Succede, ahinoi, spesso che i social vomitino insulti, più spesso da scommettitori. Ma Stefano Cobolli, sul suo profilo Instagram ha ricevuto l’augurio che a suo figlio Flavio, di cui è anche coach, eliminato subito a Shanghai, venisse addirittura un cancro. Peraltro al “1000” asiatico sono già usciti di scena tutti e 7 gli italiani: Bellucci e Cinà al primo turno, Cobolli e Musetti, all’esordio anche se ammessi direttamente al secondo turno, Arnaldi e Darderi eliminati al secondo ostacolo da Fritz e Tsitsipas.
Cobolli, come mai ha risposto pubblicamente a questo attacco?
“Perché mi sono sentito investito del problema non come allenatore ma come genitore, visto che sembra – dico sembra perché sul web non sai mai – che chi ha inviato l’insulto sia una ragazza di 19 anni”.
Suo figlio Flavio ha 24 anni, non è lontano d’età dalla persona che ha scritto quelle cose terribili.
“Infatti, la cosa mi ha particolarmente colpito per questo aspetto insolito. Perché in genere questo tipo di ingiurie arriva da scommettitori che si nascondono, a casa, dietro lo schermo di un computer e così si permettono di scrivere qualsiasi cosa. Tutti devono sapere che non si fa, un giovane lo deve sapere ancor di più. E dev’essere educato a non farlo più”.
La prima educazione nasce in casa, coi genitori.
“Il mio messaggio, seriamente preoccupato proprio perché così non possiamo andare avanti, è rivolto ai genitori come me. Forse, con questi social, danno troppo spazio e troppo presto, senza controllo, ai ragazzi, che non hanno coscienza del mezzo e dei danni che possono causare”.
Da genitore a genitore, come si corre ai ripari?
“Si fa capire al proprio figlio che ci possono essere delle conseguenze alle sue azioni, anche se sembrano solo parole pesanti. Bisogna responsabilizzare i nostri figli. Insegnargli che possono creare problemi e diventare pericolosi. E che possono incorrere in azioni legali perché quelle stesse espressioni non le userebbero in pubblico, faccia a faccia, con persone che insultano”.
Lei non è il primo tennista che insorge contro questo malcostume lo hanno fatto anche Matteo Berrettini e Lucrezia Stefanini, che sono stati minacciati di morte.
“Ormai siamo quasi abituati agli insulti e alle minacce degli scommettitori, ci facciamo scivolare addosso queste cattiverie che pure sono forti e ripetute, ma se la cosa passa ai ragazzi allora diventa ancor più grave. Di questo problema si parla troppo poco e mi sembrava giusto fare questa denuncia”.
Il rischio è colpire le persone più deboli, che magari reagiscono nel modo peggiore.
“Infatti. Qui l’autore sembra essere una ragazza di 19 anni, che è già grande, e dovrebbe essere consapevole dei danni che può provocare”.
Che cosa propone per arginare il problema?
“Intanto che i genitori come me parlino ai figli spiegandogli per bene. E che cosa rischiano anche legalmente. Perché le loro azioni possono avere un seguito penale. I problemi non si risolvono scappando ma educando e insegnando”.
Tornando al tennis, Flavio è ancora quinto nella Race to Torino per le ATP Finals di Torino coi primi 8 della stagione, ma ha perso tre partite di fila.
“Fisicamente sta benissimo e non si è mai allenato così bene. Il problema è che ha questa preoccupazione proprio della qualificazione alle ATP Finals, una pressione che avvertono tutti, ancor di più lui. Perché sarebbe la prima volta e, ovviamente, ci tiene moltissimo. Ma, si sa, quando non hai la testa completamente libera è difficile esprimersi al 100%”.
Quindi adesso che tornei giocherà?
“Siamo già tornati a Montecarlo per allenarci al meglio. A Vienna e Parigi indoor che erano già in programma abbiamo dovuto aggiungere Lione dal 19 ottobre per fare punti ATP”.
Senza Sinner, sarebbe l’unico italiano a Torino.
“Flavio farà di tutto per esserci, stringerà i denti e ci metterà tutta la voglia e la determinazione possibile. E, appena si sbloccherà, mostrerà i frutti del grande lavoro che sta facendo in allenamento”.
*Articolo ripreso da “Il Messaggero” di domenica 11 ottobre 2026
