AskataJuve. La Juventus, storicamente règia conservatrice, che pensa di farsi centro sociale e politico sta forse comprendendo che le rivoluzioni nel calcio non si fanno da un giorno all’altro e soprattutto non si improvvisano. Magari è all’inizio di un percorso, magari sta solo girando intorno a se stessa.
Si vedrà ma intanto la vittoria secca sulla Roma con i due gol di Conceiçao e Openda la Juventus la mette in coppia con quella di Bologna, e fa un tesoretto di sei punti che attenua il deficit di campionato. E consola così, almeno un po’, gli spallettiani (ex tudoriani, ex thiagomottiani) delle troppe cose andate storte anche questa stagione. Chissà, magari significa pure qualcosa di più. Subito tutti dire: per lo scudetto c’è anche la Juve! Et voilà allora i titoli entusiasti dei giornali sportivi cui Madama dimessa e depressa non giova: “Arriva la Juve” (Gazzetta dello Sport), “Colpo di Lucio” (Corriere dello Sport), “Juve così puoi crederci!” (Tuttosport). A noi la medaglia del titolo più bastarda, ribelle e contraddittoria: ASKATAJUVE.
Di certo c’è che qualcosa si sta muovendo dentro la Juventus, probabile che Spalletti abbia fatto ammenda delle troppe elucubrazioni (leggi seghe mentali) e abbia alleggerito il carico di tensioni e di prove universitarie cui sottopone spietatamente i giocatori.
Contro la Roma l’allenatore dantesco batte il tamburo all’inferno che nemmanco quei tipacci da cinema peplum (“hortator”) sulle antiche triremi: comincia davvero a vedersi insomma una Juventus degna del suo rango e del suo ruolo. C’è da darne conferma ovvio, ma forse Napoli è stato davvero il punto più basso – “Ho danneggiato la squadra” aveva detto Spalletti – e ora è cominciata la risalita.
Vista e sentita dopo, la sbrodolata di complimenti che Spalletti ha fatto a Gasperini prima della partita è sembrata una antica pretattica ad ammorbidire la corazza dell’avversario. Non avendo mai pareggiato la Roma di Gasperini ha messo a profitto finora la teoria dei tre punti – il pareggio è più vicino alla sconfitta che alla vittoria – e tutto sommato le sei sconfitte hanno fatto meno danni di quello che poteva essere. Però nell’ultimo mese la flessione c’è tutta, Svilar non fa più il fenomeno, Dybala s’è tenuto ancora in tasca i trucchetti da Harry Potter. Meglio Conceiçao, tanto per dire… Visto che ha regolarmente perso tutto gli scontri diretti (Milan, Inter, Napoli, Juventus) Il Gasp, fumantino al momento represso, non ci è andato troppo per il sottile: “Non siamo all’altezza di queste squadre”. Dicendo chiaramente che la rosa non è completa e serve lo sforzo della società.
Ma tutto sommato la Juventus sta sempre dietro la Roma, c’è tutto da giocare. E non è che Inter, Milan, Napoli e così via stiano tanto meglio eh… Qui ognuno ha i guai suoi e il campionato zoppo lasciato dalla Supercoppa, tutto sommato aiuta, illude, maschera, nasconde. Soprattutto lascia aperto. Tranquilli che per ora accade poco, possiamo concentrarci sullo spaghetto a vongole.
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