Da Ventura a Mancini, la nazionale è sempre in cura, di… italiani! |
  • Chi Siamo – Le nostre firme
  • Sport
    • Accadde Oggi
    • Atletica
    • Calcio
    • Ciclismo
    • Ginnastica
    • Golf
    • Motori
    • Nuoto
    • Pallacanestro
    • Pallavolo
    • Pugilato
    • Sci
    • Sport di contatto
    • Tennis
    • Vari
    • Politica Sportiva
  • TennisVintage
  • La testimonianza
  • Galleria
  • Sport per Tutti
Da Ventura a Mancini, la nazionale è sempre in cura, di… italiani! |
  • Chi Siamo – Le nostre firme
  • Sport
    • Accadde Oggi
    • Atletica
    • Calcio
    • Ciclismo
    • Ginnastica
    • Golf
    • Motori
    • Nuoto
    • Pallacanestro
    • Pallavolo
    • Pugilato
    • Sci
    • Sport di contatto
    • Tennis
    • Vari
    • Politica Sportiva
  • TennisVintage
  • La testimonianza
  • Galleria
  • Sport per Tutti
Calcio, La cena delle beffe

Da Ventura a Mancini, la nazionale è sempre in cura, di… italiani!

Da Roberto Perrone 07/09/2019

Le qualificazioni all’Europeo confermano i problemi di selezione: fra giocatori che non sono titolari nelle loro squadre, oriunde e penuria di talenti nostrani

Torna a settembre. No, non è Rock Hudson nel famoso film con Gina Lollobrigida, ma la Nazionale italiana che riprende il suo cammino, impegnata nelle qualificazioni all’Europeo itinerante del 2020. Per tradizione, in questo periodo, facciamo sempre un po’ fatica. La ripresa, per noi, non è mai facile. Si è visto a Yerevan, in Armenia, dove, in undici contro dieci, abbiamo trovato difficoltà inaudite. Ma non è di questo che vogliamo parlare, quanto della difficoltà a ricostruire un tessuto vincente di giocatori italiani. Ogni anno si ripropone il problema, sempre lo stesso. Nella formazione schierata contro l’Armenia due giocatori, come Barella e Bernardeschi non erano titolari nelle loro squadre nell’ultima partita di campionato, Lasagna, entrato nel secondo tempo, gioca nell’Udinese, non certo una squadra di vertice. Non esistono più i blocchi, come un tempo. In campo c’erano due “oriundi”, Emerson Palmieri e Jorginho. Insomma Mancini, come Ventura, deve pescare dove può, come può. Lo so, è sempre lo stesso discorso. Però bisogna farlo. I nostri club rinunciano sempre di più ai giovani, specialmente in attacco. Due dei ragazzi più promettenti, Cutrone e Kean sono finiti in Inghilterra dove faticano a trovare spazio. Ma anche in difesa abbondano gli stranieri. Qualcosa di nuovo lo vediamo a centrocampo. Già sentito tutto questo? Eh, ma lo sentirete ancora perché, malgrado le cinque vittorie su cinque di Mancini, che lanciano gli azzurri verso una comoda qualificazione, non ci stiamo tanto dall’orlo del baratro, quello da cui ci stiamo tirando faticosamente fuori dopo lo sprofondo del 2017, la sconfitta con la Svezia, l’eliminazione dal Mondiale russo.

E cioè dal fatto che anche con qualche risultato positivo, la salute del nostro calcio, il livello tecnico dei nostri giocatori non aumenta. E non aumentano i giocatori. Sono sempre gli stessi. Il tasso di proposizione di nuovi talenti del nostro campionato è bassissimo. Anche la Juventus, un tempo fedele a un blocco italiano, ha cambiato linea. Contro il Napoli gli italiani erano due su undici. Quindi, meglio meditare ora, dopo una vittoria confortante (almeno per il risultato) e ricordarci sempre che non siamo guariti. Ci stiamo solo, faticosamente, curando.

Piatto consigliato: spaghetti al pomodoro, il piatto più italiano che c’è

Condivisione...

Articolo precedente
Tennis, Berrettini – Nadal, semifinale da sogno. “Matteo darà il massimo come sempre” parola di Santopadre
Articolo successivo
Bianca Andreescu trionfa agli US Open 2019 by Luigi Serra

Nota sull’autore: Roberto Perrone

Giornalista e scrittore, ha cominciato al Giornale di Indro Montanelli (1981-1989). Dal novembre 1989 al giugno 2015 è stato inviato del Corriere della Sera. Ha seguito 9 Olimpiadi, 7 Mondiali di calcio, 5 Europei di calcio, 11 finali di Champions League; inoltre, ha scritto di tennis, raccontando tutti i tornei del Grande Slam, la Coppa Davis e la Fed Cup, e di nuoto (9 Mondiali e 11 Europei). Scrive anche di enogastronomia e viaggi, il suo sito è www.perrisbite.it

Post correlati

  • I reali meriti della Juventus, secondo Dino Zoff
  • Juve-Lazio, non per soldi, ma per petrodollari si cerca il titolo
  • Motta e l’inversione a U
  • In casa Lazio è caccia al Giuda
  • Coppa in Serbo, la Juventus batte l’Atalanta grazie al suo numero 9
  • La roulette Di Maria – Pogba

Ultimi articoli

  • “Miracolo azzurro sui pattini”: Francesca Lollobrigida e la risposta a coloro che non credono negli “sport minori”
  • Italia-Scozia, all’Olimpico battaglia di nervi e fango tra sorprese e fantasia
  • Milano-Cortina al via senza gloria e senza soldi
  • Mariano Gonzales: “All’Inter un anno indimenticabile. Recoba? La cosa più vicina a Messi”
  • La morte di Cesare Castellotti, addio a uno degli ultimi miti di 90° minuto
  • Antoine Dupont, il falso nueve ovale

Sport Senators

Le grandi firme di 47 Olimpiadi, 8 mondiali di calcio, 86 tornei del Grande Slam, 13 Tour de France, 43 giri d’Italia, 20 GP di Formula 1, 31 Mondiali di Atletica leggera, 100 campionati Mondiali ed Europei di nuoto, ginnastica, scherma, judo, e tanti altri sport.

Accounts Social

  • Facebook
  • Twitter

Newsletter

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
Iscriviti!

Cerca

Sport Senators © 2018 - All Rights Reserved | Testata registrata al Tribunale di Milano. Registrazione n.168 del 30.05.2018. Direttore responsabile Vincenzo Martucci

  • Home
  • Chi Siamo – Le nostre firme
  • Sport
  • Accadde Oggi
  • Galleria
  • Sport per Tutti
  • TennisVintage
  • Privacy policy

Continuando la navigazione, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi