Sabato all’HBF Park di Perth l’Italia affronta l’Australia nel match valido per la terza giornata del Nations Championship. La partita, in programma alle 18.10 locali (12.10 italiane), sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno e in chiaro su TV8.
“No hay mal que por bièn no venga”, non tutti i mali vengono per nuocere, ecco perché c’è qualcosa di squisitamente poetico nel fatto che questo antico proverbio spagnolo si adatti oggi, come un guanto, al destino del C.T. azzurro Gonzalo Quesada e della sua squadra.
La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno nel ritiro di Perth a poche ore dalla partita, lasciando l’intero ambiente del rugby italiano tra lo stupito e l’incredulo. World Rugby ha usato il pugno di ferro, infliggendo una squalifica a sorpresa al tecnico argentino. Il motivo? Le perplessità, espresse con fin troppa onestà nel dopo partita, sulla gestione arbitrale del match perso la scorsa settimana con la Nuova Zelanda. Una tegola pesante, inaspettata, che costringe ora Quesada a guardare la partita in televisione non potendo entrare all’HBF Park sabato. Eppure, proprio in questo momento di apparente sbandamento, si respira un’aria strana. Non c’è rassegnazione, ma una vibrante scossa di elettricità, perché questa assenza forzata potrebbe rivelarsi la carta vincente per il gruppo azzurro.
La prova del nove: una complicità da testare sul campo
Lontano dalla sua area tecnica, Quesada è costretto ora a fidarsi ciecamente di ciò che ha seminato in questi anni. Questa partita non è più solo un test match contro i Wallabies; è un esame di maturità per testare il livello di complicità, la sinergia profonda e l’autonomia che lo staff e i giocatori hanno coltivato giorno dopo giorno. Senza la voce del loro leader a bordo campo, Michele Lamaro e compagni dovranno attingere a quell’alchimia interna che si costruisce solo nel chiuso dello spogliatoio. È l’occasione per dimostrare che l’identità dell’Italia non dipende da un singolo uomo, ma è ormai un patrimonio condiviso, un software installato e pronto a girare anche in modalità stand-alone.
Linea verde e rotazioni: l’orizzonte verso la Coppa del Mondo
Se la squalifica del C.T. – che si somma a quella di Niccolò Cannone – ha scosso l’ambiente, la lista dei convocati per la sfida di Perth non è da meno, presentando ben 9 cambi nel XV titolare. Una rivoluzione decisa da coach Quesada che nasce da una duplice esigenza, come ci ha spiegato in conferenza stampa l’assistente allenatore German Fernandez: la gestione degli infortuni di Tommaso Allan e Lorenzo Cannone (gli All Blacks lasciano sempre il segno e l’infermeria azzurra ne ha pagato il dazio) nonché della squalifica di Niccolò Cannone e la visione futura. A Perth Quesada coglie dunque l’occasione per gettare nella mischia forze fresche. L’obiettivo è chiaro: testare una squadra radicalmente nuova, dare minutaggio prezioso ai giovani e allargare la profondità della rosa in vista dei prossimi Mondiali. C’è fiducia, c’è la curiosità di vedere all’opera ragazzi che oggi hanno l’opportunità di dimostrare di essere da “livello test match”.
In questo scacchiere manca anche Tommaso Menoncello. Nessun allarme, però: il centro azzurro è rientrato in Italia come da programma prestabilito. Per lui è tempo di tirare il fiato e prepararsi al meglio in vista dell’attesissimo debutto nella prossima stagione di TOP14.
Wallabies all’ultima curva: un’Australia ferita e motivata
Dall’altra parte del campo, l’ostacolo è altissimo e carico di elettricità emotiva. I Wallabies scendono sul prato di Perth con il coltello tra i denti perché per l’Australia questa non è una partita qualunque: è l’ultimo ballo della gestione tecnica guidata da Joe Schmidt e Laurie Fisher. I giocatori australiani – lo hanno dichiarato in settimana – vogliono salutare i propri mentori con una prestazione maiuscola, decisi a cancellare le ultime storiche sconfitte subite dagli Azzurri a Firenze e Udine. Per i padroni di casa, la motivazione – e la pressione – è ai massimi storici.
Curiosità e dietro le quinte del match
Il tabù della “prima volta” in Australia: l’Italia ha battuto l’Australia per ben due volte nella sua storia (nel 2022 a Firenze e nel 2025 a Udine), ma entrambe le vittorie sono arrivate in casa. Gli Azzurri non hanno mai vinto in terra australiana; l’HBF Park di Perth potrebbe essere il teatro di una prima volta assoluta.
La squalifica di Niccoló Cannone: la terza linea azzurra è stato squalificato per 4 settimane, a partire proprio dal 18 luglio, costringendolo così a saltare la sfida di Perth.
La prima da titolare per Giulio Marini: il giovane seconda linea del Benetton, dopo aver fatto il suo esordio assoluto (cap) partendo dalla panchina contro la Nuova Zelanda lo scorso weekend, guadagna subito la maglia da titolare a fianco del più esperto Federico Ruzza.
