La magia di un numero. Il 12 per Kimi Antonelli, nuovo campione del mondo di Formula 1. Ma accanto ai significati di questa scelta che tutto il mondo ora conosce ce n’è un altro rimasto nascosto, che forse lo stesso Antonelli ignora. Ed è una connessione che diventa ancora più piena di fascino e di misteriosa e ammaliante coincidenza fra epoche lontane.
Antonelli ha il 12 in onore del suo idolo, Ayrton Senna, e ha annunciato che lo manterrà anche il prossimo anno, rinunciando al numero 1 che spetta a chi ha vinto il Mondiale. I mezzi di informazione si sono sbizzarriti nel commentare questa scelta e hanno individuato anche altri parallelismi, storici e no, riguardanti questo numero e la sua connessione con Antonelli: quella con Niki Lauda, che aveva il 12 quando vinse il suo primo titolo mondiale con la Ferrari, e quella con se stesso, perché aveva 12 anni quando entrò nel programma giovani della Mercedes.
Ma ce n’è un’altra, nascosta nei meandri della storia, che può rivelarsi ancor più straordinaria e magica, legata a una impresa epica di un tempo lontano, 91 anni fa, compiuta da un uomo leggendario: Tazio Nuvolari.
Il 28 luglio 1935 si corre sul circuito del Nurburgring il Gran Premio di Germania. Nuvolari guida una Alfa Romeo P.3, vecchia di tre stagioni prima, e affronta le più moderne auto tedesche, cinque Mercedes e quattro Auto Union, che hanno il doppio dei cavalli motore rispetto all’Alfa. Nuvolari ha 42 anni e appare come un eroe al tramonto, i suoi avversari sono i più forti piloti del momento sulle auto più veloci e potenti. E’ un uomo solo contro un formidabile schieramento tedesco. Eppure, compie la sua impresa più grande, in una corsa che molti ritengono la più bella ed emozionante di tutti i tempi, che ho già ricordato qui.
E in quella gara, sull’Alfa rossa di Nuvolari, il numero magico: il 12.
L’incantesimo è solo nell’immaginazione umana, qualcosa che la mente e il cuore costruiscono per regalarsi e regalare le emozioni più grandi, le storie più fantastiche, le coincidenze stabilite dal destino e fissate in un tempo che non c’è mai stato. Ma qualche volta anche il filo magico più incredibile sembra diventare realtà e convincere gli umani che esiste qualcosa al di sopra della realtà. In questo regno misterioso, un semplice numero può diventare la chiave che mette in contatto i sogni e la vita.
Antonelli ha scelto il 12 in onore del suo mito Senna. Il destino aveva già scelto il 12 per unire Nuvolari e Antonelli.
*foto ripresa da www.cittanuova.it – Copyright ANSA – Ringraziamenti EPA – Autore JOSE MENDEZ
