Il campionato italiano sta finalmente cambiando, e per il meglio. Una sentenza definitiva sarebbe a dir poco affrettata, trattandosi ancora delle prime quattro giornate, ma sicuramente la direzione intrapresa è quella giusta: si va verso un calcio più europeo, che alla lunga potrà portare benefici a tutto il movimento del nostro paese.
Questo inizio di stagione è stato davvero entusiasmante, ricco di gol e spettacolo, e guardare una partita di Serie A non equivale più al miglior sonnifero come negli anni passati. Le statistiche mostrano alla perfezione questo totale cambio di tendenza. Innanzitutto, il dato forse più superficiale, ma di forte impatto, è quello dei gol segnati: la rete si è gonfiata 121 volte contro le 91 della scorsa stagione e le 94 della 24/25, con una media che supera i 3 gol a partita. La vera notizia, però, è un’altra: per la prima volta nella storia del calcio italiano non c’è ancora stato, nemmeno nel campionato cadetto, un pareggio per 0-0 dopo quattro giornate. Le gare a reti bianche (ben 36 l’anno scorso) erano ormai il marchio di fabbrica che caratterizzava le domeniche soporifere di milioni di italiani.
A smantellare questa “istituzione” tutta italiana ci sta pensando Daniele Orsato, designatore arbitrale che da quest’estate ha preso il posto di Rocchi dopo le numerose polemiche sulla gestione arbitrale della scorsa stagione. Per risollevare il calcio italiano dalle evidenti difficoltà degli ultimi anni sono state introdotte regole stringenti, con l’unico obiettivo di velocizzare il ritmo di gioco, riducendo le perdite di tempo e gli interventi arbitrali continui. Accorgimenti che stanno già portando risultati sotto gli occhi di tutti. Il tanto chiacchierato tempo effettivo, dai circa 53’ delle scorse stagioni, è cresciuto di ben 5 minuti: un balzo che piazza la Serie A al primo posto fra i top 5 campionati europei e ai livelli della Champions, un risultato impensabile fino a pochi mesi fa. Tutto grazie alla regola dei 5 secondi per rimettere in gioco il pallone, e a quella che in caso di ingresso dei medici in campo impone al giocatore di lasciare per un minuto la squadra in dieci, azzerando, almeno per ora, le simulazioni stucchevoli. La linea-Orsato, inoltre, sta indirizzando anche la gestione arbitrale delle gare: si fischiano meno falli, ma soprattutto sono spariti i “rigorini” per tocchi impercettibili, e infatti i tiri dal dischetto sono una rarità (2 contro i 12 e i 15 delle ultime due stagioni, sempre alla quarta giornata). Le interminabili attese per i controlli VAR sembrano ormai un lontano ricordo (una sola “on-field review” in 40 partite), e anche gli allenatori applaudono, approvando in blocco questo approccio più moderno.
Tutti questi dati, che a primo impatto possono sembrare di poco conto, in realtà sono fondamentali per rendere il nostro campionato più spettacolare, e di conseguenza più vendibile all’estero (dove degli 0-0 speculativi non interessa niente a nessuno), innescando un circolo virtuoso che, soprattutto a livello economico, possa dare una grande mano a tutto il movimento calcistico italiano.