Non sarà una partita qualunque per l’azzurro Louis Lynagh, considerate le sue origini australiane: “L’ultima volta era il 2019, quando sono venuto con mio padre prima del Mondiale e fu incredibile. Perth è uno dei miei posti preferiti e sono felicissimo di scendere in campo con la Nazionale davanti ai miei amici e ai miei fratelli. Daró il 100%”. E forse di più, verrebbe da dire a noi avendo visto il suo entusiasmo in conferenza stampa.
Il fattore “Donaldson”: in panchina per l’Australia siede il mediano d’apertura Ben Donaldson (maglia n. 22). È lo stesso giocatore che nel 2022 a Firenze sbagliò, a tempo scaduto, la trasformazione che avrebbe regalato la vittoria all’Australia, sancendo invece il primo storico trionfo azzurro con il punteggio di 28 a 27.
Novità dalla panchina: Quesada porta in panchina per la prima volta in questa sessione estiva Dimcheff, Neculai e Da Re, pronti a fare il loro debutto stagionale a partita in corso.
Un’opportunità d’oro sotto il cielo di Perth
Ci sono tutti gli ingredienti per un sabato di pura passione. Un’Italia “orfana” della sua guida in panchina, un XV sperimentale e un’Australia affamata di riscatto e d’addio glorioso. Sulla carta, sembrerebbe una montagna insormontabile, ma il rugby, si sa, vive di dinamiche invisibili. Questa Nazionale ci ha abituato a stupire quando tutto sembrava perduto. E allora, che sia davvero un mal que por bièn no venga: l’occasione perfetta per scoprire quanto è diventata grande, matura e unita questa Italia. All’inglese Christophe Ridley il compito di arbitrare il match.
Gli Azzurri
La mediana è affidata ai fratelli Garbisi, con Pani estremo e Giulio Marini (al secondo cap assoluto) in seconda linea a fare reparto con il più esperto Ruzza. Michele Lamaro guida il team con i gradi di capitano.
XV titolare: 1 Muhamed Hasa (Zebre Parma, 10 caps), 2 Gianmarco Lucchesi (Toulon, 35 caps), 3 Marco Riccioni (Perpignan, 38 caps), 4 Giulio Marini (Benetton Rugby, 1 cap), 5 Federico Ruzza (Benetton Rugby, 73 caps), 6 Riccardo Favretto (Benetton Rugby, 15 caps), 7 Michele Lamaro (C) (Benetton Rugby, 56 caps), 8 Ross Vintcent (Exeter Chiefs, 20 caps) , 9 Alessandro Garbisi (Benetton Rugby, 24 caps), 10 Paolo Garbisi (Perpignan, 56 caps), 11 Monty Ioane (Lione, 48 caps), 12 Paolo Odogwu (Benetton Rugby, 9 caps), 13 Juan Ignacio Brex (Toulon, 54 caps), 14 Louis Lynagh (Benetton Rugby, 15 caps), 15 Lorenzo Pani (Zebre Parma, 13 caps).
A disposizione:16. Pablo Dimcheff (Colomiers Rugby, 4 caps), 17. Danilo Fischetti (Northampton Saints, 65 caps), 18. Ion Neculai (Zebre Parma, 3 caps), 19. Andrea Zambonin (Exeter Chiefs, 20 caps), 20. Alessandro Ortombina (Zebre Parma, 1 cap), 21. Alessandro Fusco (Zebre Parma, 26 caps), 22. Giacomo Da Re (Zebre Parma, 6 caps), 23. Leonardo Marin (Benetton Rugby, 24 caps).
I Wallabies
I tre cambi decisi da Schmidt portano in campo Brandon Paenga-Amosa e Harry Potter fin dal primo minuto, mentre il flanker locale di origini italiane Carlo Tizzano scende in campo da titolare davanti al pubblico della sua Perth. Harry Wilson guida la squadra da capitano.
XV titolare: 1 Angus Bell (52 caps) ,2 Brandon Paenga-Amosa (27 caps), 3 Allan Alaalatoa (90 caps), 4 Josh Canham (4 caps), 5 Jeremy Williams (27 caps), 6 Rob Valetini (64 caps), 7 Carlo Tizzano (14 caps), 8 Harry Wilson (C) (38 caps), 9 Ryan Lonergan (7 caps), 10 Declan Meredith (1 caps), 11 Harry Potter (11 caps), 12 Len Ikitau (52 caps), 13 Joseph-Aukuso Suaalii (20 caps), 14 Max Jorgensen (22 caps), 15 Tom Wright (45 caps). A disposizione: 16. Billy Pollard (20 caps), 17 James Slipper (153 caps), 18. Zane Nonggorr (19 caps), 19. Miles Amatosero (esordiente), 20. Fraser McReight (41 caps), 21. Tate McDermott (52 caps), 22. Ben Donaldson (20 caps), 23. Filipo Daugunu (21 caps).
