Donne nello sport, il grande furto di cognome e di personalità
Tante atlete diventano “sconosciute” dopo il matrimonio, col nome cancellato o “raddoppiato” con quello del marito. Già nel 1979 Rino Tommasi, con l’appello “Evert for Ever”, rifiutava il cambiamento burocratico di generalità. Nel 1925, negli Stati Uniti, la giornalista Doris Fleischman fu la prima donna sposata americana a ricevere un passaporto ufficiale con il suo cognome da nubile. Nello sport si è rimasti a 101 anni fa
Due ragazzi senza paura prendono a schiaffi il Cio
Il giapponese Daiya Ebihara e il neozelandese Li Yanhao, sul podio del Grand Prix junior di Cina, abbandonano le loro bandiere per solidarietà col vincitore, il russo Lev Lazarev, al quale Cio e Isu impediscono inno e simboli, e si schierano con lui in un abbraccio che va oltre lo sport. E in pista la Russia, di nuovo ammessa alle gare, trionfa con 4 vittorie in 4 prove e annuncia il ritorno del suo dominio a suon di record e di prestazioni incredibili
Le lacrime di Angelina Melnikova diventano un disonore per il CIO
Un commento di Carolina Morace, indimenticata campionessa del calcio, a favore della russa che sul podio degli Europei di ginnastica artistica ha pianto perché le sono negati bandiera e inno, riporta a galla le ingiustizie e le contraddizioni dello sport mondiale
De la Fuente e la Spagna, un sistema vincente che in Italia non si vuole realizzare
Il c.t. iberico, da allenatore sconosciuto, ha portato in alto giocatori che ha cresciuto nelle giovanili e con quelli ha vinto il Mondiale. La Figc ha ignorato Baldini, dimenticando che c’è stato un tecnico italiano, Azeglio Vicini, che ha sfiorato nel 1990 la stessa impresa di De la Fuente portando in nazionale ragazzi di talento che aveva lanciato nell’Under 21, come Franco Baresi, Maldini, Vialli, Mancini, e altri che con lui avevano esordito in prima squadra come Baggio e Schillaci
Messi e il Pallone d’oro. Il grande bluff della stampa mondiale
I mezzi di informazione lo hanno lanciato come protagonista della Coppa del mondo negli Stati Uniti che avrebbe dovuto consegnargli lo scettro di più grande di tutti i tempi, scavalcando Maradona, e poi del più importante premio individuale.…
Quando Nadia Comaneci scoprì che il suo 10 non fu il primo della storia
Cinquanta anni dopo, si celebra l’impresa dell’atleta romena a Montreal 1976, quando ottenne il punteggio perfetto alle parallele asimmetriche, prima alle Olimpiadi, ma non in assoluto perché fu preceduta dalla polacca Vera Caslavska agli Europei 1967 ad Amsterdam. E lo venne a sapere da chi la intervistò durante i Mondiali 2017, proprio a Montreal. Ecco come andò.
Torna la Russia, ma trova uno sport distrutto: i salti ridotti avvantaggiano i meno bravi?
L’Isu ha approvato nuove regole, i salti passano da 7 a 6 e le combinazioni da 3 a 2 nel programma Libero degli individuali, il livello tecnico si abbassa ulteriormente a tutto favore dei mediocri, lo spettacolo perde elementi di attrazione per il pubblico, ma l’importante è togliere medaglie ai russi, che continuano a essere penalizzati pesantemente nonostante il permesso di rientrare in gara sancito dal Cio
Il più grande bluff del Cio: la Russia torna, ma anche no
l Comitato Olimpico Internazionale ha annunciato la fine delle restrizioni contro la partecipazione degli atleti russi, ma ci sono ancora troppi equivoci e dubbi su come interpretare questa svolta. La Iaaf-World Athletics ha già detto che non la accetterà, costringendo così la Federazione russa di atletica a presentare ricorso al Tas. Ma il punto fondamentale è se il Cio intende obbligare tutte le Federazioni al rispetto di questa sua decisione
Schwazer e il doping 2016: l’assoluzione che non esiste
Il marciatore, alla terza positività in carriera tre mesi fa in Germania, continua a rivendicare un complotto contro di lui che sarebbe stato sancito nel 2021 dal Gip del tribunale di Bolzano in una ordinanza di archiviazione che mette sotto accusa l’Agenzia mondiale antidoping e che è stata scambiata per una sentenza
Schwazer, ancora una volta è una storia al contrario
Terza positività al doping in carriera, nel controllo del 26 aprile in Germania, e si torna alle polemiche, alle narrazioni sbagliate e al tentativo di sostenere un complotto internazionale mai esistito, smentito dai documenti che lo staff del marciatore, a cominciare da Sandro Donati, dovrebbe conoscere benissimo
Tennistavolo sottosopra. Il caso Fan Zhendong e l’omertà della stampa
Proviamo a immaginare che il campione olimpico e mondiale in carica di uno sport qualsiasi (tennis, atletica, nuoto, fate voi) abbia un dissidio con la sua Federazione internazionale e con l’organizzazione che cura la parte agonistica…
Tennistavolo, a Londra i Mondiali “televisivi” in tribuna. Le partite si vedevano soltanto su internet
L’edizione del Centenario si è distinta per una incredibile serie di disservizi per la stampa. Spettatori in piedi davanti alle postazioni dei giornalisti che sono costretti a guardare le partite sul computer portatile, zona mista solo su “prenotazione”, sala di lavoro strettissima, creata in un corridoio con pannelli mobili, tribuna stampa al buio
