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Coppa America, i neozelandesi volano 3-1: ogni volta che manovrano, guadagnano su Oracle

Da Sport Senators 21/06/2017

Gli sfidanti protagonisti nella finale di coppa America: dal timoniere all’aerodinamica, dai “ciclisti” alle derive

Con un risultato a sorpresa Tnz conduce con tre vittorie a una nella serie finale di Coppa America, e questo solo per il bonus point che Oracle ha guadagnato nel round robin, perché le vittorie effettive in mare sono addirittura quattro.

Cosa rende Tnz così invincibile nelle condizioni di vento leggero fino ad ora incontrate? In primo luogo, il timoniere degli sfidanti, Peter Burling non è per niente intimorito dal più anziano ed esperto Jim Spithill. Secondariamente, la barca dei neozelandesi sembra essere più efficace e meglio studiata.

E poi? e biciclette al posto dei grinder permettono di sviluppare quasi il doppio della potenza e questo permette al quarto ciclista, che è quello addetto alle derive, di pedalare poco e concentrarsi sul trim.

E ancora? Altro rilievo importante, a vederla così, sembrerebbe che la fila dei ciclisti, tutta abbassata e compatta, sia come un plotone. Sicuramente più aereodinamica, rispetto ai quattro grinder quasi in piedi della barca statunitense.

Importanti sono anche le derive, molto lunghe in senso trasversale e probabilmente di corda ridotta, che permettono alla barca di essere molto alta sull’acqua aumentando la stabilità grazie allo scafo sbandato sopravvento, e per giunta con poca resistenza, oltre che molto stabili in virata. Per cui, tutte le volte che manovrano i neozelandesi guadagnano.

Riuscirà Oracle come nella passata edizione a ribaltare il risultato?

Questa volta sarà più difficile perché grossi cambiamenti alla barca non sono consentiti, ma mai dare questo team per spacciato fino alla fine: il prossimo potrebbe essere un weekend interessante.

Tommaso Chieffi

Tags: tommaso chieffi, vela

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