, permettendo così al sanremese di entrare in campo all’orario previsto (18:00).
Mezz’ora dopo, invece, sulla Studenac Arena sono entrati i due argentini Burruchaga e Ugo Carabelli (vincente Burruchaga anch’egli in tre set 6-2, 2-6, 6-3).

L’arena croata, quasi gremita, ha potuto godere di una partita veramente entusiasmante tra smorzate, recuperi e incroci da capogiro. I protagonisti hanno sfoderato un bel tennis alternando forza a precisione. Entrambi hanno concesso qualche 15 all’avversario, con Matteo a sbagliare due colpi importanti, entrambi nella stessa identica maniera, proprio nel tiebreak finale, di fatto consegnando al bosniaco le chiavi del match.

Questo però non toglie meriti al 34enne, capace di gestire situazioni nervose anche complicate, come quando nel tiebreak del primo set l’occhio di falco non ha chiamato l’out su un servizio di Arnaldi. Non un errore qualunque, di quelli che possono far nascere polemiche ambigue. Ma una palla che dista dalla linea almeno un paio di centimetri se non di più, che ha portato Dzumhur ad uno scontro verbale con l’arbitro più che lecito.
LA GIUSTA COLONNA SONORA
Nel tiebreak finale, con il pubblico diviso al tifo tra ‘Forza Matteo’ e ‘Hajdemo Damire’, anche il DJ dello stadio rincara la dose: prima mixando un “Tutta l’Italia” di Gabri Ponte, mandando su di giri i tifosi tricolore, poi la canzone che ha celebrato la qualificazione della nazionale di calcio della Bosnia ed Erzegovina ai Mondiali (‘Ljiljani’ Halida Bešlića) alla quale Dzumhur non può resistere, cominciando a sorridere felice battendo le mani a tempo seduto nel cambio campo sulla sua panchina.

A fine match, dopo essersi quasi inginocchiato in campo, Damir ringrazierà proprio chi manipolava la consolle: “Era un momento molto difficile per me, tra alti e bassi (alcuni errori e bei punti nel tiebreak finale). Sentire quella canzone mi ha distratto un attimo, dandomi un po’ di leggerezza.”
Prosegue il 34enne: “Una partita incredibile da entrambe le parti. Voglio innanzitutto ringraziare Matteo (che però era già uscito dal campo, ndr) per aver condiviso il campo con me per questa incredibile partita. Ho avuto una partita simile al Roland Garros quest’anno, quando ero in vantaggio contro Davidovich Fokina 5-3 nel quarto set (avanti 2-1) ma poi ho perso. Adoro giocare qui. Dopo i recenti risultati deludenti, avevo seriamente pensato di concludere la mia carriera a fine stagione” ma forse il bosniaco può aver cambiato opinione, ora, raggiungendo le semifinali croate per la seconda volta consecutiva.
L’ultima volta, proprio lo scorso anno (dopo aver vinto su Stan Wawrinka) con Carlos Taberner, il quale poi perderà in finale da Luciano Darderi.

Peccato per Matteo, era egualmente meritevole della semifinale. Ma vedendo un uomo così determinato ancora a giocare bene in campo, forse la pillola da ingioiare non è così amara.
I MATCH DI OGGI:
Finale di doppio: Pavlasek/Rikl – Stevenson/Willis ore 16:00; Ore 18:00 Burruchaga – Merida; Ore 21:00 Dzumhur – Molcan.






