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Calcio

Spalletti e de Laurentiis. Pochettino e i ricicli

Da Vanni Zagnoli 03/06/2023

L’alterigia del presidente Aurelio de Laurentiis nel rinunciare a Spalletti. Esercita l’opzione per trattanerlo ma non si accordano e intanto lo tiene fermo. Come sarebbe stata la storia del calcio se tutti i presidenti avessero comunque fatto storie nel confermare l’allenatore scudettato, i casi sono rari. Quando gli allenatori se ne vanno da campioni, è perchè hanno un’offerta da un club decisamente superiore o hanno dubbi che la squadra sia competitiva per la Champions.
Dunque, Allegri congedato dalla Juve perchè in Champions è uscito male, nonostante Cristiano Ronaldo. Conte dalla Juve perchè litiga con Andrea Agnelli, stessa cosa del teatrino al Napoli, in parte.

Mourinho dell’Inter perchè va al Real Madrid. Eriksson è stato esonerato a metà del campionato successivo dalla Lazio, Lippi indotto alle dimissioni dalla Juve, entrambi stavano perdendo tanto, ma soprattutto in piazze in cui si vince poco – Lazio, Napoli – non si può mai fare.

Luciano Spalletti ha comunque l’abitudine a fermarsi. Fermo nel 2000-01 dopo l’esonero a Venezia. Fermo una stagione e mezzo, quasi due anni dopo San Pietroburgo, due dopo l’Inter, adesso questo.
De Laurentiis avrebbe potuto metterlo in stand by solo per Guardiola, di sicuro fuori portata e di sicuro non verrebbe da un presidente che ha esonerato Carlo Ancelotti, l’allenatore forse più vincente nella storia dei club. Luis Enrique comunque non è a quel livello, al Barcellona ha vinto abbastanza in tre stagioni, con la Spagna pochino.
Difficile che riprenda Ancelotti e, soprattutto, che Carlo aspetti.
A proposito, i grandi club finiscono con lo scambiarsi allenatori anche sopravvalutati, per quanto non hanno vinto. Pochettino è stato finalista di Champions con il Tottenham, certo, al Psg meritava maggiore pazienza ma adesso forse non merita il Chelsea.

Vanni Zagnoli

Tags: Spalletti e de Laurentiis. Pochettino e i ricicli

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Nota sull’autore: Vanni Zagnoli

Classe 1971, di Reggio Emilia, dal ’90 solo giornalista. Mai un contratto, esclusi due mesi a Il Giornale; professionista dal ’99. Il curriculum è infinito, condiviso con la moglie Silvia Gilioli, pubblicista. Pubblicarono ovunque, esclusi sui quotidiani economici e sui più recenti. Dal 2014 editano vannizagnoli.it, le proposte alle redazioni e l'integralità degli articoli usciti. Vanni punta su youtube, a tanti non piace che intervisti o anche solo riprendere persone. Ha fatto tv (da ospite) e radio, pezzi per settimanali. Ha scritto di quasi tutti gli sport. Ama approfondire, i videoracconti sono videobiografie. Nell’aprile 2018 gli hanno chiuso un canale youtube, sennò sarebbe a 15 milioni di visualizzazioni e a 15mila iscritti. Lavora da casa, sdraiato sul letto, per molte ore da solo, anche per questo ama le note vocali notturne e infinite.

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