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Tennis

Sinner domina Djokovic e vola in finale a Wimbledon, ora Zverev per il bis

Da Daniele Flavi 10/07/2026

C’è stato un momento, sul Campo Centrale di Wimbledon, in cui si è capito che sarebbe stata una giornata speciale. Non dopo un colpo spettacolare o un ace, ma ancora prima. Quando Jannik Sinner è entrato sul prato più prestigioso del tennis mondiale con lo sguardo di chi sapeva esattamente cosa doveva fare. Lo aveva detto appena quarantotto ore prima, dopo aver superato Jan-Lennard Struff: «Se voglio avere una chance in semifinale devo alzare il livello». Lo ha fatto.E come.

Il risultato finale della partita odierna contro il recordman di Slam vinti (Ben 24) Nole Djokovic racconta solo in parte la superiorità dell’altoatesino: 6-4 6-4 6-4 in appena 2 ore e 20 minuti, una prestazione di una completezza impressionante che gli regala la seconda finale consecutiva a Wimbledon e conferma perché oggi sia lui il numero uno del mondo.

Sul Centrale non c’è stato il caldo di Parigi

Chi era presente sul Centrale ha avuto subito una sensazione diversa rispetto a quanto accaduto poche settimane fa al Roland Garros. A Londra il termometro ha sfiorato i 30 gradi, ma un leggero vento proveniente da nord ha reso il clima decisamente più sopportabile. Nessuna traccia di quel malore accusato a Parigi contro Cerúndolo, quando il caldo aveva messo seriamente in difficoltà Sinner. Oggi il fisico ha risposto alla perfezione. La lucidità anche.

Una lezione di tennis a Djokovic

Battere Novak Djokovic non è mai normale. Far farlo con questa autorevolezza lo è ancora meno. Il serbo, alla ricerca della sua 39ª finale Slam (Per Jannik a 24 anni è la settima) e del sogno di conquistare il 25° Major della carriera, è stato costretto per lunghi tratti a rincorrere un Sinner praticamente perfetto.

Il punteggio dice 6-4 6-4 6-4. Il campo racconta qualcosa di ancora più netto. Jannik ha comandato gli scambi da fondo, ha servito con continuità impressionante, ha risposto profondo e ha tolto progressivamente fiducia al campione serbo.

L’unico vero momento di difficoltà è arrivato sul 2-1 del terzo set, quando Djokovic si è procurato la sua prima – e unica – palla break dell’intero incontro.  La risposta di Sinner è stata quella dei grandi campioni. Ace centrale. Nessuna esitazione. Nessuna paura. Da quel momento la partita è definitivamente scivolata nelle mani del numero uno del mondo.

Dodici sfide, adesso comanda Sinner

Quella andata in scena sul Centrale era la dodicesima sfida tra i due. Con questo successo il bilancio dei confronti diretti sorride ora all’azzurro, avanti 7 vittorie a 5, mentre a Wimbledon il conto torna in perfetta parità: 2-2. Numeri che certificano un passaggio di consegne ormai evidente. Per anni Djokovic è stato il riferimento assoluto del circuito.Oggi il giocatore da battere si chiama Jannik Sinner.

“Ho messo tutti i pezzi insieme”

In conferenza stampa il numero uno del mondo analizza la sua prova con la serenità di chi sa di aver espresso uno dei migliori tennis della stagione.  «Sapevo che dovevo alzare il livello e oggi ci sono riuscito. Ho messo un po’ tutti i pezzi insieme per fare una prestazione del genere. Non so se ci riuscirò anche in finale, però ci proverò.»

Una frase che fotografa perfettamente la crescita dell’azzurro. Nessuna esaltazione. Solo consapevolezza. Quando gli viene chiesto in quale aspetto abbia alzato maggiormente il proprio livello, la risposta è quasi una fotografia del match.

«Mi sono mosso meglio. Ho messo tanta attenzione su tutti i colpi. Mentalmente stavo molto bene e ho cercato di giocare ogni punto nella maniera giusta. Alla fine il risultato è stato ottimo. Ho cercato di tenere le cose semplici ed essere imprevedibile nei momenti importanti. Oggi ci sono riuscito.»

Ed è proprio questa capacità di semplificare ciò che, in realtà, è tremendamente complicato, a fare oggi la differenza.

Il rovescio, il pallonetto, il servizio: il tennis totale di Sinner

Ci sono stati colpi destinati a entrare negli highlights del torneo. Il passante di rovescio che gli consegna il primo set. Il pallonetto millimetrico del secondo. L’ace con cui cancella l’unica occasione concessa a Djokovic. Quando gli fanno notare la qualità di alcuni punti, Sinner sorride.

«Sono tutti uguali. Se fai il punto bene sei contento. Stiamo lavorando tanto sul servizio, sto cercando di essere un po’ più aggressivo. Oggi ha funzionato.» Nessuna ricerca del colpo da copertina. Solo il desiderio di diventare un giocatore migliore.

“Due anni incredibili, ma vivo tutto con naturalezza”

Quella di domenica sarà l’ennesima finale Slam della sua giovane carriera. Eppure Sinner continua ad affrontare questi appuntamenti con un equilibrio quasi disarmante. «So quello che ho fatto negli ultimi due anni, sono stati due anni incredibili. Mi ritrovo di nuovo in una finale Slam, ma la affronto in maniera naturale. Cerco soltanto di dare il mio massimo.»

Poi torna anche sul percorso di crescita compiuto dopo la delusione del Roland Garros. «Sto giocando una stagione ottima. Ho vinto tanti tornei, ho perso poche partite. Dopo Parigi abbiamo avuto dei problemi e abbiamo provato cose nuove. Mi sembra che stiano funzionando. Tutto fa parte del processo per diventare un giocatore migliore.»

Parole che raccontano un campione ancora affamato. Ancora convinto che il margine di miglioramento sia più importante dei risultati già ottenuti.

Adesso c’è Zverev

L’ultimo ostacolo verso il secondo Wimbledon consecutivo si chiama Alexander Zverev, numero due del mondo e fresco vincitore del Roland Garros, dove ha conquistato il primo Slam della carriera. Una finale che metterà di fronte i primi due giocatori del ranking ATP. Ma guai a parlare di favoriti.

«Non si sottovaluta nessuno, soprattutto in una finale Slam. Zverev sta servendo molto bene, su questa superficie il servizio è fondamentale. Ha vinto il Roland Garros e sta giocando un tennis molto aggressivo. È un altro giocatore rispetto al passato. Io cercherò di fare le cose nel modo giusto. Se ci riesco bene, altrimenti ci avrò provato.»

È il mantra che accompagna Sinner ormai da mesi. Pensare al processo. Mai al risultato.

A un passo dalla storia

Lasciando il Centrale, mentre il sole continuava a illuminare il prato di Church Road, la sensazione era quella di aver assistito a qualcosa che va oltre una semplice vittoria.  Sinner non ha soltanto battuto Novak Djokovic. Lo ha fatto imponendo il proprio tennis, senza mai dare l’impressione di subire il peso dell’avversario o dell’occasione. La finale di Wimbledon lo attende ancora.

E dopo una prestazione di questo livello, la sensazione è che il ragazzo che un anno fa conquistò Londra non sia soltanto tornato. Sia diventato ancora più forte.

Dal nostro inviato a Wimbledon, Daniele Flavi

Tags: ora Zverev per il bis, Sinner domina Djokovic e vola in finale a Wimbledon

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Nota sull’autore: Daniele Flavi

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